Tag: ibrida

  • La Nuova Suzuki Across 2026: Addio al clone della RAV4, Nasce il Crossover Globale da 100 Paesi

    La Nuova Suzuki Across 2026: Addio al clone della RAV4, Nasce il Crossover Globale da 100 Paesi

    Suzuki ha appena svelato in Africa la nuova generazione della Across, e non si tratta di un semplice restyling. È una rivoluzione totale che cambia volto, dimensioni, piattaforma e, soprattutto, strategia.

    L’era in cui la Across era un semplice rebadging della Toyota RAV4 è finita. La nuova Across, destinata a oltre 100 mercati in tutto il mondo (Europa e Italia comprese, in attesa di conferme ufficiali), diventa finalmente una vettura a marchio Suzuki, progettata in casa e basata sul successo indiano della Maruti Suzuki Victoris.

    Una mossa audace che segna l’indipendenza del brand e punta a conquistare il cuore del segmento crossover compatto globale.


    Dalla RAV4 alla Victoris: Un Cambio di Filosofia Radicale

    La trasformazione è prima di tutto fisica e strategica.

    • Allora (2020-2024): La prima Across era un accordo di badge engineering con Toyota: si trattava essenzialmente di una Toyota RAV4 (serie precedente) con il logo Suzuki, un’auto di segmento C lunga 4,64 metri, potente e ibrida plug-in.
    • Ora (2026-): La nuova Across si sposta nel segmento B-SUV, diventando una vera Suzuki. Con i suoi 4,36 metri di lunghezza, si basa sulla piattaforma e sulla carrozzeria della Maruti Suzuki Victoris, acclamata in India dove ha appena vinto il prestigioso titolo di Indian Car of the Year 2026.

    Questo passaggio da “clone premium” a “crossover compatto indipendente” segna una volontà precisa: offrire un prodotto più accessibile, più agile per la città e di propria concezione, intercettando la domanda globale per SUV compatti ed efficienti.


    Design e Interni: Il Salto Generazionale è Evidente

    Guardandola, è difficile credere sia la successore del modello precedente. Il design è un netto salto in avanti.

    • Esterno: La linea è moderna, dinamica e ben proporzionata. Il frontale imponente con la grande calandra cromata, i profili scolpiti e la coda compatta le donano un’identità forte e contemporanea, allineandosi allo stile di altri modelli Suzuki di recente introduzione.
    • Interni: Qui avviene la vera rivoluzione. Si abbandona l’impostazione classica per abbracciare la digitalizzazione. La plancia è dominata dal doppio schermo curvo che integra la strumentazione digitale da 10,25 pollici e il sistema multimediale da 10,1 pollici, in un layout avvolgente simile a quello visto sulla nuova eVitara. Materiali e percezione di qualità sembrano fare un deciso passo avanti.

    La compattezza ha un (piccolo) costo in termini di praticità: il bagagliaio si riduce a 330 litri (contro i 580 dell’Across-RAV4), una cifra in linea con i crossover B-SUV ma da considerare per chi necessita di grandi volumi.


    Motori e Trasmissioni: Efficienza e Pragmatismo

    Sotto al cofano, la nuova Across presenta soluzioni pragmatiche e orientate all’efficienza, già collaudate sul mercato indiano.

    • Motore Principale: Un 1.5 litri a benzina 4 cilindri in configurazione mild hybrid, che eroga 103 CV. L’ibridizzazione leggera aiuta a ridurre consumi ed emissioni nelle fasi di avviamento e accelerazione.
    • Trasmissioni: Sarà disponibile abbinata sia a un cambio manuale che a un automatico, per coprire le preferenze di tutti i mercati.
    • La Curiosità: In India, la Victoris è proposta anche in una popolare versione bifuel a metano. Questa alimentazione, molto apprezzata per i costi di esercizio ridottissimi, potrebbe essere un’opzione interessante anche per l’Europa, dove il metano rappresenta ancora una valida alternativa economica ed ecologica.

    Mercato e Prospettive: Perché può essere un Successo Globale?

    La nuova Across ha tutte le carte in regola per diventare un pilastro globale per Suzuki.

    1. Prodotto Giusto al Momento Giusto: Un B-SUV compatto, moderno ed efficiente è esattamente ciò che chiedono molti mercati, Italia inclusa, dove le dimensioni contenute e i consumi ridotti sono un plus.
    2. Indipendenza e Identità: Per la prima volta, Suzuki propone una Across con una propria anima. Questo le permetterà di costruire una reputazione autonoma, senza essere paragonata alla RAV4.
    3. Eredità di Successo: Basarsi sulla Victoris, già vincitrice di premi e acclamata in un mercato iper-competitivo come quello indiano, è una garanzia di solidità progettuale e affidabilità.
    4. Gamma Combustibili Flessibile: La potenziale offerta di versioni mild hybrid e a metano la rende attraente sia per chi cerca la semplicità dell’ibrido leggero, sia per chi percorre molti chilometri e cerca il massimo risparmio.

