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  • L’industria automobilistica nel 2025 appena concluso: analisi delle strategie di mercato, innovazioni tecnologiche e nuovi modelli

    L’industria automobilistica nel 2025 appena concluso: analisi delle strategie di mercato, innovazioni tecnologiche e nuovi modelli

    Il panorama automobilistico globale nel 2025 ha attraversato una fase di trasformazione senza precedenti, caratterizzata da una ricalibrazione delle strategie industriali che bilancia l’urgenza della transizione ecologica con le realtà operative del mercato. Se l’inizio del decennio è stato segnato da un entusiasmo quasi esclusivo per i veicoli elettrici a batteria (BEV), il 2025 si distingue per un approccio più pragmatico, definito “multi-energia”. Le case automobilistiche stanno rispondendo a una domanda di mercato che, pur mostrando una crescita costante dell’elettrico, vede una resilienza straordinaria dei sistemi ibridi e una rinnovata attenzione per le motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Questa evoluzione non è solo una risposta alle preferenze dei consumatori, ma una necessità strategica per mitigare i rischi legati alle infrastrutture di ricarica ancora in via di sviluppo e alle fluttuazioni degli incentivi governativi.

    Analisi del mercato europeo e italiano: dati e tendenze

    Il 2025 si apre con segnali di stabilità per il mercato automobilistico dell’Unione Europea. Le immatricolazioni di nuove auto hanno registrato una crescita cumulativa dell’1,4% nei primi undici mesi dell’anno, raggiungendo quasi 10 milioni di unità. Tuttavia, i volumi rimangono significativamente inferiori ai livelli pre-pandemici, indicando che il settore sta operando in un contesto di “nuova normalità” caratterizzato da margini più elevati su volumi complessivi più contenuti. La transizione verso l’elettrico prosegue, ma a un ritmo che gli esperti definiscono più lento di quanto necessario per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione più ambiziosi, con una quota di mercato dei BEV che si attesta al 16,9% a livello europeo.

    In Italia, la dinamica di mercato presenta peculiarità marcate rispetto alla media europea. Il consumatore italiano continua a prediligere le soluzioni ibride (HEV), che dominano il mercato con una quota del 44,5%, mentre l’elettrico puro fatica a superare la soglia del 6% nel dato cumulato annuo, nonostante picchi temporanei dovuti a cicli di incentivi statali. Il mercato italiano si conferma inoltre come un rifugio per le motorizzazioni tradizionali a benzina e per il GPL, quest’ultimo sostenuto quasi interamente dalla strategia aggressiva del marchio Dacia.

    Quote di mercato per alimentazione in Europa e Italia (Gennaio-Novembre 2025)

    La seguente tabella illustra la distribuzione delle preferenze degli automobilisti, evidenziando il divario tecnologico e di adozione tra il contesto nazionale italiano e quello comunitario.

    AlimentazioneQuota EU (YTD 2025)Quota Italia (YTD 2025)Tendenza vs 2024
    Ibride (HEV)34,6%44,5%In forte crescita
    Benzina27,0%24,7%In calo costante
    Elettriche (BEV)16,9%5,8%Crescita moderata/stagnante
    Plug-in Hybrid (PHEV)9,3%6,2%Crescita guidata dalle flotte
    Diesel9,0%9,4%Declino strutturale
    GPL / Metano3,2%9,3%Stabile/Rilevante solo in IT

    L’analisi dei dati suggerisce che il 2025 sia l’anno del consolidamento dell’ibrido come “nuovo standard” di mercato. Le vetture Full Hybrid e Mild Hybrid offrono il compromesso ideale tra riduzione delle emissioni, costi d’acquisto gestibili e assenza di ansia da ricarica, fattori che rimangono prioritari per la maggior parte degli acquirenti privati.

    Strategie dei grandi gruppi: Stellantis e il rilancio dei volumi

    Stellantis ha affrontato il 2025 con una strategia mirata a riconquistare le fasce di mercato più popolari, utilizzando piattaforme modulari che consentono una flessibilità produttiva estrema. Il cuore di questa strategia è la piattaforma “Smart Car”, destinata a veicoli di segmento B e C che devono mantenere prezzi accessibili pur offrendo versioni elettrificate.

    Fiat: la transizione della Panda e la nuova Grande Panda

    Per Fiat, il 2025 rappresenta un anno di dualismo strategico. Da un lato, la produzione della classica Panda (ora Pandina) prosegue a Pomigliano d’Arco con motorizzazione Mild Hybrid per soddisfare la domanda di base, confermandosi l’auto più venduta in Italia con oltre 99.000 unità. Dall’altro, il debutto della Fiat Grande Panda segna l’ingresso del marchio in una nuova era globale. La Grande Panda, lunga 3,99 metri, rompe con il passato offrendo un design ispirato agli anni ’80 ma con contenuti tecnologici contemporanei.

    La gamma della Grande Panda è strutturata per coprire ogni esigenza di mobilità urbana:

    • Versione Elettrica: Dotata di un motore da 113 CV (83 kW) e una batteria da 44 kWh, offre un’autonomia di circa 320 km nel ciclo WLTP. Una caratteristica distintiva è il cavo di ricarica a spirale integrato nel frontale, che evita l’uso di cavi esterni ingombranti.
    • Versione Ibrida: Utilizza il nuovo motore 1.2 Turbo a tre cilindri con tecnologia Mild Hybrid a 48V, capace di erogare 100 CV e accoppiato a un cambio automatico a doppia frizione. Questo propulsore è progettato per ridurre i consumi del 15% rispetto a un’unità termica equivalente.
    ModelloVersionePotenzaPrezzo ListinoPrezzo con Incentivi (est.)
    Grande PandaIbrida Pop100 CV€ 18.900€ 16.950
    Grande PandaElettrica RED113 CV€ 24.900€ 15.900 (con rottamazione)

    Il posizionamento della Grande Panda è cruciale: essa deve competere non solo con le rivali europee, ma anche con la nuova ondata di citycar elettriche cinesi che mirano alla soglia dei 20.000 euro.

    Alfa Romeo e Jeep: tra performance e off-road elettrificato

    Alfa Romeo ha completato la gamma della Junior, il suo crossover compatto, introducendo la versione Q4 a trazione integrale, essenziale per mantenere il DNA sportivo del marchio anche nel segmento B. Tuttavia, l’attenzione degli appassionati è rivolta verso il 2026, quando verrà svelata la nuova generazione della Stelvio, basata sulla piattaforma STLA Large. Sarà la prima Alfa Romeo nativa elettrica di grandi dimensioni, promettendo autonomie vicine ai 700 km e potenze che supereranno gli 800 CV nelle versioni Quadrifoglio.

    Jeep, nel frattempo, consolida il successo della Avenger, che si è posizionata stabilmente al terzo posto nelle vendite assolute in Italia. Parallelamente, è stata avviata a Melfi la produzione della nuova Jeep Compass, che sarà disponibile in versioni ibride ed elettriche, coprendo il cuore del mercato dei SUV medi, anche se contemporaneamente ha dato l’addio alla Renegade, in attesa di un futuro modello su base Peugeot.

    Il Gruppo Volkswagen: ricalibrazione e innovazione digitale

    Il Gruppo Volkswagen sta attraversando una fase di profondo rinnovamento, non solo nei prodotti ma anche nell’architettura software. Dopo le difficoltà iniziali con la famiglia ID, il 2025 vede il lancio di modelli di seconda generazione che correggono molti dei difetti segnalati dagli utenti, come la qualità degli interni e la fluidità del sistema infotainment.

    Volkswagen e il ritorno alla praticità

    Una delle tendenze più rilevanti nel design di Volkswagen per il 2025 è il ritorno ai pulsanti fisici. La casa ha ammesso che l’eccessiva digitalizzazione degli interni, con comandi a sfioramento spesso poco intuitivi, è stata un errore strategico. La nuova Volkswagen T-Roc, presentata alla fine del 2025 per un debutto commerciale nel 2026, incarna questa nuova filosofia: interni più curati, materiali di qualità superiore e un mix bilanciato di schermi e tasti fisici per le funzioni primarie.

    La nuova T-Roc è anche la prima della sua stirpe a offrire una motorizzazione Full Hybrid, mutuata dalla Golf, che promette consumi ridotti e la possibilità di circolare in modalità elettrica per gran parte dei tragitti urbani.

