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  • Omoda 5: il SUV che segna l’ingresso di Chery in Italia con stile e tecnologia

    Omoda 5: il SUV che segna l’ingresso di Chery in Italia con stile e tecnologia

    Il Gruppo Chery, uno dei principali costruttori automobilistici cinesi fondato nel 1997, ha deciso di fare il suo ingresso ufficiale in Europa con un’offerta ambiziosa: il marchio Omoda, affiancato dal più premium Jaecoo. Il primo modello a debuttare in Italia è l’Omoda 5, un SUV compatto che si propone di competere con modelli affermati come Kia SportageNissan Qashqai e Volkswagen Tiguan. Con un design accattivante, una tecnologia avanzata e un prezzo competitivo, l’Omoda 5 punta a conquistare il mercato italiano, supportato da una rete di vendita e assistenza in rapida espansione.

    Un po’ di storia: Chery e la sua ascesa globale

    Chery è un nome che in Italia potrebbe non suonare familiare a tutti, ma a livello globale è un gigante dell’automotive. Fondata nel 1997 in Cina, Chery ha rapidamente scalato le classifiche dei produttori automobilistici, raggiungendo quasi 1,9 milioni di veicoli venduti nel 2023. Sebbene sia ancora lontana dai numeri di colossi come Toyota o Volkswagen, Chery ha dimostrato di saper innovare e crescere, puntando su tecnologie avanzate e design moderno.

    In Italia, Chery è già presente indirettamente attraverso il marchio DR, che commercializza modelli basati su piattaforme del gruppo cinese. Con Omoda e Jaecoo, però, il costruttore ha deciso di entrare direttamente nel mercato europeo, puntando su una gamma di SUV e crossover che uniscano qualità, tecnologia e prezzi accessibili.

    Design: moderno e originale

    L’Omoda 5 si distingue per un design audace e contemporaneo, che cattura l’attenzione fin dal primo sguardo. Il frontale è dominato da una griglia a nido d’ape che occupa gran parte della calandra, affiancata da luci diurne a LED sottili e affusolate. I fari principali, posizionati più in basso, completano un look aggressivo ma elegante.

    Le fiancate presentano linee dinamiche, con una nervatura marcata che attraversa i fanali posteriori, mentre il tetto discendente e il lunotto molto inclinato conferiscono alla vettura un aspetto sportivo. I dettagli cromati e le ruote in lega da 18 pollici aggiungono un tocco di raffinatezza, rendendo l’Omoda 5 un’auto che non passa inosservata.

    Interni: tecnologia e comfort

    Gli interni dell’Omoda 5 colpiscono per l’attenzione ai dettagli e l’abbondanza di tecnologia. La plancia è dominata da due schermi da 12,3 pollici integrati in un unico pannello, che ospitano la strumentazione digitale e il sistema infotainment con Apple CarPlay e Android Auto wireless. I materiali, pur non essendo di fascia premium, sono ben assemblati e offrono un’impressione di solidità.

    Il comfort è garantito dai sedili riscaldabili (e ventilati nella versione Premium), dal volante riscaldabile e dal climatizzatore automatico bizona. L’illuminazione ambientale, con 64 colori personalizzabili, aggiunge un tocco di modernità, mentre il sistema di purificazione dell’aria contribuisce a creare un ambiente piacevole.

    Lo spazio a bordo è adeguato per cinque persone, anche se il bagagliaio da 292 litri (espandibili a 360) potrebbe risultare un po’ stretto per chi ha esigenze di carico più elevate.

    Motorizzazioni e prestazioni

    L’Omoda 5 debutta in Italia con un motore 1.6 turbo benzina da 197 CV, abbinato a un cambio automatico a doppia frizione a 7 rapporti. La trazione è anteriore, ma la versione 4×4 è già in programma per chi cerca maggiore versatilità. Le prestazioni sono più che sufficienti per un uso quotidiano, con uno 0-100 km/h coperto in 7 secondi e una velocità massima di 191 km/h.

    Disponibile anche la versione elettrica, con batteria da  61,1 kWh che promette un’autonomia compresa tra i 400 e i 430 km.

    Sicurezza e dotazioni

    L’Omoda 5 non delude neanche sul fronte della sicurezza, avendo ottenuto 5 stelle Euro NCAP. Di serie sono presenti il cruise control adattivo, il monitoraggio dell’angolo cieco, la frenata automatica d’emergenza e il mantenimento della corsia. La telecamera a 360 gradi e i sensori di parcheggio completano un pacchetto di assistenza alla guida molto completo.

    Prezzi e rete di vendita

    Il listino dell’Omoda 5 parte da 27.900 euro per la versione Comfort, mentre la Premium è disponibile a 29.900 euro. Un prezzo competitivo, soprattutto considerando le dotazioni di serie e la tecnologia offerta.

    Chery sta lavorando per espandere la sua rete di vendita e assistenza in Italia, con l’obiettivo di aprire 80 concessionarie entro breve. Una mossa necessaria per garantire supporto ai clienti e consolidare la presenza del marchio nel mercato europeo.

    Conclusioni

    L’Omoda 5 rappresenta un’ottima opportunità per chi cerca un SUV compatto con un buon rapporto qualità-prezzo. Con un design accattivante, interni tecnologici e prestazioni solide, questo modello ha tutte le carte in regola per competere con i rivali europei.