    Conclusioni: La Rinascita di un Nome

    La nuova Suzuki Across non è un aggiornamento, è una rinascita. Da prodotto di opportunità nato da un accordo industriale, si trasforma in un crossover strategico e globale, frutto dell’ingegneria Suzuki.

    Se confermata per l’Europa, potrebbe diventare un’alternativa molto interessante e ben posizionata nel segmento B-SUV, andando a competere con modelli come la Peugeot 2008, la Opel Mokka o la Renault Captur, portando in dote il classico mix Suzuki di praticità, affidabilità e now-how nei motori termici efficienti.

    Il messaggio è chiaro: la Across ora ha una sua strada. E punta a percorrerla in oltre 100 paesi del mondo.

  • La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    La Nuova Volkswagen T-Roc 2026: Perché è Pronta a Rubare il Trono

    In pochi anni, la T-Roc è passata dall’essere una novità a una colonna portante della gamma Volkswagen, arrivando a superare persino l’iconica Golf nelle classifiche di vendita. Un vero e proprio fenomeno di mercato, che ora si prepara a voltare pagina con la seconda generazione. Aspettative altissime, che la nuova T-Roc 2026 sembra già pronta a onorare.

    La filosofia? Cambiare senza stravolgere. Aggiornamenti mirati, dimensioni leggermente ampliate e una gamma motori che punta tutto sull’ibrido. In questo articolo, scopriamo perché potrebbe diventare l’auto più desiderata del listino Volkswagen.


    Design e dimensioni: più spazio, stesso carattere

    La T-Roc cresce, ma con misura. Con 13 cm in più di lunghezza (ora a 4,37 metri) e un passo allungato, guadagna in proporzioni senza perdere l’impronta compatta. Lo sbalzo anteriore più pronunciato le dona un’aria più decisa, mentre l’abitabilità ne beneficia in modo tangibile.

    Il bagagliaio ora offre 475 litri (espandibili a 1.350), con un doppiofondo regolabile e – cosa non scontata – lo spazio per il ruotino di scorta. Posteriormente, l’accesso è agevole e gli occupanti trovano più spazio per le gambe. Al centro, il tunnel di trasmissione rimane presente, ma ospita con praticità le bocchette aria, i comandi clima e due porte USB-C.


    Abitacolo: razionalità e comfort in primo piano

    La plancia mantiene il tipico stile Volkswagen: pulito, razionale e ben finito. Di serie arrivano il quadro strumenti digitale e il grande schermo centrale, mentre al volante fanno il gradito ritorno i tasti fisici, più intuitivi di quelli a sfioramento. Anche la zona clima touch è ora retroilluminata.

    Tra i dettagli più apprezzati: la ricarica wireless ventilata per lo smartphone, il rotore multifunzione sul tunnel (volume o modalità di guida), il bracciolo regolabile e vani portaoggetti ben concepiti, come il cassetto capiente sotto al sedile passeggero.


    Guida e motori: ibrido, essenziale e piacevole

    La posizione di guida è più da crossover che da SUV, con un feeling al volante agile e familiare. In prova, il 1.5 benzina mild-hybrid da 115 CV (220 Nm) si conferma sufficiente per un uso quotidiano senza sforzi: lo 0-100 km/h si copre in 10,6 secondi, con una velocità massima di 196 km/h. Il cambio DSG a 7 marce è fluido e reagisce bene anche in modalità Sport o usando i paddle.

    Il sistema ibrido a 48V supporta le fasi di accelerazione e consente la velocità a vela con il motore termico spento, ma non permette la marcia in solo elettrico. Da segnalare la disattivazione di due cilindri in condizioni di carico ridotto, per risparmiare carburante. L’unico appunto riguarda la frenata rigenerativa: la transizione tra recupero energetico e freno meccanico non è sempre fluida, richiedendo a volte un tocco più deciso.

    Sul comfort, l’assetto con cerchi da 18” è bilanciato e piacevole, senza bisogno (nell’uso comune) delle sospensioni adattive. In autostrada, il comfort acustico è migliorato, con minori fruscii aerodinamici.


    Consumi: l’ibrido mostra i suoi vantaggi

    I numeri registrati in prova confermano l’efficienza della strategia ibrida:

    • Città: poco più di 11 km/l
    • Extraurbano: quasi 18 km/l
    • Autostrada: circa 14 km/l

    Media complessiva: circa 14 km/l, pari a 7,2 l/100 km. Un risultato rispettoso per un crossover di questa categoria.


    Prezzi e concorrenti: una lotta serrata

    La gamma al lancio si basa sulle versioni mild-hybrid da 115 CV e 150 CV. I listini partono da poco meno di 34.000 euro per la 115 CV Life, salendo a circa 37.500 euro per la Style. La 150 CV è disponibile da 36.650 euro (Life) fino a oltre 41.000 euro per l’allestimento R-Line.