    Audi e la piattaforma PPE: Q6 e-tron e A6 e-tron

    Audi ha inaugurato nel 2025 una nuova era tecnologica con il debutto della piattaforma PPE (Premium Platform Electric), sviluppata in collaborazione con Porsche. Il primo modello a beneficiarne è il SUV Audi Q6 e-tron, seguito dalla berlina A6 e-tron. Questi veicoli introducono un’architettura a 800 volt che permette potenze di ricarica fino a 270 kW, consentendo di recuperare 250 km di autonomia in soli dieci minuti.

    SpecificaAudi A6 e-tron SportbackBMW iX3 (Neue Klasse Preview)
    Potenza di picco551 CV (405 kW)469 CV (345 kW) 25
    Coppia massima855 Nm645 Nm 25
    Batteria (netta)100 kWh108,7 kWh 25
    Autonomia WLTP754 km805 km 25
    Accelerazione 0-100 km/h3,9 secondi4,9 secondi 25

    L’analisi comparativa evidenzia come Audi stia puntando sull’efficienza aerodinamica e sulla rapidità di ricarica, mentre i rivali, come BMW con la futura Neue Klasse, sembrano concentrarsi su batterie di dimensioni leggermente superiori per superare la barriera psicologica degli 800 km di autonomia.

    Renault e Dacia: la forza del valore e della nostalgia

    Il Gruppo Renault sta vivendo un momento di straordinario successo commerciale, guidato dalla strategia “Renaulution” lanciata da Luca de Meo e ora nelle mani di Francois Provost, nuovo ceo della casa dopo le dimissioni del dirigente italiano. Il marchio Dacia continua a dominare la fascia economica del mercato, mentre Renault si riposiziona come leader dell’innovazione accessibile e del design emozionale.

    Dacia Bigster: il salto nel segmento C

    Dacia ha presentato nel 2025 la Bigster, un SUV lungo 4,57 metri che porta i valori del marchio nel segmento superiore. Rispetto alla Duster, la Bigster offre uno spazio interno nettamente superiore e finiture più robuste, pur mantenendo un prezzo di partenza estremamente competitivo, fissato a circa 24.800 euro per le versioni Mild Hybrid.

    La Bigster è cruciale per Dacia perché introduce motorizzazioni più evolute, come il sistema Full Hybrid da 158 CV, e conferma la scommessa sul GPL con il motore ECO-G 140, che abbina la trazione integrale alla doppia alimentazione, un’unicità nel mercato europeo.

    Renault 4 E-Tech: l’icona rinasce elettrica

    Dopo il successo della Renault 5, il 2025 è l’anno della Renault 4 E-Tech Electric. Questo SUV di segmento B richiama le forme della storica “quattrolitro” ma poggia sulla moderna piattaforma AmpR Small. La R4 si rivolge alle famiglie giovani che cercano praticità: il bagagliaio da 420 litri ha una soglia di carico bassa e forme regolari, ideale per l’uso quotidiano.

    AllestimentoBatteriaAutonomiaPotenzaPrezzo
    Evolution Urban40 kWh308 km120 CV€ 29.900
    Techno Comfort52 kWh408 km150 CV€ 34.900
    Iconic Comfort52 kWh408 km150 CV€ 36.900

    Renault ha intelligentemente utilizzato la leva della nostalgia per differenziare i suoi prodotti elettrici in un mercato affollato di modelli dal design anonimo, riuscendo a mantenere prezzi concorrenziali grazie alla condivisione di componenti tra R4 ed R5.

    L’avanzata cinese: BYD e i nuovi player del lusso e del valore

    Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui i produttori cinesi hanno smesso di essere una curiosità per diventare attori dominanti. BYD ha consolidato la sua posizione di leader globale delle vendite elettriche, superando Tesla grazie a una gamma che copre ogni segmento, dalla piccola Seagull (Dolphin Surf) all’imponente SUV Tang.

    BYD Seal U e il successo del Plug-in “Long Range”

    In Italia, il SUV BYD Seal U ha ottenuto risultati sorprendenti, diventando l’ibrida plug-in più venduta in determinati mesi del 2025. Il segreto di questo successo risiede nel sistema DM-i (Dual Mode Intelligent), che privilegia la trazione elettrica e utilizza il motore termico principalmente come generatore. Con una batteria di dimensioni generose per la categoria, la Seal U permette di percorrere oltre 80 km in modalità puramente elettrica e oltre 1.000 km in modalità combinata, offrendo una risposta concreta a chi non è ancora pronto per il passaggio al BEV puro.

    I marchi emergenti: Omoda e Jaecoo

    Il gruppo Chery ha lanciato con successo i marchi Omoda e Jaecoo in Europa nel 2025. La Omoda 5, disponibile sia in versione a benzina che elettrica, ha convinto per il rapporto dotazioni/prezzo e per un design d’impatto. Jaecoo, posizionato come marchio di SUV più orientati al lusso e al fuoristrada, ha debuttato con la Jaecoo 7, che ha scalato rapidamente le classifiche delle vendite ibride plug-in in Italia, posizionandosi tra i primi tre modelli del segmento a pochi mesi dal lancio.

    La rivoluzione dei Software-Defined Vehicles (SDV)

    La trasformazione più profonda del 2025 non riguarda la propulsione, ma l’architettura elettronica. L’auto è diventata un “computer su ruote”, dove il software definisce le funzioni, le prestazioni e persino il valore residuo del veicolo.

    Centralizzazione dell’architettura e aggiornamenti OTA

    Tradizionalmente, un’auto moderna gestiva le sue funzioni tramite 50-100 centraline elettroniche (ECU) separate. I modelli del 2025, come la Mercedes-Benz Classe S con il sistema MB.OS e l’Audi Q6 e-tron, stanno passando ad architetture a calcolo centralizzato.28 Questo cambiamento permette di:

    • Ridurre i cablaggi: Una struttura centralizzata riduce il peso dei cavi di decine di chilogrammi, migliorando l’efficienza energetica.
    • Aggiornamenti Over-The-Air (OTA): Le case automobilistiche possono ora correggere bug, migliorare l’efficienza dei motori o sbloccare nuove funzioni di assistenza alla guida da remoto, senza che il cliente debba recarsi in officina.
    • Nuovi modelli di business: I costruttori stanno introducendo servizi in abbonamento (Features-on-Demand), come il riscaldamento dei sedili o sistemi di guida autonoma avanzata attivabili solo quando necessario.

    L’Intelligenza Artificiale a bordo: ChatGPT e oltre

    L’integrazione dell’IA generativa è diventata uno standard nei lanci del 2025. Volkswagen, tramite la consociata software CARIAD, ha integrato ChatGPT nei suoi assistenti vocali. Questo permette al conducente di interagire in modo naturale, chiedendo non solo di regolare il clima, ma anche di ricevere informazioni complesse o suggerimenti proattivi basati sulle routine apprese dal veicolo.

    Funzione IAApplicazione praticaVantaggio per l’utente
    Assistente Vocale AvanzatoChatGPT integrato su modelli VW, Audi, SkodaInterazione naturale e risoluzione problemi complessi
    Manutenzione PredittivaMonitoraggio costante dei componenti criticiRiduzione guasti improvvisi e fermi macchina
    Personalizzazione RoutineApprendimento percorsi e settaggi comfortL’auto anticipa le esigenze del conducente
    Guida Autonoma Livello 3Sistemi LiDAR e AI su Mercedes e BMWPossibilità di distogliere lo sguardo in autostrada

    Sostenibilità e Scienza dei Materiali: oltre le emissioni allo scarico

    La sostenibilità nel 2025 è un concetto olistico che riguarda l’intero ciclo di vita dell’auto. I produttori stanno investendo pesantemente in materiali che riducano l’impatto ambientale della fase produttiva e facilitino il riciclo a fine vita.

    Rivestimenti bio-based e tessuti riciclati

    L’uso della pelle animale è in rapido declino nei nuovi lanci del 2025, sostituito da alternative vegetali e materiali rigenerati di alta qualità.

    • Volvo ha introdotto il materiale Nordico, realizzato con polimeri derivati da scarti dell’industria cartaria e poliestere riciclato.
    • Skoda utilizza tessuti realizzati con fibre ottenute dal riciclo delle bottiglie in PET e, nella nuova Octavia, componenti prodotti a partire dalle fibre corte dei jeans triturati.
    • Continental ha avviato la produzione di serie di pneumatici che incorporano gomma naturale estratta dalle radici del dente di leone, una risorsa che richiede meno terreno e acqua rispetto alle piantagioni tradizionali.