    Per Chery, l’Omoda 5 è solo l’inizio di un’avventura che punta a conquistare il mercato italiano e non solo. Con una gamma in espansione e una rete di vendita in crescita, il gruppo cinese dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista nel panorama automobilistico globale.

  • Dacia Bigster: il SUV che segna il salto di qualità del marchio romeno

    Dacia Bigster: il SUV che segna il salto di qualità del marchio romeno

    La Dacia Bigster è pronta a rivoluzionare il segmento dei SUV compatti in Europa. Con un lancio previsto per aprile 2025 e le prime consegne a maggio, questo nuovo modello rappresenta un passo in avanti importante per il brand romeno, che si appresta a competere con rivali affermati come Kia SportageJeep Compass e Nissan Qashqai. Con un prezzo di partenza inferiore ai 25.000 euro, la Bigster promette di mantenere la filosofia accessibile di Dacia, ma con un’offerta più ricca e sofisticata rispetto ai modelli precedenti.

    Un nuovo capitolo per Dacia

    Nata come marchio low-cost, Dacia ha saputo evolversi nel tempo, sfruttando le sinergie con il gruppo Renault per offrire auto economiche ma sempre più competitive. Con la Bigster, il brand romeno compie un ulteriore salto di qualità, posizionandosi in un segmento più alto rispetto al fratello minore Duster. Questo SUV di 4,57 metri di lunghezza e con un bagagliaio da 667 litri si propone come un’alternativa interessante per chi cerca spazio, comfort e tecnologia senza spendere una fortuna.

    Design robusto e interni pratici

    Il design della Bigster richiama la solidità e l’estetica apprezzata della Duster, con linee squadrate e un aspetto robusto che trasmette sicurezza. Il frontale è dominato da un grande faro a LED e da una griglia cromata, mentre i profili laterali e il posteriore sono caratterizzati da dettagli funzionali e minimalisti.

    Gli interni, pur mantenendo materiali semplici, offrono un comfort notevole e una praticità che è sempre stata un punto di forza di Dacia. La strumentazione digitale da 7 pollici (fino a 10 pollici negli allestimenti top) e il sistema infotainment con schermo da 10 pollici (con connettività Apple CarPlay e Android Auto) sono solo alcune delle dotazioni che rendono la Bigster un’auto moderna e ben equipaggiata.

    Motorizzazioni elettrificate e versatilità

    La Bigster si distingue per una gamma di motorizzazioni tutte elettrificate, segno della volontà di Dacia di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. Le opzioni includono:

    • Un 1.2 TCe mild hybrid da 130 CV e 140 CV, disponibile anche in versione bi-fuel benzina/GPL.
    • Un full hybrid da 155 CV, con due motori elettrici e cambio automatico Multimode, ideale per chi cerca prestazioni brillanti e consumi ridotti (fino a 21,3 km/l).
    • Una versione 4×4 da 130 CV, perfetta per chi ama l’avventura off-road.

    Tutte le motorizzazioni sono progettate per offrire un buon compromesso tra prestazioni ed efficienza, mantenendo i costi di gestione contenuti.

    Allestimenti e dotazioni

    La Bigster è disponibile in quattro allestimenti: EssentialExpressionJourney ed Extreme.

    • L’Essential offre il necessario per chi cerca un’auto pratica ed economica, con cerchi in lega da 17 pollici, climatizzatore manuale e sensori di parcheggio posteriori.
    • L’Expression aggiunge il climatizzatore automatico bizona, sedili regolabili in altezza e rivestimenti in denim.
    • I top di gamma Journey ed Extreme includono cerchi da 18 pollici, vetri oscurati, tetto panoramico (solo sull’Extreme) e portellone elettrico (solo sulla Journey).

    Tra gli optional, spiccano il Winter Pack con sedili e volante riscaldabili, il tetto nero a contrasto e il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco.

    Prezzo e valore

    Con un prezzo di partenza di 24.800 euro, la Bigster si conferma un’opzione accessibile nel segmento dei SUV compatti. Nonostante qualche compromesso sulle finiture, il rapporto qualità-prezzo è imbattibile, soprattutto considerando le dotazioni di serie e le motorizzazioni elettrificate.

    In conclusione

    La Dacia Bigster rappresenta un punto di svolta per il marchio romeno, dimostrando che è possibile offrire un SUV di qualità senza rinunciare alla convenienza economica. Con il suo design robusto, gli interni pratici e le motorizzazioni moderne, la Bigster ha tutte le carte in regola per replicare il successo del Duster e conquistare un posto di rilievo nel mercato europeo.

    Per chi cerca un’auto versatile, economica e ben equipaggiata, la Bigster è senza dubbio una delle opzioni più interessanti del momento. Il suo arrivo nei concessionari a fine aprile é un’occasione da non perdere per chi vuole guidare un SUV senza svuotare il portafoglio.

  • Deepal S07: il SUV cinese disegnato a Torino arriva in Europa

    Deepal S07: il SUV cinese disegnato a Torino arriva in Europa

    Il futuro dell’automotive è sempre più globale, e la nuova Deepal S07 ne è la prova. Questo SUV, frutto della collaborazione tra il design italiano e la tecnologia cinese, sta per fare il suo debutto in Europa. Progettato a Torino e costruito in Cina dal costruttore Changan, il Deepal S07 rappresenta un ponte tra due mondi, unendo stile europeo e innovazione asiatica.

