Categoria: formula1

  • Madring: il nuovo circuito di Madrid che rivoluziona il GP di Spagna

    Madring: il nuovo circuito di Madrid che rivoluziona il GP di Spagna

    Dal 2026, la Formula 1 dice addio a Barcellona e si trasferisce nella capitale spagnola. Il Madring, un circuito semi-urbano da 5,4 chilometri, promette spettacolo con curve sopraelevate, dislivelli mozzafiato e un’atmosfera unica. Scopriamo tutti i segreti del tracciato che ospiterà il Gran Premio di Spagna a settembre.

    La Formula 1 si appresta a vivere una svolta epocale. Dopo oltre trent’anni di permanenza a Montmelò, il Gran Premio di Spagna si trasferisce a Madrid . Il nuovo circuito, ribattezzato Madring, sarà pronto per accogliere le monoposto dal weekend dell’11 al 13 settembre 2026, segnando il ritorno della massima serie automobilistica nella capitale spagnola dopo oltre quarant’anni . Un progetto ambizioso, con un contratto che garantirà la gara a Madrid fino al 2035 .

    Un tracciato da 5,4 chilometri tra città e pista permanente

    Il Madring è un circuito dalla doppia anima: un ibrido tra un tracciato cittadino e una pista permanente, che si sviluppa attorno all’area fieristica IFEMA Madrid, nel nord-est della capitale . La posizione è strategicamente pensata per i tifosi: il circuito si trova a soli cinque minuti dall’aeroporto internazionale di Madrid-Barajas ed è facilmente raggiungibile in metropolitana e treno .

    Con una lunghezza di 5.416 metri e 22 curve, il circuito promette sfide tecniche di alto livello . Il giro di gara prevede 57 passaggi . La configurazione alterna tratti ad alta velocità a sezioni più lente e tecniche, con dislivelli che lo rendono unico nel panorama attuale . Il rettilineo principale misura 589 metri e si prevede che le vetture tocchino i 320 km/h prima della prima frenata .

    Il gioiello del circuito: “La Monumental”

    Il punto più iconico e atteso del Madring è senza dubbio la Curva 12, soprannominata “La Monumental” . Con una forma semicircolare che richiama un’arena, questa curva sarà una delle più estreme del calendario .

    • Lunghezza: circa 550 metri .
    • Pendenza (banking): 24 gradi .

    Una pendenza che la renderebbe la più inclinata di tutta la Formula 1, superando le sopraelevate di Zandvoort . Il direttore del circuito ha descritto l’esperienza come un vero e proprio “tunnel”, tanto che all’uscita della curva, completamente cieca, i piloti si ritrovano a vedere il cielo di Madrid . I progettisti hanno previsto una tribuna da 45.000 posti proprio in questo punto, per garantire uno spettacolo mozzafiato .

    Un “roller coaster” per i piloti

    Il tracciato, progettato da Jarno Zaffelli (già artefice del rinnovamento di Zandvoort), non è solo una questione di curve sopraelevate . Il layout presenta un susseguirsi di salite e discese che lo rendono una vera e propria montagna russa .

    • La salita: Un tratto in salita dell’8,5% porta i piloti verso le curve 7 e 8, che sono completamente cieche, una sfida non indifferente per i piloti .
    • La discesa: Dopo la Monumental, il tracciato scende del 5% per entrare in una sequenza di curve tecniche .
    • Zona urbana: Un settore del tracciato, tra le curve 3 e 5, si snoda lungo via Ribera de Sena, con i muri molto vicini alle monoposto, come nei tradizionali circuiti cittadini . Qui le vetture percorrono un rettilineo di 839 metri, il più lungo dell’intero tracciato .

    Un evento da record: capienza e sostenibilità

    Il Madring è pensato per accogliere un numero enorme di spettatori. La capienza complessiva del circuito è stimata in oltre 110.000 posti . Una delle aree più grandi, la “Zona Pelouse”, potrà ospitare fino a 50.000 persone, con un’ampia area dedicata ai tifosi con attività ed eventi collaterali .

    Il progetto punta inoltre su un forte concetto di sostenibilità, non solo per l’accessibilità tramite mezzi pubblici, ma anche per la costruzione di un impianto pensato per ridurre l’impatto ambientale .