    La ricerca si sta spostando anche verso la riduzione del peso tramite l’uso di fibre composite naturali, come il lino intrecciato, che richiede molta meno energia per essere prodotto rispetto alla plastica o all’alluminio, offrendo al contempo eccellenti proprietà di smorzamento acustico.

    Il segmento del lusso e delle supercar: l’elettrificazione emozionale

    Il lusso automobilistico sta affrontando la sfida di mantenere l’esclusività e l’emozione in un mondo elettrificato. Il 2025 è l’anno in cui i marchi più prestigiosi definiscono la loro identità elettrica.

    Ferrari: l’attesissima “Ferrari Elettrica”

    Il 9 ottobre 2025 è stata la data fissata da Ferrari per svelare la piattaforma della sua prima vettura 100% elettrica, con un lancio commerciale previsto per il 2026. Ferrari ha scelto un approccio di “integrazione verticale”, sviluppando e producendo internamente batterie e motori a Maranello per garantire il controllo totale sulle prestazioni e sulla “voce” dell’auto.

    Le specifiche indicano una vettura a quattro motori, con trazione integrale e una potenza di picco che supererà i 1.000 CV in modalità Boost. Nonostante l’assenza di un motore a combustione, Ferrari promette un’esperienza sonora autentica, non artificiale, derivata dall’amplificazione delle frequenze naturali del powertrain elettrico.

    Lamborghini e Maserati

    Lamborghini prosegue il suo percorso di ibridazione totale con la Urus SE e la Temerario, l’erede della Huracán, che adotta un sistema ibrido plug-in con motore V8 biturbo capace di regimi di rotazione elevatissimi. Maserati, d’altra parte, consolida la gamma “Folgore”, con versioni completamente elettriche della GranTurismo e della Grecale, puntando su un lusso tipicamente italiano unito a prestazioni di vertice.

    Sicurezza e Affidabilità: i risultati dei test 2025

    La sicurezza stradale ha fatto un balzo in avanti nel 2025, grazie alla diffusione di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) più precisi ed economici.

    Affidabilità dei sistemi di propulsione

    I dati di J.D. Power del 2025 mostrano un quadro interessante sull’affidabilità delle diverse motorizzazioni. Mentre le auto ibride (HEV) si confermano le più affidabili, con il minor numero di problemi per 100 veicoli (199 PP100), le ibride plug-in (PHEV) hanno registrato un calo della qualità, risultando la categoria più problematica (242 PP100) a causa della complessità dei sistemi di gestione integrata. Le auto elettriche pure (BEV) hanno mostrato il miglioramento più rapido, riducendo i difetti legati ai software di gestione termica delle batterie.

    Euro NCAP e IIHS: i leader della sicurezza

    Nel 2025, ben 18 nuovi modelli hanno ottenuto le ambite 5 stelle Euro NCAP, con risultati particolarmente brillanti per la Volkswagen T-Roc e la nuova Audi Q5. Negli Stati Uniti, l’istituto IIHS ha premiato come “Top Safety Pick+” modelli come la Tesla Model Y, la Honda Civic e la Mazda CX-90, evidenziando l’efficacia dei nuovi airbag centrali per prevenire l’urto tra i passeggeri in caso di impatto laterale.

    ModelloValutazione SicurezzaCaratteristica Distintiva
    Audi Q6 e-tronTop Safety Pick+Protezione pedoni avanzata con sensori acustici
    Tesla Model YTop Safety Pick+Sistemi di prevenzione urti frontali al vertice
    Volvo XC90 (2025)Top Safety Pick+Struttura rinforzata per urti a velocità elevata
    Honda HR-VTop Safety Pick+Sicurezza per i passeggeri posteriori migliorata

    Analisi del design 2025: tra aerodinamica e ritorno al passato

    Il design automobilistico nel 2025 sta vivendo un interessante paradosso. Per le auto elettriche ad alta autonomia, la forma è dettata esclusivamente dal vento, portando a silhouette “a goccia” molto simili tra loro. Allo stesso tempo, si assiste a una rinascita del design “neo-retrò”, dove i marchi riscoprono i propri canoni stilistici del passato per differenziarsi dalla concorrenza asiatica.

    L’importanza del coefficiente aerodinamico (Cx)

    Per un’auto elettrica, ridurre il Cx è il modo più economico per aumentare l’autonomia. L’Audi A6 e-tron ha raggiunto un valore di 0,21, uno dei più bassi al mondo, grazie a un frontale carenato, specchietti virtuali (telecamere) e una coda estremamente rastremata. Questo sforzo ingegneristico permette di guadagnare fino a 30 km di autonomia reale in autostrada rispetto a un SUV equivalente.

    Il vetro intelligente ed elettrocromico

    Una tendenza tecnologica emergente nel 2025 riguarda l’uso di tetti in vetro intelligenti. Sistemi come quelli visti sulla Renault 4 e sulla Tesla Model 3 permettono di oscurare il vetro tramite un comando elettrico, eliminando la necessità di tendine parasole fisiche ingombranti e pesanti, contribuendo così alla riduzione del peso complessivo e migliorando l’abitabilità.

    Previsioni per il 2026: i finalisti del Car of the Year

    Il 2025 si chiude con l’annuncio dei sette finalisti per il prestigioso premio “Auto dell’Anno 2026”, la cui proclamazione avverrà il 9 gennaio 2026 al Salone di Bruxelles. Questa lista riflette perfettamente le tendenze analizzate in questo rapporto: prevalenza di SUV e crossover, mix di alimentazioni e forte attenzione al valore economico.

    I sette finalisti analizzati

    1. Citroën C5 Aircross: Un SUV che punta tutto sul comfort e sulla spaziosità, offrendo un bagagliaio da 479 litri e motorizzazioni che spaziano dal Mild Hybrid all’elettrico puro.
    2. Dacia Bigster: Rappresenta il culmine della strategia di valore di Dacia, offrendo un veicolo di grandi dimensioni a un prezzo accessibile, senza rinunciare a tecnologie ibride moderne.
    3. Fiat Grande Panda: La scommessa di Fiat sul mercato globale, capace di unire design iconico e flessibilità energetica.
    4. Kia EV4: Una berlina elettrica dal design audace che sfida le convenzioni del segmento, promettendo autonomie fino a 625 km.
    5. Mercedes-Benz CLA: Il manifesto tecnologico di Mercedes per la mobilità elettrica compatta, con un sistema a 800V capace di un’autonomia dichiarata di quasi 800 km.
    6. Renault 4: La sintesi perfetta tra nostalgia e praticità elettrica urbana.
    7. Skoda Elroq: Un SUV compatto elettrico che punta sulla solidità costruttiva e sulle soluzioni “Simply Clever” tipiche del marchio boemo.

    La vittoria di uno di questi modelli segnerà la direzione del mercato per il prossimo anno, ma la sola presenza di modelli come la Bigster e la Grande Panda tra i finalisti suggerisce che l’industria stia tornando a dare priorità alla concretezza e all’accessibilità economica.

    Sfide e Opportunità: il futuro della catena del valore

    Il settore automobilistico nel 2025 non è privo di sfide sistemiche. Le tensioni commerciali tra Europa e Cina hanno portato all’introduzione di dazi che stanno rimescolando le carte del mercato, spingendo produttori come BYD e Leapmotor a investire in fabbriche sul suolo europeo per mantenere la competitività.

    La corsa alle batterie allo stato solido

    Mentre le batterie agli ioni di litio attuali hanno raggiunto una maturità elevata, il 2025 ha visto l’intensificarsi della ricerca sulle batterie allo stato solido (Solid-State Batteries). Marchi come Toyota e Nissan hanno confermato che i primi prototipi di serie inizieranno i test nel 2026, promettendo di risolvere definitivamente l’ansia da autonomia con tempi di ricarica paragonabili a un pieno di benzina.

    La resilienza del mercato dell’usato e del noleggio

    In un contesto di prezzi delle auto nuove ancora elevati, il 2025 ha visto una crescita esponenziale del mercato del noleggio a lungo termine (NLT) e dell’usato certificato. Per molti automobilisti, il noleggio rappresenta il modo più sicuro per testare la mobilità elettrica senza assumersi il rischio legato alla svalutazione tecnologica e al calo del valore residuo delle batterie.