    La concorrenza è agguerrita: dalla Renault Symbioz alla Peugeot 2008, dalla Toyota C-HR alla Hyundai Kona, senza dimenticare le premium come la Volvo XC40 e le sempre più insidiose orientali come MG ZS Hybrid.


    Perché sceglierla?

    La nuova T-Roc 2026 ha fatto come il Gattopardo: è cambiata per restare la stessa. Più spazio, tecnologia e ibrido, ma senza tradire l’equilibrio e la piacevolezza che l’hanno resa un punto di riferimento. Dinamica coinvolgente, abitacolo versatile e consumi contenuti la rendono un’opzione difficile da ignorare.

    Se cercate un crossover coerente, ben finito e senza sorprese, con la praticità dell’ibrido e il marchio Volkswagen, la nuova T-Roc è probabilmente già in cima alla vostra lista.

  • Nuova Renault Clio 2026: Non è più una utilitaria, è un crossover cittadino

    Nuova Renault Clio 2026: Non è più una utilitaria, è un crossover cittadino

    La regina delle compatte europee si trasforma. Con la sesta generazione, la Renault Clio compie un balzo evolutivo che va ben oltre un semplice restyling. Abbandona i panni della classica utilitaria per indossare quelli di un crossover urbano moderno, tecnologico e spazioso, pronto a competere in un mercato sempre più affollato di SUV compatti.

    Presentata in anteprima al Salone di Monaco, la nuova Clio 2026 non cambia la sua anima (la piattaforma CMF-B è confermata), ma rinnova radicalmente il suo corpo e il suo carattere, puntando su dimensioni aumentate, design muscoloso e un’offerta di motorizzazioni 100% green, senza più diesel.

    Il Design: Più Grintosa e Imponente

    La prima cosa che salta all’occhio sono le nuove proporzioni. La Clio cresce in ogni dimensione:

    • Lunghezza: +7 cm (ora 4,12 m)
    • Larghezza: +4 cm
    • Altezza: +1 cm

    Questo growth spurt le conferisce una presenza stradale completamente nuova, più simile a quella di un piccolo SUV che a una hatchback. Il design si ispira al concept Emblème e mostra linee più spigolose e dinamiche. Il frontale è dominato da una mascherina esagonale con griglia a losanga, fari Full LED sottili e inserti in nero lucido che enfatizzano l’atteggiamento “ruote alte”.

    La vista laterale mantiene le maniglie posteriori nascoste, mentre la coda è la parte più rivoluzionaria, con un lunetto molto inclinato (una scelta stilistica audace che riduce leggermente la visibilità posteriore) e fanali collegati da una light bar.

    L’Interno: Salto di Qualità e Tecnologia

    Entrando in abitacolo, il passo in avanti è netto. Il cruscotto è un chiaro erede di quello della Renault 5 elettrica, con un design pulito e minimalista.

    • Doppio display da 10 pollici: Il sistema è basato su Android Automotive, con Google integrato (Maps, Assistant, Play Store) e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.
    • Materiali: Mix di tessuti (anche sulla plancia) e plastiche. La qualità percepita è alta, anche se alcuni materiali duri rimangono.
    • Spazio: L’aumento del passo (+1 cm) migliora lo spazio per le gambe posteriori. Il bagagliaio offre 390 litri di capacità, pratico e profondo, anche se con un alto scalino di carico.

    La Gamma Motori: Ibrida, Benzina e GPL (ma zero Diesel)

    Renault fa una scelta coraggiosa e moderna, eliminando i diesel e puntando su tre opzioni:

    1. E-Tech Full Hybrid 160 CV: La top di gamma. Monta un nuovo 1.8 aspirato (sostituisce il 1.6) abbinato a due motori elettrici. Promette di viaggiare in elettrico fino all’80% del tempo in città, consumi dichiarati di 25,6 km/l (3,9 l/100km) e uno scatto 0-100 in 8,3 secondi.
    2. TCe 115 CV: Il classico 3 cilindri turbo benzina, disponibile con cambio manuale o automatico EDC a doppia frizione. La scelta per chi preferisce la tradizione.
    3. Eco-G 120 CV GPL: La regina dell’autonomia. In arrivo nell’estate 2026, abbinata al cambio EDC, promette un’autonomia mostruosa grazie a una bombola da 50 litrifino a 1.450 km con un pieno completo (benzina + GPL).

    Gli Allestimenti: Ricchissimi di Serie

    La gamma è semplice ma ben definita, e tutti gli allestimenti sono già molto dotati:

    • Evolution (Base): Include già cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, display 10″, sensori posteriori e climatizzatore.
    • Techno: Aggiunge il sistema OpenR Link con Google, cerchi in lega da 16″, camera posteriore, keyless entry e illuminazione ambientale.
    • Esprit Alpine (Top): Firmata dal reparto sportivo, con cerchi da 18″, interni in Alcantara, pedaliera in alluminio, ADAS avanzati e ricarica wireless.