    L’arrivo in Europa: un piano ambizioso

    La Deepal S07 inizierà il suo viaggio europeo in Germania, dove sarà disponibile in vendita a partire dalla fine di marzo 2025. Subito dopo, il modello arriverà nel Regno Unito, in Olanda e nei paesi scandinavi entro la fine dello stesso anno. Per Italia e Spagna, invece, bisognerà attendere il 2026, ma il gioco vale sicuramente la candela.

    Con un prezzo di partenza di 45.000 euro, la Deepal S07 si posiziona come un’opzione competitiva nel segmento dei SUV elettrici. La dotazione di serie è ricca e include gli ADAS di livello 2, che garantiscono sicurezza e comfort alla guida. Non a caso, la vettura ha già ottenuto le 5 stelle EuroNCAP, un riconoscimento che ne attesta l’eccellenza in termini di sicurezza.

    Design italiano, tecnologia cinese

    La Deepal S07 è il risultato di un lavoro sinergico tra il centro stile di Torino e gli ingegneri cinesi di Changan. Il design è stato guidato dal Design Director Bertrand Bach e dal responsabile del design esteriore Georgios Koukos, mentre l’interno è stato curato da Jaromir Chech. Il risultato è un SUV dalle linee moderne e sofisticate, con un abitacolo spazioso e tecnologico.

    L’interno della vettura è dominato da un display centrale orientato orizzontalmente, che ospita il sistema di infotainment Harmony OS di Huawei, alimentato dal chip Snapdragon 8155. A completare l’esperienza di guida c’è un head-up display (HUD) da 12,3 pollici, che proietta le informazioni essenziali direttamente sul parabrezza.

    Due versioni: elettrica e ibrida

    La Deepal S07 è disponibile in due versioni: elettrica (EV) e ibrida a ricarica estesa (EREV).

    • Versione EV:
      • Potenza: 218 CV o 258 CV
      • Autonomia (ciclo CLTC): 520 km o 620 km per la variante a lungo raggio
      • Accelerazione 0-100 km/h: 6,7 secondi
      • Coefficiente di resistenza aerodinamica: 0,258 Cd
    • Versione EREV:
      • Motore elettrico: 238 CV
      • Motore termico: 1.5 litri da 95 CV
      • Autonomia elettrica (CLTC): 121 km o 200 km a seconda della batteria
      • Consumo di carburante: 4,95 L/100 km

    Entrambe le versioni sono equipaggiate con batterie CATL, leader mondiale nella produzione di celle agli ioni di litio. La versione EREV utilizza il pacchetto batterie ShenXing da 39,05 kWh, mentre la versione EV supporta la ricarica rapida, con un passaggio dal 30% all’80% in soli 15 minuti.

    Interessante feature introdotta nel modello cinese è il sistema di guida autonoma “Qiankun Smart Driving” ADS SE di Huawei, basato su una soluzione visiva che permette di gestire scenari complessi come autostrade, strade urbane e parcheggi (paralleli, verticali e diagonali).

    Il sistema offre funzionalità avanzate come:

    • Assistenza al cambio di corsia
    • Evitamento ostacoli
    • Assistenza al parcheggio

    In arrivo anche la Deepal S05

    Ma non è tutto. Changan ha annunciato che presto arriverà in Europa un altro modello: la Deepal S05. Questa SUV più compatta, sempre disegnata a Torino e costruita in Cina, sarà rivolta a un pubblico più giovane e dinamico. Con un design sportivo e una tecnologia all’avanguardia, la S05 promette di essere un’alternativa interessante nel segmento dei SUV urbani, con dimensioni ridotte e un prezzo più accessibile, pensato per attrarre un pubblico più ampio.

    L’arrivo della Deepal S07 in Europa segna un momento importante per il mercato automobilistico. Questo modello, frutto della collaborazione tra stile italiano e manifattura cinese, dimostra come la globalizzazione stia ridefinendo l’industria dell’auto. Con un design accattivante, una tecnologia avanzata e un prezzo competitivo, la S07 ha tutte le carte in regola per conquistare il pubblico europeo.

  • Renault 4: il ritorno di un’icona, ora elettrica e pronta a conquistare la città

    Renault 4: il ritorno di un’icona, ora elettrica e pronta a conquistare la città

    La Renault 4, un’auto che ha segnato la storia dell’automobilismo europeo, sta per tornare. Dopo oltre 30 anni di assenza dai listini, la nuova generazione della “4” si prepara a fare il suo debutto entro la metà del 2025, ispirandosi alla sua antenata del passato ma con una veste completamente rinnovata: una crossover urbana elettrica. Come già successo con la nuova Renault 5, il marchio francese guarda al futuro senza dimenticare le sue radici, proponendo un’auto che unisce design retrò e tecnologia all’avanguardia.

    La storia della Renault 4: un’icona popolare

    La Renault 4 originale, lanciata nel 1961, è stata un’autentica rivoluzione nel mondo dell’automobile. Concepita come un’auto pratica ed economica, è diventata rapidamente un simbolo di libertà e accessibilità, conquistando milioni di famiglie in tutto il mondo. Prodotta fino al 1994, la “4” è stata il quarto modello più venduto nella storia Renault, con oltre 8 milioni di unità prodotte.