    Sintesi Finale

    Il mercato automobilistico del 2025 è un ecosistema in equilibrio dinamico. Da un lato, la spinta verso l’innovazione digitale e l’elettrificazione sta trasformando radicalmente il prodotto “automobile”, rendendolo sempre più simile a un device tecnologico complesso. Dall’altro, la necessità di mantenere volumi di vendita sostenibili sta portando a un ritorno alla concretezza, con un’attenzione rinnovata verso i costi d’acquisto e la praticità d’uso quotidiana.

    Le case automobilistiche che usciranno vincitrici da questa fase sono quelle capaci di gestire la complessità di una gamma multi-energia, offrendo al cliente la libertà di scegliere la motorizzazione più adatta alle proprie esigenze senza compromettere la sicurezza, il design o il comfort digitale. In questo scenario, l’Italia si conferma un mercato chiave per testare la resilienza delle tecnologie ibride e la capacità dei marchi di democratizzare l’innovazione, in attesa che l’infrastruttura di ricarica e i costi delle batterie permettano una transizione elettrica di massa realmente inclusiva.

  • Antonio Filosa nuovo CEO di Stellantis: chi è l’erede di Carlos Tavares

    Antonio Filosa nuovo CEO di Stellantis: chi è l’erede di Carlos Tavares

    Dal 23 giugno 2025Antonio Filosa sarà il nuovo Amministratore Delegato di Stellantis, prendendo il posto di Carlos Tavares, una delle figure più influenti dell’automotive mondiale. Filosa, ingegnere napoletano con 25 anni di esperienza nel gruppo, è stato scelto all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione guidato da John Elkann.

    Ma chi è il nuovo numero uno di Stellantis? E quali sfide lo attendono?


    Chi è Antonio Filosa? Un manager cresciuto dentro Stellantis

    Filosa non è un volto nuovo per il gruppo: la sua carriera è un percorso interno, iniziato in Fiat e proseguito attraverso FCA fino a Stellantis, dove ha ricoperto ruoli chiave in tutto il mondo.

    Le tappe principali della sua carriera:

    • Sud America: Come COO, ha portato Fiat al top del mercato brasiliano e costruito lo stabilimento di Pernambuco, simbolo del rilancio industriale in Brasile.
    • Jeep e Peugeot: Ha guidato la crescita di questi marchi in Europa e nel mondo.
    • Americhe: Da COO per Nord e Sud America, ha riorganizzato operazioni industriali, ridotto le scorte e rafforzato i rapporti con concessionari e sindacati.

    Tra i successi più eclatanti, il lancio di modelli come:

    • Fiat Pulse e Fastback (best-seller in Brasile).
    • RAM Rampage (primo pick-up RAM prodotto fuori dagli USA).
    • Jeep Avenger (prima Jeep elettrica europea).

    L’eredità di Carlos Tavares: efficienza e sfide aperte

    Filosa eredita un gruppo solido finanziariamente, ma con diverse questioni irrisolte:
    ✅ Punti di forza:

    • 14 marchi (da Peugeot a Jeep, da Alfa Romeo a RAM).
    • Risultati economici solidi (grazie alla gestione efficiente di Tavares).

    ⚠️ Sfide urgenti:

    • Transizione elettrica più lenta del previsto (domanda debole in Europa e USA).
    • Concorrenza cinese sempre più aggressiva.
    • Tensioni sociali (chiusure di stabilimenti in Europa).

    Cosa cambierà con Filosa? Le prime indicazioni

    Filosa è un manager pragmatico, con una visione globale e una profonda conoscenza del gruppo. Ecco cosa ci si può aspettare:

    1. Maggiore attenzione ai mercati emergenti

    • Esperienza in Sud America → possibile espansione in Asia e Africa.
    • Rafforzamento di marchi come Fiat e Jeep in queste aree.

    2. Bilanciamento tra elettrico e termico

    • Tavares aveva spinto sull’elettrificazione, ma Filosa potrebbe essere più cauto, data la domanda incerta.
    • Investimenti in ibrido e GPL, soprattutto per i mercati fuori Europa.

    3. Nuovo leadership team (annuncio il 23 giugno)

    • Filosa dovrà ricostruire il team dirigenziale, con possibili nuovi volti per gestire la transizione tecnologica.

    Le dichiarazioni di Elkann e Filosa

    John Elkann (Presidente Stellantis):
    “La profonda conoscenza che Antonio ha della nostra azienda e del settore lo rende perfetto per guidare Stellantis in questa fase cruciale. Ho lavorato con lui negli ultimi mesi e la sua leadership è eccezionale.”

    Antonio Filosa:
    “È un onore guidare questa azienda. Abbiamo i brand più iconici della storia e team straordinari. La nostra tradizione di innovazione e l’impegno verso i clienti sono la chiave del futuro.”

  • Fiat Professional Tris: il triciclo elettrico ispirato  dall’Ape Piaggio

    Fiat Professional Tris: il triciclo elettrico ispirato dall’Ape Piaggio

    Dimenticate l’Ape Piaggio, recentemente uscito di produzione: arriva il Fiat Professional Tris, il nuovo triciclo elettrico da carico pensato per la mobilità urbana nei mercati emergenti. Prodotto in Marocco e basato sulla piattaforma della Topolino, questo veicolo compatto ma capace promette di rivoluzionare il trasporto merci leggero con un’impronta 100% elettrica e zero emissioni.


    Design: compatto, modulare e ispirato alla Topolino

    Il Tris (nome che richiama le sue tre ruote e la firma luminosa a tre LED) è stato sviluppato dal Centro Stile Fiat con un design funzionale e versatile. Disponibile in tre versioni:

    • Cabinato (per trasporto protetto).
    • Pianale aperto (per carichi voluminosi).
    • Cassone (ideale per il lavoro agricolo o edile).

    Dimensioni e capacità:

    • Lunghezza: 3,17 metri (perfetto per le vie strette).
    • Portata massima540 kg (superiore a molti veicoli simili).
    • Spazio di carico2,25 m² (può ospitare un europallet).

    Tecnologia e prestazioni: elettrico, economico e facile da usare

    Il cuore del Tris è un motore elettrico da 9 kW (12 CV) alimentato da una batteria al litio da 6,9 kWh (la stessa della Fiat Topolino), che garantisce:
    ✅ Autonomia90 km (ciclo WMTC – ideale per l’uso urbano).
    ✅ Velocità massima45 km/h (limitata per sicurezza).
    ✅ Ricarca4 ore e 40 minuti su presa domestica (220V).

    Altri dettagli tecnici:

    • Telaio in acciaio zincato (resistente alla corrosione).
    • Ruote da 12 pollici con carreggiata posteriore ampia per maggiore stabilità.
    • Sicurezza conforme agli standard europei (cinture a 3 punti, fari automatici, cicalino retromarcia).

    Interni: essenziali ma con qualche comfort

    Anche se pensato per il lavoro, il Tris non trascura qualche comodità:

    • Display digitale da 5,7 pollici (per velocità, autonomia e informazioni base).
    • Prese USB-C e 12V per ricaricare dispositivi.
    • Illuminazione a LED con firma a pixel Fiat.

    Gli accessori Mopar includono tappetini rinforzati e soluzioni per un utilizzo più intensivo.


    Dove sarà venduto? Prima Africa e Medio Oriente, poi… Europa?

    Il Tris sarà prodotto in Marocco e inizialmente lanciato in Medio Oriente e Africa (MEA), dove Fiat punta a conquistare:

    • Lavoratori autonomi (fattorini, artigiani).
    • Piccole imprese (logistica urbana, consegne last-mile).

    Tuttavia, essendo già omologato per l’Europa, il suo arrivo nel Vecchio Continente non è escluso. Olivier François (CEO di Fiat) ha dichiarato: “L’Europa potrebbe essere la prossima tappa”.

  • Fiat Multipla: storia di un’icona controversa e il suo possibile ritorno

    Fiat Multipla: storia di un’icona controversa e il suo possibile ritorno

    La Fiat Multipla è stata una delle auto più discusse e innovative degli ultimi decenni. Nata nel 1998, ha ereditato il nome e lo spirito pratico dalla sua antenata, la Fiat 600 Multipla degli anni ’50, ma ne ha rivoluzionato il concetto, diventando un simbolo di creatività e funzionalità. Oggi, dopo anni di assenza, c’è la concreta possibilità di un suo ritorno, anche se non esattamente come molti si aspettavano.