    Prezzo e Arrivo

    Gli ordini si apriranno a ottobre 2025, con le prime consegne previste per dicembre. Il prezzo di partenza dovrebbe aggirarsi attorno ai 20.000 euro, posizionandola in una fascia competitiva nonostante il netto upgrade in termini di contenuti.

    In conclusione, la nuova Clio non è più la semplice e pratica city car di una volta. È un’auto più ambiziosa, che punta a sedurre chi cerca la praticità di un crossover, la tecnologia di un’auto di segmento superiore e l’efficienza delle motorizzazioni ibride, il tutto senza tradire lo spirito pratico che l’ha resa un’icona.

  • Fiat 500 Ibrida 2025: il ritorno del motore termico nello storico stabilimento di Mirafiori

    Fiat 500 Ibrida 2025: il ritorno del motore termico nello storico stabilimento di Mirafiori

    Una svolta strategica per la 500 elettrica

    Fiat sta per compiere un inversione di rotta con la sua iconica city car. Dopo il flop commerciale della versione esclusivamente elettrica (solo 30.000 unità vendute nel 2023-2024), il marchio torinese presenterà a novembre 2025 una nuova 500 ibrida, costruita nello stabilimento di Mirafiori sulla base della piattaforma elettrica STLA City ma con la meccanica della Pandina.

    Caratteristiche tecniche: l’ibrido “di necessità”

    Piattaforma e motori

    • Base: adattamento della piattaforma STLA City (originariamente solo elettrica)
    • Propulsore: meccanica ibrida derivata dalla Fiat Panda Hybrid
      • Motore termico 1.0 FireFly a 3 cilindri
      • Motore elettrico da 15 kW
      • Batteria agli ioni di litio da 11 Ah

    Prestazioni attese

    • Autonomia elettrica: ~50 km (ciclo WLTP)
    • Emissioni CO₂: sotto i 100 g/km
    • Trazione: anteriore (a differenza della versione elettrica)

    Perché questa scelta?

    I numeri parlano chiaro

    • Crollo vendite 500e: -60% rispetto alla precedente termica
    • Mercato elettrico in crisi: infrastrutture di ricarica ancora insufficienti
    • Prezzo troppo alto: la 500e parte da 29.900€, contro i 16.000€ della vecchia termica

    La confessione di Olivier François (CEO Fiat)

    “Pensavamo che tecnologia, infrastrutture e domanda si sarebbero allineate, ma non è accaduto. Dobbiamo essere più pragmatici”

    Produzione a Mirafiori: una scelta simbolica

    • Stesso stabilimento della 500 elettrica
    • Riconversione delle linee già esistenti
    • Occupazione garantita per gli operai torinesi

    E il futuro? La nuova piattaforma multi-energia dal 2030

    Stellantis ha annunciato un cambio di strategia:

    • Posticipo della nuova generazione al 2030 (inizialmente prevista per il 2027)
    • Piattaforma modulare per elettrico, ibrido e termico
    • Concorrenti diretti: Renault Twingo E-Tech e Volkswagen ID.1

    Prezzi e lancio

    • Presentazione ufficiale: novembre 2025
    • Commercializzazione: primo trimestre 2026
    • Prezzo stimato: tra 19.000€ e 22.000€

    Conclusioni: la 500 torna alle origini?

    Con questa mossa, Fiat:

    1. Riporta il motore termico nella sua icona
    2. Abbassa la soglia d’ingresso al mercato
    3. Salva Mirafiori dalla crisi dell’elettrico puro

    Una scelta coraggiosa e necessaria in attesa che il mercato elettrico maturi davvero.

  • Ford Tourneo Courier: il multispazio versatile che sostituisce la Fiesta

    Ford Tourneo Courier: il multispazio versatile che sostituisce la Fiesta

    Con l’addio della mitica Fiesta, Ford propone una soluzione intelligente per chi cerca un’auto pratica e conveniente: la Tourneo Courier. Nata come veicolo commerciale, si è trasformata in un’ottima alternativa per la città grazie a dimensioni compatte, spazio generoso e prezzo contenuto.

    Perché scegliere la Tourneo Courier?

    1. Dimensioni perfette per la città

    • Lunghezza di soli 4,34 metri (più corta di molte crossover)
    • Altezza da terra di 17 cm per affrontare marciapiedi e strade dissestate
    • Sterzo leggero e raggio di sterzata ridotto (11 metri) per parcheggi facili

    2. Spazio incredibile in pochi metri

    • Bagagliaio da 570 litri (espandibili a 2.162 litri)
    • Portellone ampio con soglia bassa (58 cm da terra)
    • Porte posteriori scorrevoli per comodo accesso

    3. Motore vivace ed economico

    • 1.0 EcoBoost da 125 CV: brillante nei percorsi urbani (12,8 km/l)
    • Consumi contenuti: fino a 18,9 km/l in extraurbano
    • Cambio manuale preciso (optional l’automatico)

    Com’è vivere a bordo?