    La sua formula vincente? Un design semplice ma funzionale, una meccanica robusta e una versatilità senza pari. La Renault 4 era un’auto per tutti: dalle strade di campagna alle città, passando per i mercati emergenti. Con le sue forme squadrate e il suo carattere affidabile, è rimasta nel cuore di intere generazioni.

    La nuova Renault 4: elettrica e moderna

    La nuova Renault 4 E-Tech Electric non è una semplice riedizione del passato, ma un’auto completamente nuova, progettata per le esigenze del mercato moderno. Con una lunghezza di 4,14 metri, una larghezza di 1,80 metri e un’altezza di 1,57 metri, la nuova 4 si presenta come una crossover compatta, ideale per la mobilità urbana.

    Il design è un omaggio alla sua antenata, con elementi che richiamano la Renault 4 originale, come il terzo finestrino posteriore trapezoidale e i fanali “a pillola”. Tuttavia, la nuova generazione introduce dettagli moderni, come il pannello frontale in plastica trasparente che copre fari e mascherina, con il logo Renault illuminato. Le linee laterali scolpite nella carrozzeria ricordano quelle della Renault 4 GTL, mentre il portellone posteriore motorizzato e l’apertura bassa (a soli 61 cm da terra) rendono l’auto pratica e funzionale.

    Interni spaziosi e tecnologia avanzata

    L’abitacolo della nuova Renault 4 è un mix di spazio e tecnologia. Con una plancia ispirata a quella della Renault 5 E-Tech, l’auto offre due schermi: un cruscotto digitale da 7 o 10 pollici e un display touchscreen da 10 pollici per il sistema multimediale con Google integrato. I materiali scelti variano a seconda dell’allestimento, con opzioni che vanno dal grigio scuro al blu denim, fino al motivo pied-de-poule per gli interni più premium.

    Il bagagliaio, con una capienza di 420 litri, è pensato per essere versatile e pratico, grazie a un doppio fondo con aperture separate per i cavi di ricarica. Inoltre, il sedile anteriore reclinabile permette di trasportare oggetti lunghi fino a 2,20 metri.

    Motorizzazione elettrica e prestazioni

    La nuova Renault 4 sarà disponibile con due motorizzazioni elettriche: una da 122 CV e una da 150 CV. La versione più potente promette uno scatto da 0 a 100 km/h in meno di 8,5 secondi, prestazioni più che dignitose per un’auto urbana.

    Le batterie offrono due opzioni: una da 40 kWh con un’autonomia dichiarata di oltre 300 km e una da 52 kWh che arriva fino a 400 km. La ricarica è possibile fino a 100 kW in corrente continua, con funzionalità avanzate come la ricarica bidirezionale V2L (Vehicle-to-Load), che permette di alimentare dispositivi esterni, e la pompa di calore per migliorare l’efficienza nei mesi freddi.

    Un’auto per la città (e non solo)

    La nuova Renault 4 non è solo un’auto elettrica, ma anche una crossover versatile, con un’altezza da terra di 18,1 cm e un sistema Extended Grip per migliorare la trazione su terreni scivolosi. Con 26 sistemi di assistenza alla guida, l’auto è pronta a offrire sicurezza e comfort sia in città che fuori strada.

    Un ritorno che fa sognare

    La nuova Renault 4 rappresenta un ponte tra passato e futuro, un’auto che guarda avanti senza dimenticare le sue radici. Con il suo design retrò, la sua motorizzazione elettrica e la sua versatilità, la “4” è pronta a conquistare un nuovo pubblico, portando con sé lo spirito dell’icona originale.

    E voi, cosa ne pensate? La nuova Renault 4 riuscirà a ripetere il successo della sua antenata, o pensate che il mercato delle crossover elettriche sia ormai troppo affollato?

  • Ford Focus: l’addio a un’icona che segna la fine di un’era

    Ford Focus: l’addio a un’icona che segna la fine di un’era

    La Ford Focus, una delle auto più amate e iconiche degli ultimi decenni, si prepara a lasciare il mercato. Dopo 26 anni di successi, la produzione della Focus terminerà a novembre 2025, segnando la fine di un’epoca per il marchio dell’Ovale Blu. Con la scomparsa della Focus, Ford chiude un capitolo importante della sua storia, cancellando uno degli ultimi modelli che l’hanno resa celebre in Europa, dopo il ritiro della Fiesta nel 2023 e della Mondeo nel 2022.

    Un’eredità gloriosa

    La Focus ha debuttato nel 1998, sostituendo l’altrettanto iconica Escort. Sin dal suo lancio, si è distinta per il design innovativo, le prestazioni dinamiche e la versatilità, diventando un punto di riferimento nel segmento delle berline compatte e delle station wagon. Con le sue numerose versioni, tra cui la sportiva ST e la pratica Wagon, la Focus ha conquistato milioni di clienti in tutto il mondo, diventando un’auto di culto per gli appassionati di guida.

    La prima generazione, progettata sotto la guida di Richard Parry-Jones, è stata un’autentica rivoluzione, offrendo un’esperienza di guida brillante e un comfort superiore alla media. Nel corso degli anni, la Focus ha continuato a evolversi, mantenendo sempre un forte legame con le sue radici sportive e pratiche.

    Perché Ford dice addio alla Focus?