    Le origini: la Fiat 600 Multipla (1956-1967)

    Prima di parlare della Multipla moderna, è doveroso ricordare la sua progenitrice, la Fiat 600 Multipla, presentata nel 1956. Basata sulla Fiat 600, questa versione “allungata” era una monovolume ante litteram, capace di trasportare sei persone in appena 3,53 metri di lunghezza grazie a una disposizione dei sedili innovativa: due posti anteriori, due centrali (con il passeggero accanto al guidatore rivolto all’indietro) e due posteriori.

    Era un’auto rivoluzionaria per l’epoca: economica, compatta e versatile, utilizzata come taxi, veicolo familiare e persino come ambulanza. Il motore posteriore da 633 cc garantiva consumi ridotti, mentre l’abitacolo, seppur spartano, era incredibilmente spazioso. Un vero precursore delle moderne monovolume.

    La Multipla del 1998: un’auto fuori dagli schemi

    Dopo decenni di assenza, il nome Multipla tornò nel 1998 con un’auto che, ancora una volta, sfidava le convenzioni. La nuova Fiat Multipla (1998-2003) era un concentrato di innovazione: con una lunghezza di appena 3,99 metri , solo qualche centimetro più lunga di una coeva Fiat Punto, riusciva a ospitare sei persone su due file di sedili individuali, offrendo un’abitabilità eccezionale e un bagagliaio da 430 litri, espandibile fino a 1.300 litri.

    Un design che ha fatto la storia (e discutere)

    La linea della Multipla, firmata da Roberto Giolito, era volutamente provocatoria: il frontale con il caratteristico “scalino” tra cofano e parabrezza, i fari asimmetrici e la carrozzeria bombata la resero un caso mediatico.

    • Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York la inserì nella mostra “Different Roads” come esempio di design innovativo.
    • La rivista TIME, invece, la classificò tra le “50 peggiori auto di tutti i tempi”, dimostrando quanto fosse polarizzante.

    Tecnologia e versatilità senza compromessi

    Oltre al design, la Multipla era un’auto tecnologicamente avanzata:

    • Pavimento piatto per massimizzare lo spazio interno.
    • Sospensioni posteriori indipendenti (derivate dalla Fiat Tipo) per un comfort di guida superiore.
    • Alimentazioni alternative: tra le prime monovolume a offrire versioni a metano (BiPower e BluPower) e GPL (GPower).

    Il restyling del 2004: più convenzionale ma sempre unica

    Nel 2004 arrivò la seconda generazione, con un restyling che ammorbidì il design, eliminando lo “scalino” frontale per uniformarsi al nuovo stile Fiat. Mossa pensata per cercare di ravvivare le vendute per una vettura che non ottenne il successo sperato dalla casa torinese che pensò di renderla con l’aggiornamento di metà carriera una vettura meno fuori dagli schemi. Nonostante le critiche degli appassionati del modello originale, la Multipla restò un’auto pratica e versatile, mantenendo la stessa filosofia progettuale.

    La Multipla è sempre stata una vettura divisiva: o la si amava o la si odiava, tanto che nonostante i numeri di vendita non furono mai entusiasmanti, mantenne quotazioni alte sul mercato dell’usato in quanto non esistevano alternative, a parte la Honda Fr-V , che permettessero di trasportare 6 persone in poco spazio, e chi la aveva difficilmente se ne sbarazzava se non a caro prezzo.

    L’avventura cinese: la Zotye M300

    Dopo la fine della produzione in Italia nel 2010, la Multipla ha avuto una seconda vita in Cina grazie alla casa automobilistica Zotye:

    1. 2008-2010: Zotye assemblò la Multipla II con kit di produzione italiani, ribattezzandola “Multiplan”
    2. Dal 2010: Produzione completamente localizzata con il nome “Langyue”
    3. 2012: Presentazione della Zotye M300 EV, versione elettrica di cui furono prodotti 220 esemplari

    Purtroppo, nonostante l’interessante conversione elettrica, il progetto non ebbe il successo sperato e la produzione terminò definitivamente nel 2013.

    La Multipla tornerà? Sì, ma solo se sarà all’altezza

    Negli ultimi mesi, Olivier François, CEO di Fiat, ha lasciato intendere che il nome Multipla potrebbe tornare, ma solo se legato a un’auto che ne rispetti lo spirito originale.

    No alla Multipla SUV, sì a una vera monovolume

    Inizialmente si era parlato di un possibile crossover di segmento C ispirato alla Multipla, ma ora sembra che questo progetto (provvisoriamente chiamato Pandissima) avrà un altro nome. La nuova Multipla, invece, potrebbe essere una monovolume a sei posti, basata sulla piattaforma Smart Car di Stellantis, come la nuova Grande Panda.

    Quando la vedremo?

    Secondo le indiscrezioni, il debutto potrebbe avvenire tra il 2028 e il 2029, sempre che Fiat decida di procedere con un progetto all’altezza dell’originale. L’obiettivo sarebbe quello di creare un’auto che, come la Multipla degli anni 2000, “ospiti più persone in modi sorprendenti”, mantenendo un rapporto qualità-prezzo competitivo.

    Un’eredità che merita di continuare

    La Fiat Multipla è stata un’auto anticipatrice dei tempi: spaziosa, versatile e con un design che ancora oggi divide. Se il suo ritorno avverrà rispettandone l’essenza, potrebbe essere una gradita sorpresa per chi cerca un’auto pratica, innovativa e con un tocco di personalità.

    E voi? Cosa ne pensate? Vorreste una nuova Multipla? 

  • Autobianchi A112: l’utilitaria che ha conquistato il cuore degli italiani

    Autobianchi A112: l’utilitaria che ha conquistato il cuore degli italiani

    L’Autobianchi A112 è molto più di un’auto: è un simbolo di un’epoca, un’icona che ha rivoluzionato il concetto di utilitaria, diventando un punto di riferimento per intere generazioni. Prodotta dal 1969 al 1986, la A112 è stata una delle auto più amate in Italia, capace di unire praticità, stile e prestazioni in un pacchetto compatto e accessibile. Con oltre 1,2 milioni di esemplari venduti, la A112 ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobile, diventando un mito senza tempo.


    Il contesto: la risposta italiana alla Mini

    Negli anni ’60, la Mini stava conquistando il mercato europeo con il suo design rivoluzionario e la sua trazione anteriore. In Italia, la Fiat 850, pur essendo un’auto di successo, non riusciva a competere con l’appeal della Mini, soprattutto tra i giovani e le donne. Fu così che Dante Giacosa, geniale ingegnere di Fiat, decise di sviluppare un nuovo modello attraverso la controllata Autobianchi. L’obiettivo era creare un’auto compatta, moderna ed elegante, che potesse competere con la Mini e anticipare le soluzioni tecniche della futura Fiat 127.

    Nacque così il progetto X1/2, che avrebbe dato vita alla A112. Presentata al Salone di Torino del 1969, la A112 ottenne un successo immediato, diventando in poco tempo un’auto cult.


    La A112: un’auto rivoluzionaria

    La A112 si distingueva per il suo design compatto e sportivo, con linee pulite e un’abitabilità sorprendente per le sue dimensioni. La trazione anteriore, il motore Fiat da 903 cm³ (inizialmente con 44 CV) e il cambio a 4 marce la rendevano un’auto agile e divertente da guidare. Nonostante le dimensioni ridotte, la A112 offriva un bagagliaio da 180 litri e un’abitabilità confortevole, grazie anche alla scocca portante che garantiva rigidità e sicurezza.

    Il successo della A112 fu tale che, nei primi anni, la produzione non riusciva a soddisfare la domanda, costringendo i clienti ad attese di oltre un anno. Nel 1970, la A112 si aggiudicò il secondo posto come Auto dell’Anno, superata solo dalla Fiat 128.


    Le versioni: dalla Elegant all’Abarth

    Nel corso della sua carriera, la A112 ha subito numerosi restyling e miglioramenti, dando vita a otto serie diverse. Tra le versioni più celebri spiccano:

    • A112 Elegant: introdotta nel 1971, offriva finiture più curate, come il tetto in colore contrastante e una dotazione più ricca.
    • A112 Abarth: la versione sportiva, nata dalla collaborazione con Carlo Abarth, era equipaggiata con un motore da 982 cm³ e 58 CV, capace di raggiungere i 160 km/h. Con il suo assetto ribassato e il design aggressivo, la A112 Abarth diventò l’auto dei sogni per i giovani sportivi.
    • A112 Elite: la versione di punta, con motore da 965 cm³ e 48 CV, cambio a 5 marce e accensione elettronica, rappresentava il top della gamma in termini di comfort e tecnologia.