    Interno: spazioso ma con qualche compromesso

    ✔ Posti comodi per 5 adulti
    ✔ Sedili in ecopelle/tessuto
    ✔ Doppio display e connettività (Apple CarPlay/Android Auto wireless)
    ✖ Plastica dura dominante
    ✖ Comandi multimediali poco intuitivi

    Sicurezza: 3 stelle Euro NCAP

    • Scocca robusta ma protezioni non eccellenti
    • Frenate lunghe (69 metri da 130 km/h)
    • Dotazione completa di ADAS anche nella versione base

    Prezzi e concorrenza

    Con un listino che parte da circa 23.000€, la Tourneo Courier si posiziona come:

    • Alternativa economica alle crossover (2008, T-Roc)
    • Sostituta moderna della Fiesta per chi cerca spazio
    • Opzione versatile tra auto famiglia e city car

    Verdice finale: perché conviene?

    ✅ Prezzo contenuto per quello che offre
    ✅ Spazio impressionante in dimensioni ridotte
    ✅ Motore brillante nei percorsi cittadini
    ✅ Dotazione ricca di serie

    ❌ Finiture plasticose
    ❌ Sistema multimediale macchinoso
    ❌ Frenate poco brillanti

    Perfetta per:

    • Giovani famiglie che cercano spazio a poco prezzo
    • Chi vuole un’auto alta ma non una SUV
    • Ex proprietari di Fiesta che necessitano più capacità

    Con la scomparsa delle compatte tradizionali, la Tourneo Courier si rivela una soluzione intelligente che unisce l’agilità cittadina alla praticità di un van, tutto a un prezzo ancora accessibile.

  • Dacia C-Neo: la nuova berlina media che sfida il mercato delle SUV

    Dacia C-Neo: la nuova berlina media che sfida il mercato delle SUV

    Mentre i grandi marchi abbandonano il segmento delle berline compatte – come le compiante Ford Focus e Alfa Romeo Giulietta – per puntare tutto sulle SUV, Dacia va controcorrente. Nel 2026 arriverà la C-Neo (nome provvisorio), una berlina a 5 porte lunga 4,40 metri, pensata per chi cerca un’auto spaziosa, economica e ibrida, senza rinunciare al comfort di una tradizionale due volumi.

    Design: Berlina o Crossover?

    Dalle prime immagini trapelate, la Dacia C-Neo mostra:

    • Linee filanti con frontale ispirato alla Sandero (fari sottili e griglia larga).
    • Lunotto inclinato per un look dinamico.
    • Protezioni in plastica nera e barre sul tetto, dettagli tipici dei crossover.

    Pur essendo una berlina, la C-Neo avrà un tocco SUV, seguendo la tendenza del mercato. L’abitacolo sarà essenziale ma funzionale, con:

    • Plastiche dure (tipiche Dacia).
    • Doppio schermo digitale (cruscotto e infotainment).

    Meccanica: Ibrida ed Economica

    La C-Neo sarà costruita sulla piattaforma CMF-B, già usata per Duster e Bigster, e offrirà due motorizzazioni:

    1. 1.2 TCe Mild Hybrid (3 cilindri, anche in versione benzina/GPL).
    2. Full Hybrid 1.6 da 145 CV (4 cilindri benzina + elettrico).

    Prezzo: Obiettivo 20.000 €

    Dacia punta a un listino competitivo, con la versione base che potrebbe partire da poco più di 20.000 €, posizionandosi come una delle berline più economiche sul mercato.

    Perché Dacia Scommette sulle Berline?

    Mentre Ford, Opel e Alfa Romeo abbandonano le berline per le SUV, Dacia vede un’opportunità:
    ✅ Mercato meno affollato = meno concorrenza.
    ✅ Fascia di prezzo accessibile (berline nuove sotto i 25.000 € sono rare).
    ✅ Clienti fedeli alle auto tradizionali (chi cerca spazio senza volere una SUV).

    Conclusioni: Una Scommessa Azzeccata?

    La Dacia C-Neo potrebbe diventare l’erede economica di modelli come Focus e Giulietta, offrendo:

    • Design moderno con influenze crossover.
    • Motori ibridi ed ecologici.
    • Prezzo imbattibile sotto i 25.000 €.

    Se manterrà la filosofia “no-nonsense” del brand, potrebbe conquistare chi cerca un’auto pratica, economica e diversa dal solito SUV.

    🚗 Tu la compreresti? 