    La decisione di interrompere la produzione della Focus rientra in una strategia più ampia di Ford, che sta abbandonando i segmenti delle utilitarie e delle berline medie per concentrarsi su SUVcrossover e veicoli elettrici. Modelli come il Bronco, il Tremor, il Raptor e la Mustang Mach-E rappresentano il futuro del marchio, con l’obiettivo di puntare su auto più redditizie e “iconiche”.

    Tuttavia, questa scelta ha un prezzo: i veicoli elettrici e i grandi SUV hanno listini ben più alti rispetto alle auto tradizionali, rendendoli meno accessibili per il cliente medio Ford. Questo ha portato molti appassionati a rivolgersi alla concorrenza, con marchi come VolkswagenToyota e Hyundai che continuano a offrire modelli compatti e berline a prezzi più contenuti.

    I numeri parlano chiaro

    La scomparsa della Focus arriva in un momento difficile per Ford in Europa. Nel 2024, il primo anno completo senza la Fiesta, le vendite del marchio sono calate del 17%, con una quota di mercato scesa al 3,3%. La Focus, nonostante il suo successo, non è riuscita a invertire questa tendenza, soprattutto in un mercato sempre più dominato da SUV e crossover.

    Con la chiusura dello stabilimento di Saarlouis, in Germania, Ford si prepara a dire addio a uno dei suoi modelli più rappresentativi, lasciando un vuoto nel cuore degli appassionati.

    Il futuro di Ford: elettrico e SUV

    Il futuro di Ford in Europa si baserà su modelli come la Puma, la Kuga e i veicoli elettrici Mustang Mach-EExplorer EV e Capri. Questi veicoli, sebbene tecnologicamente avanzati e ricchi di fascino, rappresentano una svolta radicale rispetto alla tradizione del marchio, che ha sempre puntato su auto accessibili e divertenti da guidare.

    La strategia di Ford riflette una tendenza più ampia del settore automobilistico, dove utilitarie e berline stanno scomparendo per fare spazio a SUV e crossover, spesso a prezzi proibitivi. Questo cambiamento, tuttavia, rischia di alienare una parte consistente della clientela, costretta a cercare alternative più economiche.

    Un addio amaro per gli appassionati

    La scomparsa della Focus non è solo la fine di un modello, ma la fine di un’era. Con il ritiro di auto come la Fiesta, la Mondeo e ora la Focus, Ford sta rinunciando a una parte importante della sua identità, lasciando molti appassionati con un senso di nostalgia e disillusione.

    E voi, cosa ne pensate? La Focus ha segnato la vostra vita automobilistica? Credete che Ford stia facendo la scelta giusta puntando su SUV e veicoli elettrici, o pensate che stia perdendo il contatto con la sua base di clienti storici?

  • Toyota lancia il baby Land Cruiser: un fuoristrada compatto per un mercato in trasformazione

    Toyota lancia il baby Land Cruiser: un fuoristrada compatto per un mercato in trasformazione

    Nonostante la collaborazione strategica tra Toyota e Suzuki, che vede la casa giapponese fornire modelli come la RAV4 e la Corolla per i badge engineering di Across e Swace, i due marchi continuano a competere nel segmento dei piccoli fuoristrada. Con l’uscita di scena del Suzuki Jimny dai listini europei, a causa delle sempre più stringenti norme ambientali, Toyota coglie l’occasione per presentare il suo nuovo baby Land Cruiser, un fuoristrada compatto che promette di rivoluzionare il mercato.

    Un’icona in formato ridotto

    Il nuovo baby Land Cruiser, atteso per la fine del 2025, rappresenta una versione compatta dell’iconico fuoristrada di Toyota. Basato sulla piattaforma IMV 0, il modello si posiziona nel segmento D con una lunghezza di circa 4,5 metri, offrendo un mix perfetto tra versatilità e maneggevolezza.

    Il design mantiene il DNA robusto e affidabile del Land Cruiser, ma in un formato più adatto alla vita urbana. Le linee sono squadrate e aggressive, con dettagli che richiamano il modello originale, come la griglia frontale imponente e le protezioni laterali. Nonostante le dimensioni ridotte, il baby Land Cruiser non rinuncia alla sua vocazione fuoristrada, con una trazione integrale di serie e una gamma di motorizzazioni che include opzioni benzinadiesel e una possibile versione elettrica.

    Una risposta al vuoto lasciato dal Jimny

    Con un prezzo stimato intorno ai 25.000 euro, il baby Land Cruiser si propone come un’alternativa accessibile e competitiva nel segmento dei fuoristrada compatti. La scelta di utilizzare una piattaforma diversa dalla GA-F ha permesso a Toyota di mantenere i costi contenuti senza compromettere gli elevati standard qualitativi del marchio.

    La scomparsa del Suzuki Jimny dai listini europei, a causa delle normative ambientali sempre più severe, ha lasciato un vuoto nel mercato che il baby Land Cruiser potrebbe riempire. Con le sue dimensioni compatte e le prestazioni fuoristrada, il nuovo modello di Toyota si rivolge a chi cerca un’auto versatile, capace di affrontare sia la città che i terreni più impervi.

    Tecnologia e sostenibilità

    Il baby Land Cruiser non è solo un’erede in miniatura del modello originale, ma anche un’auto moderna e tecnologicamente avanzata. L’abitacolo è progettato per offrire comfort e praticità, con materiali di alta qualità e un sistema di infotainment all’avanguardia. La possibile versione elettrica, inoltre, rappresenta un passo verso un futuro più sostenibile, senza rinunciare alla vocazione avventuriera del Land Cruiser.