    La A112 Abarth: un mito sportivo

    La A112 Abarth è stata una delle auto più iconiche degli anni ’70 e ’80. Con il suo motore potenziato, il design sportivo e le prestazioni brillanti, la Abarth era l’auto ideale per chi cercava emozioni su strada. Tanti campioni dell’epoca hanno accompagnato le loro carriere con questa piccola grande auto. La A112 Abarth non era solo un’auto, ma un simbolo di passione e sportività.


    L’eredità della A112

    La A112 è stata prodotta fino al 1986, quando è stata sostituita dalla Lancia Y10. Nonostante la sua uscita di scena, la A112 ha lasciato un’eredità immensa. È stata l’auto che ha inventato il concetto di utilitaria premium, un’auto piccola ma ricca di stile, tecnologia e personalità. Oggi, la A112 è ancora amatissima dagli appassionati, che la considerano un pezzo di storia dell’automobile italiana.


    Un’auto che ha fatto sognare

    L’Autobianchi A112 è stata un’auto rivoluzionaria, capace di unire praticità, stile e prestazioni in un pacchetto compatto e accessibile. Con modelli come la Elegant e l’Abarth, ha scritto pagine indimenticabili della storia dell’automobile, conquistando il cuore di milioni di italiani. E anche se oggi non è più in produzione, la A112 continua a vivere nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di guidarla, un’auto che ha fatto sognare e che rimarrà per sempre un mito senza tempo.

  • Fiat 500 Ibrida: la svolta di Mirafiori che unisce elettrico e termico

    Fiat 500 Ibrida: la svolta di Mirafiori che unisce elettrico e termico

    Torino si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua storia automobilistica. Dall’autunno, Mirafiori inizierà la produzione della Fiat 500 Ibrida, una mossa strategica per:

    • Salvare la produzione nello stabilimento simbolo
    • Rilanciare i volumi con oltre 100.000 unità annue previste
    • Offrire un’alternativa accessibile alla 500e elettrica

    Tecnologia: il meglio di due mondi

    La nuova 500 Ibrida rappresenta un esempio di ingegneria flessibile:

    • Piattaforma STLA City della versione elettrica adattata al termico
    • Motore 1.0 FireFly a 3 cilindri da 71 CV (già collaudato sulla Pandina Hybrid)
    • Sistema ibrido leggero (Batteria 12V e motore elettrico da 20 CV)

    “Abbiamo scelto di innestare il propulsore della Panda sulla piattaforma elettrica per contenere costi e tempi di sviluppo” spiega un manager Fiat sotto condizione di anonimato.

    Prezzi e posizionamento: l’arma per riconquistare il mercato

    La mossa risponde a precise esigenze di mercato:

    • Listino atteso sotto i 20.000€ (vs i 30.000€ della 500e)
    • Autonomia adatta all’uso urbano (40-50 km in modalità elettrica)
    • Manutenzione economica grazie alla meccanica semplice

    Il confronto con la concorrenza:

    ModelloPrezzo basePotenzaAlimentazione
    500 Ibrida~19.990€71 CVIbrida
    500e~29.900€118 CVElettrica
    Toyota Aygo X~18.490€72 CVBenzina

    Le sfide da superare

    Non mancano i punti interrogativi:

    • Peso aumentato (+150 kg circa vs versione termica)
    • Prestazioni modeste (0-100 km/h in ~14 secondi)
    • Spazio limitato dalla batteria aggiuntiva

    Jean-Philippe Imparato, AD di Fiat, rassicura: “Non stiamo cercando di creare una sportiva, ma la city car perfetta per chi cerca efficienza a basso costo”.

    Impatto occupazionale: una boccata d’ossigeno per Mirafiori

    La decisione arriva dopo anni difficili:

    • Riavvio di 2 linee di produzione
    • Assunzione di 500 nuovi operai
    • Fine della cassa integrazione per gran parte del personale

    “Finalmente vediamo luce dopo anni di incertezze” commenta Marco Lombardi, rappresentante sindacale FIOM.

    La strategia Stellantis: elettrico sì, ma con gradualità

    La 500 Ibrida rappresenta un ponte tecnologico:

    • Mantiene viva la piattaforma elettrica (utilizzo solo al 30% della capacità)
    • Soddisfa la domanda di chi non è pronto al full-electric
    • Prepara il mercato alla transizione completa

    I prossimi passi:

    • Lancio previsto novembre 2025
    • Produzione iniziale di 1.200 unità/settimana
    • Espansione ai mercati Sud America e Nord Africa dal 2025

    Con questa mossa, Fiat dimostra di saper coniugare innovazione e tradizione, offrendo una soluzione concreta sia ai consumatori che ai lavoratori di Mirafiori. La sfida ora è convincere il mercato che questa “mezza via” tra elettrico e termico rappresenti davvero il futuro prossimo della mobilità urbana.

    Il problema sarà capire se lavorare su un pianale elettrico che non prevedeva il motore termico all’origine porti a delle prestazioni scarse per via del peso e della limitata potenza del motore termico scelto, ovviamente un passo falso potrebbe essere molto pericoloso non solo per il modello 500 che per il futuro dell’intero stabilimento di Mirafiori.

  • Cesare Fiorio: il leggendario direttore sportivo che ha scritto la storia dei rally e della Formula 1

    Cesare Fiorio: il leggendario direttore sportivo che ha scritto la storia dei rally e della Formula 1

    Cesare Fiorio è una delle figure più iconiche e influenti del motorsport italiano. Nato a Torino il 26 maggio 1939, Fiorio ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo delle corse, guidando team di successo in rally e Formula 1. Con una carriera ricca di trionfi, innovazioni e passione, Fiorio è diventato un simbolo dell’eccellenza italiana nel motorsport.

    Gli inizi: dalla Lancia Appia ai rally

    La carriera di Cesare Fiorio nel mondo delle corse iniziò come pilota. Nel 1961, vinse il titolo italiano di velocità nella categoria GT (classe 1150 cc) alla guida di una Lancia Appia Zagato. Tuttavia, il suo vero talento emerse come organizzatore e stratega. Nel 1963, fondò l’HF (High Fidelity), il reparto corse della Lancia, che sotto la sua guida divenne una potenza dominante nei rally internazionali.

    Con Fiorio alla direzione sportiva, la Lancia conquistò 7 titoli mondiali rally costruttori (1972, 1974, 1975, 1976, 1983, 1987, 1988) e 5 titoli piloti, con campioni del calibro di Sandro MunariMarkku AlénWalter RöhrlJuha Kankkunen e Miki Biasion. Fiorio non solo portò la Lancia al successo, ma contribuì a trasformare i rally in una disciplina professionistica, introducendo innovazioni tecniche e strategiche che rivoluzionarono il mondo delle corse.

    L’era Fiat e i trionfi nel mondiale rally

    Dopo il successo con la Lancia, Fiorio estese la sua influenza al gruppo Fiat, diventando responsabile dell’attività sportiva di Fiat Auto. Sotto la sua guida, la Fiat vinse 3 titoli mondiali rally costruttori (1977, 1978, 1980) e altri titoli piloti, consolidando la sua reputazione come uno dei migliori direttori sportivi della storia.

    Fiorio non si limitò ai rally. Negli anni ’70 e ’80, guidò la Lancia anche nel mondiale endurance, conquistando 3 titoli marche (1979, 1981, 1982) con modelli leggendari come la Lancia Beta Montecarlo e la Lancia LC2.

    La sfida in Formula 1 con la Ferrari

    Nel 1989, Cesare Fiorio accettò una nuova sfida: diventare il direttore sportivo della Scuderia Ferrari in Formula 1. Questo ruolo lo portò a confrontarsi con un mondo completamente diverso dai rally, ma Fiorio dimostrò di saper eccellere anche in pista.

    Durante il suo mandato alla Ferrari (1989-1991), la scuderia ottenne 9 vittorie e 25 podi in 36 Gran Premi. Nel 1990, con Alain Prost al volante, la Ferrari sfiorò il titolo piloti, mancato solo per un soffio. Nonostante i successi, Fiorio lasciò la Ferrari all’inizio del 1991 a causa di divergenze interne, ma il suo contributo rimase fondamentale per la crescita della squadra.