  • Jeep Cherokee 2026: il ritorno di un’icona (ma solo in America)

    Jeep Cherokee 2026: il ritorno di un’icona (ma solo in America)

    La Jeep Cherokee è pronta a tornare nel 2025 con una nuova generazione, ma con una sorpresa: sarà disponibile solo per il mercato americano, senza sbarcare in Europa. Il motivo? Evitare una concorrenza interna con la più compatta Jeep Compass, già pensata per le strade del Vecchio Continente.

    Ecco tutto quello che sappiamo sulla nuova Cherokee, tra design rinnovato, piattaforma moderna e motorizzazioni ibride.


    Design: fedeltà al DNA Jeep, ma con un tocco moderno

    La Cherokee 2026 riprende il linguaggio stilistico introdotto dalla Wagoneer S e perfezionato sulla Compass, con alcune novità:

    • Griglia a 7 feritoie (più stretta e affilata).
    • Linee muscolose ma aerodinamiche, tipiche dei SUV Jeep.
    • Dimensioni intermedie: circa 4,70 metri (più lunga della Compass ma più compatta della Grand Cherokee).
    • Posteriore non ancora svelato, ma si prevedono fari orizzontali e dettagli dark per un look sportivo.

    Interni: tecnologia e spazio (ma i dettagli sono top secret)

    Jeep non ha ancora rilasciato immagini degli interni, ma possiamo aspettarci:
    ✅ Cruscotto digitale (come su Compass e Wagoneer).
    ✅ Touchscreen centrale di grandi dimensioni per l’infotainment.
    ✅ Materiali premium e spazio abitabile generoso.


    Meccanica: la piattaforma STLA Large e le motorizzazioni

    Uno degli aspetti più interessanti è la base tecnica: la nuova Cherokee dovrebbe utilizzare la piattaforma STLA Large di Stellantis, la stessa che verrà impiegata sulle future Alfa Romeo Giulia e Stelvio.

    Motorizzazioni previste (solo per il mercato USA):

    • Benzina tradizionale (probabilmente un 4 cilindri turbo).
    • Ibrida plug-in (con trazione integrale).
    • Elettrica? Possibile, ma non confermata (il mercato USA è ancora tiepido sull’elettrico).

    La scelta di non portarla in Europa è strategica: qui, la Compass (basata sulla piattaforma STLA Medium) copre già il segmento dei SUV compatti.


    Perché non arriverà in Europa?

    La decisione di limitare la Cherokee al Nord America è dettata da:
    🔹 Sovrapposizione con la Compass (già popolare in Europa).
    🔹 Differenze di mercato: in USA i SUV grandi vendono meglio.
    🔹 Strategia Stellantis: ottimizzare le piattaforme per regione.


    Quando e quanto costerà?

    • Lancio previstofine 2025 (prima solo in USA).
    • Prezzo: ancora non ufficiale, ma dovrebbe posizionarsi tra la Compass e la Grand Cherokee.
  • Omoda 9: la SUV ibrida cinese che sorprende (ma non convince del tutto)

    Omoda 9: la SUV ibrida cinese che sorprende (ma non convince del tutto)

    La Omoda 9 è l’ultima proposta del marchio cinese Chery, una SUV ibrida plug-in che punta a competere con i modelli europei e giapponesi grazie a un mix di prestazioni, spazio e tecnologia. Con un prezzo di 51.900 €, offre un’ottima dotazione e un’autonomia elettrica generosa, ma come si comporta su strada? Scopriamolo in questa analisi.


    Design: elegante e sportiva, con qualche compromesso

    La Omoda 9 si presenta con un design moderno e filante:

    • Frontale aggressivo con griglia a rombi e fari a matrice LED.
    • Linee aerodinamiche grazie al tetto spiovente e alle maniglie a scomparsa.
    • Posteriore muscoloso con quattro terminali di scarico (puramente estetici).

    Nell’abitacolo, la qualità degli interni è alta:
    ✔ Materiali premium (pelle Nappa, tessuti morbidi).
    ✔ Sedili riscaldabili e ventilati (con massaggio per il guidatore).
    ✔ Doppio schermo da 12,3 pollici (cruscotto digitale e touchscreen centrale).

    Pecca? L’interfaccia multimediale è poco intuitiva, e gli schermi, pur essendo ben definiti, sembrano piccoli rispetto alla concorrenza.


    Spazio e comfort: tanti centimetri, ma il bagagliaio delude

    Con i suoi 4,78 metri di lunghezza, la Omoda 9 offre ampio spazio per passeggeri:
    ✅ Posti posteriori comodi (pavimento piatto, testa libera nonostante il tetto panoramico).
    ✅ Abitacolo silenzioso, grazie a pneumatici studiati per ridurre il rumore.

    Il bagagliaio, però, è un punto debole:
    ❌ 660 litri dichiarati (misurati in modo poco convenzionale).
    ❌ Poco alto a causa delle batterie, e privo di attacchi per il carico.