    Arrivo previsto nel 2026

    La commercializzazione del baby Land Cruiser è prevista per l’inizio del 2026, anche se la disponibilità sul mercato europeo non è ancora stata confermata. Questo modello rappresenta la risposta di Toyota alla crescente domanda di SUV compatti, combinando l’eredità del Land Cruiser con dimensioni più gestibili e tecnologie innovative.

    Con il lancio del baby Land Cruiser, Toyota dimostra ancora una volta la sua capacità di evolversi per soddisfare le esigenze di un pubblico più ampio, mantenendo intatti i valori che hanno reso il marchio un punto di riferimento nel mondo dei fuoristrada.

    E voi, cosa ne pensate? Il baby Land Cruiser potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento per gli amanti dei fuoristrada compatti, o il Jimny rimarrà insostituibile nel cuore degli appassionati?

  • Lotus Emira: l’ultimo motore termico di un’era che volge al termine

    Lotus Emira: l’ultimo motore termico di un’era che volge al termine

    Con la presentazione della nuova Lotus Emira Turbo SE, il marchio britannico chiude un capitolo della sua storia gloriosa, segnando la fine di un’epoca. La Emira, infatti, rappresenta l’ultima auto a motore termico di casa Lotus, un’eredità che si spegne dopo l’uscita di produzione della leggendaria Elise e in un momento in cui il brand, sotto la nuova proprietà, si sta orientando esclusivamente verso veicoli elettrici come il controverso SUV Eletre.

    L’ultimo omaggio alla tradizione sportiva

    La Emira Turbo SE è un tributo alla filosofia che ha reso Lotus un’icona nel mondo delle sportive: leggerezza, potenza e un rapporto peso-potenza impeccabile, valori cari al fondatore Colin Chapman. Equipaggiata con un motore quattro cilindri turbo 2.0 di derivazione AMG, la Emira eroga 400 CV, raggiunge una velocità massima di 290 km/h e scatta da 0 a 100 km/h in soli 4 secondi.

    Il design della Emira è un mix di aggressività ed eleganza, con una carrozzeria in Grigio Zinco, cerchi forgiati da 20 pollici e pinze freno rosse che ne accentuano il carattere sportivo. L’abitacolo, rivestito in Alcantara, è un concentrato di tecnologia e stile, con dettagli come il badge e i terminali di scarico in nero che completano l’estetica raffinata.

    Un’eredità che si spegne

    La Emira Turbo SE si affianca alla versione V6 3.5 litri, anch’essa con 400 CV, ma disponibile con trasmissione manuale o automatica a 6 rapporti. La Turbo SE, invece, adotta un cambio DCT a 8 velocità e si propone sul mercato con un prezzo di 113.690 euro, leggermente inferiore rispetto ai 116.790 euro della V6.

    Tuttavia, ciò che rende la Emira un modello così speciale non sono solo le sue prestazioni, ma il fatto che rappresenti l’ultimo baluardo di una filosofia che sta scomparendo. Con l’uscita di produzione della Elise e l’arrivo di modelli elettrici come l’Eletre, Lotus sembra aver abbandonato quel concetto di leggerezza e purezza che l’ha resa celebre.

    Il futuro elettrico e la fine di un’era

    Da quando ha cambiato proprietà, Lotus ha intrapreso un percorso che punta tutto sull’elettrificazione. L’Eletre, il primo SUV elettrico del brand, è l’emblema di questa nuova direzione, ma è anche un modello che si allontana dall’essenza stessa di Lotus. Il rapporto peso-potenza, tanto caro a Chapman, sembra essere stato sacrificato in nome di una modernità che, sebbene affascinante, rischia di snaturare l’identità del marchio.

    La Emira, quindi, non è solo un’auto: è un simbolo. È l’ultimo sussulto di un’era in cui le sportive erano leggere, potenti e pensate per chi ama la guida pura. Con il suo motore termico e il suo design accattivante, la Emira chiude un cerchio, lasciando gli appassionati con un mix di nostalgia e speranza per il futuro.

    Un’occasione da non perdere

    Gli ordini per la Emira Turbo SE sono già aperti, ma chi desidera assicurarsi uno degli ultimi esemplari di sportiva pura firmata Lotus dovrà affrettarsi. La consegna è prevista a partire da aprile 2025, e non c’è dubbio che questa vettura diventerà un oggetto di culto per i collezionisti.

    E voi, cosa ne pensate? La Emira rappresenta davvero l’ultimo baluardo di una filosofia in via di estinzione, o il futuro elettrico di Lotus saprà sorprenderci mantenendo intatto lo spirito del brand?

  • Volkswagen Tera: il piccolo SUV brasiliano che potrebbe sostituire la mitica Polo in Europa

    Volkswagen Tera: il piccolo SUV brasiliano che potrebbe sostituire la mitica Polo in Europa

    Il mercato automobilistico sta vivendo una trasformazione epocale: le utilitarie, da sempre simbolo di praticità ed economia, stanno lentamente scomparendo, sostituite dai piccoli SUV. In questo contesto, Volkswagen si prepara a lanciare un nuovo modello che potrebbe segnare un ulteriore passo in questa direzione: il Tera, un SUV compatto di origine brasiliana che presto potrebbe arrivare anche in Europa.