    Gli anni successivi: Ligier, Forti e Minardi

    Dopo l’esperienza Ferrari, Fiorio continuò a lavorare in Formula 1 con altre squadre. Nel 1994, si unì alla Ligier, ottenendo un doppio podio al Gran Premio di Germania con Olivier Panis ed Éric Bernard. Successivamente, passò alla Forti, rimanendovi fino al 1996, quando il team si ritirò dalle competizioni.

    Nel 1996, Fiorio tornò alla Ligier, che nel 1997 divenne il team Prost. Infine, dal 1998 al 2000, lavorò alla Minardi, contribuendo a lanciare la carriera di un giovane Fernando Alonso, futuro campione del mondo.

    La passione per la motonautica e i record

    Oltre alle quattro ruote, Fiorio si distinse anche nel mondo della motonautica. Diventò due volte campione del mondo e sei volte campione europeo, vincendo 31 Gran Premi. Nel 1992, stabilì un record storico: a bordo del motoscafo Destriero, attraversò l’Oceano Atlantico in 58 ore, 34 minuti e 50 secondi, impresa entrata nel Guinness dei primati.

    La vita dopo le corse

    Dopo il ritiro dalle competizioni, Cesare Fiorio ha continuato a contribuire al mondo del motorsport come opinionista per la Rai e TELE+, condividendo la sua esperienza e passione con il pubblico. Oggi, si dedica alla gestione di una masseria a Ceglie Messapica e all’organizzazione del Trofeo Fiorio Cup, un evento che celebra la sua eredità nel mondo delle corse.

    Fiorio è anche un padre orgoglioso: suo figlio Alex ha seguito le sue orme come pilota e dirigente sportivo, mentre Giorgia si è affermata come fotografa e Cristiano è diventato un manager di successo nel settore automotive.

    Conclusioni: un’eredità senza tempo

    Cesare Fiorio è molto più di un dirigente sportivo: è un pioniere, un innovatore e un simbolo della passione italiana per le corse. Con i suoi successi nei rally, in Formula 1 e nella motonautica, ha scritto pagine indimenticabili della storia del motorsport.

    La sua capacità di unire visione strategica, leadership e amore per le sfide lo rende un’icona del mondo delle corse, un uomo che ha trasformato i suoi sogni in realtà e che continua a ispirare nuove generazioni di appassionati. Cesare Fiorio non è solo un nome: è una leggenda.

  • Iveco e Stellantis: una collaborazione strategica per i veicoli commerciali elettrici

    Iveco e Stellantis: una collaborazione strategica per i veicoli commerciali elettrici

    Il futuro della mobilità commerciale è sempre più elettrico, e Iveco si prepara a giocare un ruolo da protagonista grazie a una serie di collaborazioni strategiche. La più recente, annunciata con Stellantis, segna un passo importante per il marchio italiano, che amplierà la sua gamma di veicoli commerciali leggeri elettrici con due nuovi modelli prodotti negli stabilimenti del gruppo franco-italiano. Un accordo decennale che rafforza il legame tra Iveco e il mondo Stellantis, già consolidato da una storia comune che risale ai tempi del Gruppo Fiat.


    I nuovi furgoni elettrici: una gamma in crescita

    I due nuovi furgoni elettrici, che verranno lanciati nella seconda metà del 2026, appartengono ai segmenti Mid-Size e Large Van, equivalenti rispettivamente a modelli come il Fiat Scudo e il Fiat Ducato. Con un peso totale a terra compreso tra 2,8 e 4,25 tonnellate, questi veicoli andranno ad affiancare l’iconico eDaily, già presente nella gamma Iveco e prodotto negli stabilimenti di Suzzara e Brescia.

    La produzione sarà gestita da Stellantis Pro One, divisione dedicata ai veicoli commerciali leggeri del gruppo, negli stabilimenti di Atessa (Italia), Gliwice (Polonia) e Hordain (Francia). Iveco, invece, si occuperà della distribuzione e della commercializzazione attraverso la sua rete ufficiale in Europa, Regno Unito incluso.


    Una collaborazione quasi scontata

    La scelta di collaborare con Stellantis non è casuale. Iveco, da sempre legata al gruppo Fiat (oggi parte di Stellantis), può contare su una storia comune e su una leadership consolidata nel settore dei veicoli commerciali leggeri (LCV). Come ha sottolineato Jean Philippe Imparato, Chief Operating Officer di Stellantis per la regione Enlarged Europe:

    “Siamo orgogliosi di lavorare con un’azienda italiana di prestigio come Iveco. Questa collaborazione rafforza la nostra posizione nel mercato dei veicoli commerciali elettrici.”

    D’altronde, non è una novità nel mondo dei costruttori di veicoli industriali: marchi come Renault Trucks e MAN hanno già adottato strategie simili, commercializzando furgoni derivati da modelli di altri produttori. Per Iveco, questa partnership rappresenta un’opportunità per offrire ai clienti una gamma più ampia di veicoli elettrici, soprattutto nei segmenti più bassi.


    Iveco e le altre collaborazioni: un network globale

    Quella con Stellantis non è l’unica collaborazione di Iveco nel panorama internazionale. Il marchio italiano sta infatti costruendo una rete di partnership strategiche per rafforzare la sua presenza nel settore della mobilità sostenibile. Tra queste spiccano:

    • Hyundai: insieme al colosso coreano, Iveco ha sviluppato l’eMoovy, un furgone elettrico che si affianca al Daily. La collaborazione, avviata nel 2022, ha già portato anche alla creazione di autobus urbani a idrogeno e veicoli a celle a combustibile.
    • Ford: Iveco ha siglato un accordo con il costruttore americano per lo sviluppo congiunto delle cabine dei veicoli pesanti del futuro, un progetto che punta a innovare il design e l’efficienza dei mezzi industriali.
    • SAIC: in Cina, Iveco collabora con il gruppo SAIC per espandere la sua presenza nel mercato asiatico, sempre più cruciale per il futuro della mobilità commerciale.


    Un futuro elettrico e collaborativo

    La collaborazione tra Iveco e Stellantis, insieme alle altre partnership internazionali, dimostra come il futuro della mobilità commerciale passi attraverso l’innovazione e la condivisione di competenze. Per Iveco, questo rappresenta un’opportunità unica per ampliare la sua gamma di veicoli elettrici e rafforzare la sua presenza in Europa e nel mondo.

    Con l’arrivo dei nuovi furgoni elettrici che si affiancano a eDaily e all’eMoovy, Iveco si conferma un player chiave nel settore della mobilità sostenibile, pronto a guidare la transizione verso un futuro a zero emissioni. Un futuro che, grazie a collaborazioni strategiche e tecnologie all’avanguardia, è già alle porte.

  • Autobianchi: la storia di un marchio indimenticabile

    Autobianchi: la storia di un marchio indimenticabile

    L’Autobianchi è uno di quei marchi automobilistici che, pur non avendo avuto una vita lunghissima, ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’automobile italiana. Nata nel 1955 dalla collaborazione tra BianchiPirelli e Fiat, Autobianchi è stata un laboratorio di innovazione e stile, capace di creare auto iconiche come la Bianchina e la A112, modelli che hanno fatto sognare intere generazioni. Oggi, il marchio non esiste più, ma il suo spirito rivive in Lancia, che ne ha ereditato l’eredità con la Y10, l’ultima Autobianchi prima della sua scomparsa.


    La nascita: un progetto a tre

    L’Autobianchi nasce da un’idea ambiziosa: unire le competenze di tre grandi aziende italiane. Bianchi, storico produttore di biciclette e motociclette, portava il suo know-how nella produzione di veicoli leggeri; Pirelli, leader nel settore degli pneumatici, garantiva la qualità delle gomme; e Fiat, il colosso automobilistico, forniva la tecnologia e la meccanica. L’obiettivo era creare auto innovative, di alta qualità, ma accessibili al grande pubblico.

    Il primo modello, la Bianchina, debuttò nel 1957 e fu un successo immediato. Basata sulla meccanica della Fiat 500, la Bianchina si distingueva per il design elegante e le dimensioni compatte, diventando un’auto simbolo degli anni del boom economico italiano.


    La Bianchina: l’auto di Fantozzi

    La Bianchina è diventata un’icona popolare anche grazie al cinema. Chi non ricorda Fantozzi al volante della sua Bianchina? Quell’auto, con il suo design simpatico e la sua praticità, rappresentava perfettamente lo spirito dell’Italia degli anni ’60: un Paese in crescita, alla ricerca di mobilità e libertà.