    Tecnologia e sicurezza: una dotazione da premium

    La Omoda 9 brilla per equipaggiamento completo:

    • 14 altoparlanti Sony (due integrati nei poggiatesta).
    • Cruise control adattivo con adattamento in curva.
    • Frenata automatica (anche in retromarcia) con rilevamento pedoni.
    • 8 airbag, incluso quello centrale anti-collisione tra passeggeri.

    Prestazioni: 537 CV e trazione integrale, ma la guida è rilassata

    La Omoda 9 monta un sistema ibrido plug-in da 537 CV totali:

    • 1.5 Turbo benzina (143 CV) + 3 motori elettrici (due anteriori, uno posteriore).
    • Batteria da 34,5 kWh → 145 km di autonomia elettrica (oltre 100 km reali).
    • 0-100 km/h in 4,9 secondi, ma non è un’auto sportiva.

    Come si guida?
    ✔ Prestazioni brillanti in modalità Sport, ma meglio non esagerare.
    ✔ Sterzo leggero e poco preciso, sospensioni rigide sulle buche.
    ✔ Freni potenti, ma il peso (2,3 tonnellate) si fa sentire in curva.


    Vantaggi e svantaggi

    ✅ PERCHÉ SÌ

    • Autonomia elettrica elevata (oltre 100 km reali).
    • Dotazione ricchissima (fari Matrix LED, sedili massaggianti, ADAS avanzati).
    • Finiture di alto livello (materiali premium, assemblaggio curato).

    ❌ PERCHÉ NO

    • Bagagliaio poco pratico (basso e poco attrezzato).
    • Comportamento dinamico migliorabile (sterzo impreciso, sospensioni rigide).
    • Sistema multimediale poco intuitivo.

  • Jaecoo 7 Super Hybrid: il SUV cinese che sfida l’Europa con tecnologia e prezzo

    Jaecoo 7 Super Hybrid: il SUV cinese che sfida l’Europa con tecnologia e prezzo

    Il gruppo cinese Chery lancia sul mercato italiano la Jaecoo 7 Super Hybrid, un SUV compatto che promette di rivoluzionare il segmento con una tecnologia ibrida avanzata e un listino aggressivo a partire da 38.900 euro. Questo modello condivide la piattaforma con l’Omoda 5 ma introduce un innovativo sistema di propulsione che lo differenzia dalle tradizionali ibride plug-in.

    Design: eleganza ispirata ai premium europei

    Esternamente la Jaecoo 7 colpisce per uno stile sofisticato che ricorda modelli premium:

    • Calandra a listelli verticali cromati
    • Fari LED sottili con grafica a pixel
    • Profilo dinamico con tetto a contrasto
    • Dimensioni generose: 4,5 m di lunghezza x 1,87 m di larghezza

    Gli unici elementi che tradiscono la natura ibrida sono:

    • Badge “PHEV” sul portellone
    • Secondo sportello per la ricarica
    • Decorazioni specifiche sulle portiere

    Interni: tecnologia e qualità a sorpresa

    L’abitacolo rappresenta uno dei punti di forza:

    • Display centrale da 14,8″ verticale con processore Qualcomm 8155
    • Quadro strumenti digitale ad alta risoluzione
    • Materiali premium con accostamenti originali
    • Sistema telecamere 540° con vista sottoscocca
    • Bagagliaio da 500 a 1.300 litri

    La rivoluzione Super Hybrid: come funziona?

    Il cuore tecnologico è un sistema ibrido complesso che combina:

    • Motore termico 1.5 Miller da 143 CV
    • Motore elettrico principale da 204 CV
    • Secondo motore elettrico per la gestione energetica
    • Batteria da 18,3 kWh

    Prestazioni e consumi:

    • Potenza combinata: 347 CV / 525 Nm
    • 0-100 km/h: 8,5 secondi
    • Autonomia elettrica: fino a 130 km (ciclo urbano)
    • Autonomia totale: ~1.200 km
    • Consumi medi: 4,4 l/100 km (test su strada)

    La particolarità sta nella capacità di viaggiare principalmente in elettrico, con il termico che interviene solo oltre i 110 km/h o in accelerazioni intense. La ricarica veloce a 40 kW consente di passare dal 30 all’80% in circa 20 minuti.

    Dotazioni e prezzi: l’asso nella manica

    La Jaecoo 7 Super Hybrid è disponibile in due versioni:

    Premium (da 38.900€) include:

    • Fari full LED
    • Sedili in ecopelle elettrici
    • Android Auto/Apple CarPlay wireless
    • Telecamera 540°

    Exclusive (da 40.900€) aggiunge:

    • Volante e sedili riscaldati
    • Tetto panoramico
    • Head-up display
    • Audio Sony 8 altoparlanti

    Garanzia e servizi

    Chery offre una copertura estesa:

    • 7 anni/150.000 km per la vettura
    • 8 anni/160.000 km per i componenti elettrici

    Verdetto: una seria concorrente?