    Volkswagen Tera: design moderno e tecnologia avanzata

    Presentato in anteprima durante il celebre Carnevale di Rio de Janeiro, il Tera è stato progettato e sviluppato specificamente per il mercato brasiliano, ma le sue caratteristiche lo rendono un candidato ideale per conquistare anche il pubblico europeo. Con un design moderno che unisce il DNA Volkswagen a dettagli esclusivi, come la striscia luminosa posteriore e la griglia frontale a nido d’ape, il Tera si distingue per un’estetica accattivante e contemporanea.

    Le dimensioni compatte, circa 4 metri di lunghezza, lo rendono perfetto per la mobilità urbana, mentre l’interno è un concentrato di tecnologia e praticità. La strumentazione completamente digitale e il sistema di infotainment connesso sono solo alcune delle caratteristiche che rendono questo SUV un’opzione allettante per chi cerca un’auto moderna e ben equipaggiata.

    Motore e piattaforma: prestazioni e affidabilità

    Sotto il cofano, il Tera è equipaggiato con un motore 1.0 turbo tre cilindri da 116 CV, abbinato a un cambio automatico a sei marce e trazione anteriore. La piattaforma utilizzata è la collaudata MQB A0, già impiegata con successo su altri modelli del gruppo Volkswagen, garantendo un’ottima combinazione di prestazioni ed efficienza.

    Un prezzo competitivo e una possibile sostituzione per la Polo

    Con un prezzo stimato tra i 16.000 e i 22.000 euro, il Tera si posiziona come un’opzione accessibile nel segmento dei SUV compatti. Ma ciò che rende questo modello particolarmente interessante è il suo potenziale ruolo nel mercato europeo. Con il declino delle utilitarie, modelli come la Polo potrebbero presto lasciare spazio a veicoli più versatili e moderni come il Tera.

    La Polo, da sempre un’icona nel segmento delle city car, potrebbe quindi essere sostituita da questo piccolo SUV, che offre maggiore spazio, una guida più elevata e un design più adatto alle tendenze attuali. Sebbene al momento ufficialmente non siano previste esportazioni al di fuori del Brasile, anche il Nivus  non avrebbe dovuto lasciare i confini carioca ma è finito per essere commercializzato in Europa col nome di Taigo e questo lascia ben sperare per una futura introduzione del Tera nel Vecchio Continente, magari con un nome differente.

    Il futuro delle utilitarie e l’ascesa dei piccoli SUV

    Il lancio del Tera riflette una tendenza sempre più evidente: i piccoli SUV stanno prendendo il posto delle tradizionali utilitarie, offrendo maggiore versatilità e un’immagine più robusta e moderna. Per Volkswagen, questo modello rappresenta un’opportunità per rafforzare la propria presenza in un segmento in forte crescita, sia in Brasile che, potenzialmente, in Europa.

    Il Tera potrebbe quindi non solo essere un nuovo arrivato nel panorama automobilistico, ma anche un simbolo del cambiamento in atto, segnando la fine di un’era per le utilitarie e l’inizio di una nuova fase dominata dai SUV compatti.

    E voi, cosa ne pensate? Sareste pronti a dire addio alla Polo per passare a un SUV come il Tera?

  • Hyundai Inster: il piccolo SUV cittadino elettrico che conquista la città

    Hyundai Inster: il piccolo SUV cittadino elettrico che conquista la città

    Il mondo della mobilità elettrica continua a evolversi, e Hyundai si conferma uno dei protagonisti più innovativi del settore. Con il lancio del nuovo Hyundai Inster, il costruttore coreano punta a conquistare il mercato dei piccoli SUV urbani, proponendo un veicolo compatto, elettrico e ricco di personalità.

    Ma cosa rende l’Inster un’opzione interessante per chi cerca un’auto elettrica per la città? Scopriamolo insieme, analizzando pregi e difetti di questa nuova proposta.

    Innanzitutto un pó di storia, la Inster é la versione elettrica della light car coreana Hyundai Casper, minicar sorella della Kia Picanto che in patria , per via delle dimensioni compatte sotto i 3,60 metri ha delle agevolazioni fiscali sulla stegua delle Key-Cars giapponesi.

    In patria é dotata di motore termico, un 1.0 benzina , mentre la versione europea, leggermente cresciuta nelle dimensioni , che toccano i 382 di lunghezza ponendosi a cavallo tra i segmenti A e B, é dotata esclusivamente di motorizzazioni elettriche, grazie a un powertrain di derivazione BorgWarner disponibile in due varianti: uno standard di 97 cavalli e 327 km di autonomia e una versione long range che arriva a 115 cavalli e 370km di autonomia grazie alla batteria maggiorata che passa da 42 a 49 KWh.

    La versione base comprende una dotazione completa per la sua categoria con climatizzatore automatico, strumentazione con schermo lcd da 10.25”, sistema multimediale con display touchscreen da 10.25” con connettività Apple CarPlay e Android Auto, Bluetooth con riconoscimento vocale, retrocamera e sensori di parcheggio, luci diurne e di posizione a led, specchietti laterali ripiegabili elettricamente, caricatore di bordo da 11 kW, ricarica rapida in corrente continua.