    I test e la sfida ai piloti

    A luglio 2026, i piloti della Ferrari, Charles Leclerc e Lewis Hamilton, hanno avuto l’onore di inaugurare il circuito, girando con temperature dell’asfalto superiori ai 37 gradi . Il direttore del circuito, García Abad, ha rivelato che, nonostante le lamentele di Hamilton per le forti compressioni, i piloti sono rimasti soddisfatti del tracciato, che ha già ricevuto il via libera dalla FIA .

    Le qualifiche e la gara si preannunciano come un evento senza precedenti, e su www.pianetamotori.com saremo pronti a raccontarvi ogni dettaglio di questo storico fine settimana.

  • Il futuro dei motori F1: si torna al V8?

    Il futuro dei motori F1: si torna al V8?

    La stagione 2026 di Formula 1 è appena iniziata, ma nel paddock si parla già del futuro. Il Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha lanciato una proposta che sta facendo molto discutere: un clamoroso ritorno ai motori V8 per il prossimo ciclo regolamentare, a partire dal 2030. Un’idea che divide i costruttori ma che affascina tifosi e addetti ai lavori, stufi delle attuali power unit ibride.

    L’era dei motori V6 turbo-ibridi con ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico sta affrontando non poche critiche . Le monoposto 2026, se da un lato hanno portato innovazione, dall’altro hanno generato problemi come il “superclipping”, ovvero decelerazioni involontarie in fase di recupero energetico che hanno distorto la competizione . A ciò si aggiunge una complessità ingegneristica e gestionale che ha reso le power unit estremamente costose e poco “raccontabili” al pubblico generalista .

    La FIA, attraverso la voce del suo presidente, ha quindi rotto gli indugi: si torna ai V8, e presto.

    La proposta della FIA: un V8 da 2.6 litri con ibridazione minima

    Il Presidente Ben Sulayem è stato chiaro: “Il ritorno dei motori V8 sta arrivando, è solo questione di tempo” . L’idea è quella di introdurre un motore V8 aspirato da 2.600 cc di cilindrata (un’architettura inedita, che si colloca a metà tra i vecchi 2.4 e 3.0 litri) , alimentato da carburanti sostenibili e affiancato da un piccolo sistema di recupero dell’energia cinetica (KERS) da circa 100 kW .

    L’obiettivo dichiarato è duplice: recuperare il sound che ha reso celebre la Formula 1  e ridurre drasticamente complessità e costi . Il nuovo motore sarebbe più leggero, meno complicato e permetterebbe di ridurre le dimensioni delle monoposto, rendendo la guida più pura e meno dipendente dalla gestione dell’energia . Un ritorno alle origini, ma con un’attenzione alla sostenibilità grazie ai biocarburanti .

    Ben Sulayem ha inoltre chiarito il rapporto di forza che intende imporre: “Nel 2031, la FIA avrà il potere di farlo, senza bisogno di alcun voto da parte dei produttori di propulsori. Ma io punto ad anticiparlo al 2030” .

    La posizione dei costruttori: tra entusiasmo e resistenze

    La proposta ha subito spaccato il paddock.

    Favorevoli. Alcuni costruttori hanno accolto l’idea con entusiasmo. Mercedes, attraverso Toto Wolff, si è detta aperta a un ritorno ai V8, a patto che venga mantenuta una componente elettrica per non “perdere la connessione con il mondo reale” . Anche Ford, partner di Red Bull Powertrains, ha dichiarato di “amare l’idea dei V8” , sottolineando come questa architettura sia ancora centrale nella loro produzione di auto stradali e quindi perfettamente allineata con le loro strategie commerciali .

    Contrari o cauti. Dall’altra parte, chi ha appena investito miliardi sul regolamento 2026 frena. Audi e Honda sarebbero i principali oppositori . Mattia Binotto, team principal del progetto Audi, ha dichiarato di non essere “così negativo sull’attuale regolamento”, definendolo “un buon format” e invitando a valutare con calma il futuro .

    La posizione della Ferrari, guidata da Frédéric Vasseur, è più pragmatica. Il team principal del Cavallino ha avvertito che il vero scoglio non è la complessità meccanica di un V8, quanto il Budget Cap: “Per costruire il motore, non è complesso. Ciò che è complesso è il livello di performance con il Cost Cap. Questo esercizio è molto difficile: essere prestazionali con il Cost Cap” . Insomma, per Vasseur, chiunque vorrà sfidare i grandi costruttori dovrà fare i conti non solo con l’ingegneria, ma con i rigidi confini del tetto di spesa .