    La A112: l’utilitaria premium che ha fatto storia

    Se la Bianchina ha segnato gli anni ’60, la A112 è stata l’auto simbolo degli anni ’70 e ’80. Presentata nel 1969, la A112 è stata una vera rivoluzione: insieme alla Mini, ha inventato il concetto di utilitaria premium, un’auto piccola ma ricca di stile, tecnologia e personalità. Con il suo design compatto e sportivo, la A112 è diventata un’auto amatissima, soprattutto tra i giovani.

    Ma la vera svolta arrivò con la versione A112 Abarth, una piccola bomba destinata agli appassionati di sportività. Dotata di un motore potenziato e di un assetto ribassato, la A112 Abarth era l’auto dei sogni per chi cercava prestazioni a un prezzo accessibile. Tanti campioni dell’epoca hanno accompagnato le loro carriere con questa piccola grande auto, che ha fatto faville nelle competizioni e tuttora utilizzata negli slalom e nelle gare in salita.


    La fine di un’era: la Y10 e il passaggio a Lancia

    Negli anni ’80, il mercato automobilistico stava cambiando, e Autobianchi si trovò ad affrontare nuove sfide. L’ultimo modello del marchio fu la Y10, presentata nel 1985. Questa piccola city car, basata sulla meccanica della Fiat Panda, era moderna e versatile, ma segnò anche la fine dell’Autobianchi come marchio indipendente. Nel 1992, infatti, la Y10 fu ribattezzata Lancia Y10, decretando la scomparsa del marchio Autobianchi.


    L’eredità di Autobianchi: un mito che vive nei cuori

    Nonostante la sua vita relativamente breve, Autobianchi ha lasciato un’eredità immensa. Le sue auto, dalla Bianchina alla A112, sono diventate icone di stile e innovazione, capaci di emozionare e di far sognare. La A112, in particolare, rimane un simbolo di un’epoca in cui l’automobile era molto più di un semplice mezzo di trasporto: era un’espressione di personalità, di passione, di libertà.

    Oggi, il ricordo di Autobianchi vive nei cuori di chi ha avuto la fortuna di guidare una delle sue auto, ma anche nelle strade, dove è ancora possibile incontrare qualche Bianchina o A112 ben conservata. E mentre Lancia continua a portare avanti lo spirito del marchio, Autobianchi rimane un mito senza tempo, un pezzo di storia dell’automobile italiana che non sarà mai dimenticato.


    Conclusioni: piccole auto, grandi emozioni

    Autobianchi è stata una fabbrica di sogni, un marchio che ha saputo trasformare auto piccole e accessibili in icone di stile e sportività. Con modelli come la Bianchina e la A112, ha scritto pagine indimenticabili della storia dell’automobile, conquistando il cuore di milioni di italiani. E anche se oggi il marchio non esiste più, il suo spirito continua a vivere, grazie a chi ancora sogna quelle piccole, grandi auto che hanno fatto la storia.

  • Lada Niva: l’inarrestabile fuoristrada russo che ha scritto la storia dei SUV

    Lada Niva: l’inarrestabile fuoristrada russo che ha scritto la storia dei SUV

    Quando si parla di fuoristrada leggendari, la Lada Niva occupa un posto d’onore. Nata nel 1977, questa piccola e robusta auto russa è stata la prima vera SUV della storia, anticipando di decenni tendenze che oggi dominano il mercato automobilistico. Con la sua scocca portante (anziché il classico telaio a longheroni), la trazione integrale permanente e le ridotte da vero fuoristrada, la Niva ha rivoluzionato il concetto di veicolo fuoristrada, diventando un’icona della mobilità su terreni difficili. Nonostante i suoi 47 anni di produzione, la Niva è ancora in listino, dimostrando che un design semplice, robusto ed efficace non passa mai di moda.


    La nascita di un’icona: la progettazione su base Fiat

    La Lada Niva, conosciuta in Russia come VAZ-2121, è stata progettata dall’ingegnere Pyotr Prusov e dal suo team presso la fabbrica AvtoVAZ di Togliatti. Il progetto partì da una collaborazione con Fiat, che negli anni ’60 aveva aiutato l’Unione Sovietica a costruire lo stabilimento di Togliatti, dove veniva prodotta la Lada 1200 (basata sulla Fiat 124). Tuttavia, a differenza della 1200, la Niva è stata interamente sviluppata in Russia, con l’obiettivo di creare un veicolo capace di affrontare i terreni più impervi, dalle steppe siberiane alle montagne del Caucaso.

    La scelta della scocca portante, insolita per un fuoristrada dell’epoca, è stata una delle chiavi del successo della Niva. Questa soluzione, oggi comune nei SUV moderni, garantiva una maggiore leggerezza e una migliore abitabilità rispetto ai tradizionali telai a longheroni, senza compromettere la robustezza. Inoltre, la Niva era dotata di trazione integrale permanente e di ridotte, caratteristiche che la rendevano un vero fuoristrada, capace di superare ostacoli che avrebbero fermato molte auto più costose.


    Motori e meccanica: semplicità e affidabilità

    Uno dei segreti della longevità della Niva è la sua meccanica semplice e affidabile. I primi modelli erano equipaggiati con un motore 1.6 litri a benzina da 72 CV, derivato dalla Lada 1200. Nonostante la potenza modesta, il motore era robusto e facile da riparare, caratteristiche fondamentali per un veicolo destinato a operare in condizioni estreme.

    Nel corso degli anni, la Niva ha ricevuto alcuni aggiornamenti, tra cui l’introduzione di un motore 1.7 litri e, in tempi più recenti, di un propulsore 1.8 litri a benzina. Nonostante l’età avanzata, la Niva non ha mai abbandonato la sua filosofia di semplicità e affidabilità, mantenendo una meccanica essenziale e priva di fronzoli tecnologici.


    Un’auto indispensabile per i terreni difficili

    La Lada Niva è diventata un’auto simbolo per chi vive in zone remote e impervie. In Russia, ma anche in molti altri Paesi con strade dissestate o inesistenti, la Niva è un mezzo di trasporto indispensabile. La sua capacità di affrontare fango, neve, rocce e terreni sconnessi l’ha resa popolare non solo tra i civili, ma anche tra le forze armate e le organizzazioni umanitarie.

    La Niva è particolarmente apprezzata nelle steppe siberiane, dove le condizioni climatiche e stradali sono estreme. La sua robustezza, unita a un prezzo accessibile, l’ha resa un’auto ideale per chi cerca un veicolo pratico e affidabile, senza dover spendere una fortuna.


    La Niva oggi: un’icona ancora in produzione

    Nonostante i suoi 47 anni di produzione, la Lada Niva è ancora in listino, nonostante abbia per un periodo cambiato nome trasformandosi in 4x4M quando AutoVaz vendette i diritti del nome a General Motors, riacquistandoli in seguito.
    E’ ancora in vendita con poche modifiche rispetto al modello originale. Questo dimostra che un design efficace e una meccanica affidabile non hanno bisogno di continui aggiornamenti per rimanere rilevanti. La Niva è stata aggiornata nel tempo con piccoli miglioramenti, come l’introduzione di un impianto di riscaldamento più efficiente, freni a disco anteriori e un design leggermente modernizzato, ma l’essenza dell’auto è rimasta invariata.

    Oggi, la Niva è disponibile in diverse versioni, tra cui la Niva Legend (erede diretta del modello originale) e la Niva Travel, una versione leggermente più moderna e confortevole. Inoltre, nel 2020, è stata presentata la Niva Bronto, una versione potenziata con sospensioni rialzate e pneumatici più grandi, pensata per chi cerca prestazioni fuoristrada ancora più estreme.


    Un mito senza tempo

    La Lada Niva è molto più di un’auto: è un simbolo di resistenza, semplicità e adattabilità. Con la sua scocca portante, la trazione integrale e le ridotte, ha anticipato di decenni il concetto di SUV moderno, diventando un’icona della mobilità su terreni difficili. Nonostante i suoi quasi 50 anni di produzione, la Niva continua a essere un’auto apprezzata in tutto il mondo, grazie alla sua robustezza, affidabilità e prezzo accessibile.

    In un’epoca in cui le auto sono sempre più complesse e tecnologiche, la Niva rappresenta un ritorno alle origini, un’auto che non ha bisogno di fronzoli per dimostrare il suo valore. Per chi cerca un mezzo capace di affrontare qualsiasi sfida, la Niva rimane una scelta imbattibile, un vero e proprio mito su quattro ruote.