    Non mancano i sistemi di assistenza alla guida come il mantenimento al centro della corsia, anti-collisione frontale , cruise control con riconoscimento dei limiti di velocità e un sistema di allarme per non dimenticare bambini o oggetti nei sedili posteriori.

    La versione piú accessoriata aggiunge  i cerchi in lega da 15’’, fanali posteriori a led, vetri posteriori oscurati, barre portatutto sul tetto, interni con volante in pelle, sedili posteriori scorrevoli e abbattibili 50/50 e anteriori abbattibili, sensori di parcheggio anteriori, caricatore wireless per smartphone, presa di ricarica USB posteriore e bracciolo anteriore.

    A richiesta é possibile aggiungere un pacchetto di accessori che comprende chiave digitale utilizzabile tramite smartphone, fari anteriori a led, luci a led interne, pompa di calore, precondizionamento batteria, volante riscaldabile e sedili anteriori riscaldabili.

    Purtoppo peró il listino, per la piccola suv urbana, parte dai 25.000 euro che per una macchinetta lunga 3,82 metri , larga 1,61 e con un bagaliaio di 280 litri la rendono una scelta non adatta a tutte le tasche.


    I Pregi dell’Hyundai Inster

    1. Design accattivante e giovanile
      L’Hyundai Inster si distingue per un design fresco e moderno, pensato per attirare l’attenzione nel traffico cittadino.
      Con linee dinamiche, fari a LED dal look futuristico e una griglia anteriore che ricorda i modelli elettrici della gamma Hyundai, l’Inster è un’auto che non passa inosservata.
      La compattezza delle dimensioni lo rende perfetto per muoversi agilmente in città, senza rinunciare a un tocco di stile.
    2. Autonomia adatta alla città
      Pur essendo un veicolo pensato per gli spostamenti urbani, l’Inster offre un’autonomia più che sufficiente per le esigenze quotidiane.
      Con una batteria che garantisce circa 300-350 km di autonomia (a seconda della versione), questo piccolo SUV elettrico è ideale per chi cerca un’auto per il lavoro, la scuola o le commissioni quotidiane.
      Inoltre, la ricarica rapida permette di recuperare l’80% della carica in tempi brevi, rendendolo pratico anche per chi ha una vita frenetica.
    3. Tecnologia avanzata
      Hyundai non delude quando si parla di tecnologia, e l’Inster non fa eccezione.
      Dotato di un sistema di infotainment touchscreen con connessione smartphone, navigazione integrata e comandi vocali, l’auto offre tutto ciò che serve per rimanere connessi durante i viaggi.
      Non mancano i sistemi di sicurezza avanzati, come il monitoraggio degli angoli ciechi, l’assistenza al mantenimento della corsia e il freno automatico d’emergenza, che rendono la guida più sicura e rilassata.
    4. Eco-sostenibilità
      Come tutti i veicoli elettrici, l’Inster contribuisce a ridurre le emissioni di CO2, rendendolo una scelta responsabile per chi vuole fare la sua parte per l’ambiente.
      Inoltre, la silenziosità del motore elettrico migliora l’esperienza di guida, soprattutto in città, dove il rumore del traffico può essere stressante.

    I Difetti dell’Hyundai Inster

    1. Spazio interno limitato
      Essendo un veicolo compatto, l’Inster sacrifica un po’ di spazio interno.
      I passeggeri posteriori potrebbero trovarsi un po’ stretti, soprattutto su viaggi più lunghi, e il bagagliaio, pur essendo sufficiente per la spesa o una borsa da viaggio, non è particolarmente capiente.
      Chi cerca un’auto per famiglia numerosa o per lunghi viaggi potrebbe dover considerare alternative più grandi.
    2. Prezzo non proprio economico
      Nonostante le dimensioni ridotte, l’Inster non è un’auto low-cost.
      Il prezzo di listino, infatti, si avvicina a quello di modelli più grandi e potenti, rendendolo un investimento significativo per chi cerca un’auto cittadina.
      Tuttavia, è importante considerare i risparmi a lungo termine sui costi di carburante e manutenzione, tipici dei veicoli elettrici se si ha la possibilitá di ricaricarla nel proprio garage.
    3. Autonomia limitata per viaggi lunghi
      Sebbene l’autonomia sia più che sufficiente per la città, l’Inster non è l’ideale per chi pianifica viaggi lunghi o frequenti spostamenti extraurbani.
      La necessità di ricarica potrebbe diventare un inconveniente per chi viaggia spesso su lunghe distanze, soprattutto in aree con poche colonnine di ricarica.

    Insomma un’auto perfetta per la città, ma con qualche compromesso

    L’Hyundai Inster si presenta come un’ottima opzione per chi cerca un SUV cittadino elettrico che unisca design, tecnologia e sostenibilità.

    È un’auto perfetta per chi vive in città e cerca un veicolo agile, ecologico e ricco di personalità.
    Tuttavia, chi ha bisogno di più spazio o di un’autonomia maggiore per viaggi lunghi potrebbe dover valutare altre opzioni.

    Insomma, l’Inster è un’auto che sa conquistare, ma come ogni veicolo, ha i suoi compromessi.
    Se siete pronti a investire in un’auto elettrica per la vostra vita urbana, questo piccolo SUV potrebbe essere proprio quello che fa per voi.

    E voi, cosa ne pensate? Lo vedreste nel vostro garage? Fatecelo sapere nei commenti!