    La Jaecoo 7 Super Hybrid rappresenta una interessante alternativa nel segmento dei SUV ibridi, con:
    ✅ Tecnologia ibrida innovativa
    ✅ Qualità costruttiva sorprendente
    ✅ Prezzo aggressivo

    Rimangono da verificare:
    ⚠ Affidabilità a lungo termine
    ✔ Network assistenza in espansione

    Per chi cerca una soluzione ibrida avanzata senza spendere come per un modello premium europeo, la Jaecoo 7 merita senz’altro un’occhiata. La sfida ora sarà convincere gli scettici sul valore dei brand cinesi nel mercato europeo.

    Per chi invece non ha necessità di una motorizzazione ibrida, Jaecoo 7 è disponibile con un motore 1.6 turbo benzina da 147 cavalli , disponibile con trazione anteriore a 33.900 euro e a trazione integrale a 37.900 che ne fanno uno dei suv 4×4 più convenienti del mercato.

  • Fiat 500 Ibrida: la svolta di Mirafiori che unisce elettrico e termico

    Fiat 500 Ibrida: la svolta di Mirafiori che unisce elettrico e termico

    Torino si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia automobilistica. Dall’autunno, Mirafiori inizierà la produzione della Fiat 500 Ibrida, una mossa strategica per:

    • Salvare la produzione nello stabilimento simbolo
    • Rilanciare i volumi con oltre 100.000 unità annue previste
    • Offrire un’alternativa accessibile alla 500e elettrica

    Tecnologia: il meglio di due mondi

    La nuova 500 Ibrida rappresenta un esempio di ingegneria flessibile:

    • Piattaforma STLA City della versione elettrica adattata al termico
    • Motore 1.0 FireFly a 3 cilindri da 71 CV (già collaudato sulla Pandina Hybrid)
    • Sistema ibrido leggero (Batteria 12V e motore elettrico da 20 CV)

    “Abbiamo scelto di innestare il propulsore della Panda sulla piattaforma elettrica per contenere costi e tempi di sviluppo” spiega un manager Fiat sotto condizione di anonimato.

    Prezzi e posizionamento: l’arma per riconquistare il mercato

    La mossa risponde a precise esigenze di mercato:

    • Listino atteso sotto i 20.000€ (vs i 30.000€ della 500e)
    • Autonomia adatta all’uso urbano (40-50 km in modalità elettrica)
    • Manutenzione economica grazie alla meccanica semplice

    Il confronto con la concorrenza:

    ModelloPrezzo basePotenzaAlimentazione
    500 Ibrida~19.990€71 CVIbrida
    500e~29.900€118 CVElettrica
    Toyota Aygo X~18.490€72 CVBenzina

    Le sfide da superare

    Non mancano i punti interrogativi:

    • Peso aumentato (+150 kg circa vs versione termica)
    • Prestazioni modeste (0-100 km/h in ~14 secondi)
    • Spazio limitato dalla batteria aggiuntiva

    Jean-Philippe Imparato, AD di Fiat, rassicura: “Non stiamo cercando di creare una sportiva, ma la city car perfetta per chi cerca efficienza a basso costo”.

    Impatto occupazionale: una boccata d’ossigeno per Mirafiori

    La decisione arriva dopo anni difficili:

    • Riavvio di 2 linee di produzione
    • Assunzione di 500 nuovi operai
    • Fine della cassa integrazione per gran parte del personale

    “Finalmente vediamo luce dopo anni di incertezze” commenta Marco Lombardi, rappresentante sindacale FIOM.

    La strategia Stellantis: elettrico sì, ma con gradualità

    La 500 Ibrida rappresenta un ponte tecnologico:

    • Mantiene viva la piattaforma elettrica (utilizzo solo al 30% della capacità)
    • Soddisfa la domanda di chi non è pronto al full-electric
    • Prepara il mercato alla transizione completa

    I prossimi passi:

    • Lancio previsto novembre 2025
    • Produzione iniziale di 1.200 unità/settimana
    • Espansione ai mercati Sud America e Nord Africa dal 2025

    Con questa mossa, Fiat dimostra di saper coniugare innovazione e tradizione, offrendo una soluzione concreta sia ai consumatori che ai lavoratori di Mirafiori. La sfida ora è convincere il mercato che questa “mezza via” tra elettrico e termico rappresenti davvero il futuro prossimo della mobilità urbana.

    Il problema sarà capire se lavorare su un pianale elettrico che non prevedeva il motore termico all’origine porti a delle prestazioni scarse per via del peso e della limitata potenza del motore termico scelto, ovviamente un passo falso potrebbe essere molto pericoloso non solo per il modello 500 che per il futuro dell’intero stabilimento di Mirafiori.