    Cosa significa per il futuro della F1

    Il dibattito è aperto e destinato a infiammare le prossime stagioni. Da un lato, la FIA spinge per un ritorno a una Formula 1 più viscerale, semplice e meno costosa, cavalcando l’insoddisfazione di tifosi e piloti . Dall’altro, i costruttori che hanno puntato tutto sull’elettrificazione chiedono stabilità e si oppongono a un cambio di rotta che rischierebbe di rendere obsoleti i loro investimenti .

    Quel che è certo è che il futuro dei motori in Formula 1 è più che mai al centro del dibattito. Il prossimo passo sarà un tavolo di discussione tra FIA, FOM e costruttori per definire il nuovo corso. Su www.pianetamotori.com continueremo a seguirvi per raccontarvi tutti gli sviluppi di questa affascinante partita.

  • GP di Monza 2026: la sfida dei motori tra Ferrari e Mercedes che può decidere il Mondiale

    GP di Monza 2026: la sfida dei motori tra Ferrari e Mercedes che può decidere il Mondiale

    Il Gran Premio d’Italia a Monza, in programma dal 4 al 6 settembre, non è solo la gara di casa per la Ferrari. Potrebbe essere il vero spartiacque della stagione 2026 di Formula 1, con la Scuderia che porta un nuovo motore per ridurre il gap dalla Mercedes e i rivali che valutano una penalità in griglia per il leader del campionato. Lo scontro tecnico è servito.

    Il Gran Premio d’Italia 2026 si preannuncia come uno degli appuntamenti più caldi dell’intera stagione . Il circuito di Monza, il “Tempio della Velocità”, farà da palcoscenico a una sfida che va ben oltre la semplice corsa casalinga per la Ferrari . È qui, sulla pista più veloce del calendario, che la lotta per il titolo mondiale tra Mercedes e Ferrari potrebbe vivere il suo momento decisivo . La posta in gioco è altissima: da un lato, la Ferrari pronta a svelare le carte del suo ambizioso programma di sviluppo motore; dall’altro, una Mercedes che potrebbe essere costretta a giocarsi la carta della penalità in griglia.

    L’asso nella manica della Ferrari: il motore 067/6

    Il Cavallino Rampante arriva a Monza con un’arma segreta: la nuova power unit 067/6. Questo motore rappresenta il frutto di un intenso lavoro di sviluppo e potrebbe essere la chiave per ridurre il divario di prestazioni che finora ha favorito le frecce d’argento .

    Le modifiche tecniche

    Il nuovo propulsore della SF-26 non è un semplice aggiornamento, ma un’evoluzione sostanziale. Le modifiche più significative riguardano due aree cruciali :

    • Camera di combustione: La Ferrari ha introdotto nuove testate in lega di acciaio che permettono al motore di operare a temperature di esercizio più elevate, circa 110 gradi contro i 100 precedenti . Questo, in combinazione con una nuova benzina Shell con un potere calorifico maggiore, consente una combustione più efficiente e una maggiore potenza .
    • Turbocompressore: In un secondo momento, previsto proprio per Monza o per il precedente GP d’Olanda, arriverà un turbocompressore rivisto . Il diametro della girante del compressore resta invariato, ma verranno modificati il numero e l’angolo di inclinazione delle pale per ottimizzare il riempimento del motore ai regimi più alti . Questa modifica è una diretta conseguenza del nuovo regolamento che ha di fatto annullato il vantaggio che il turbo più piccolo della Ferrari aveva nelle partenze .

    L’obiettivo dichiarato di questo programma di sviluppo, denominato ADUO, è quello di recuperare fino a 30 cavalli rispetto alla power unit Mercedes . Sulla pista di Monza, dove la potenza del motore è il fattore predominante, anche un guadagno inferiore potrebbe fare la differenza in termini di prestazioni in rettilineo e, di conseguenza, di possibilità di sorpasso e difesa della posizione .

    Il dilemma Mercedes: penalità in griglia per Antonelli?

    Se la Ferrari arriva a Monza con l’intenzione di attaccare, la Mercedes si trova ad affrontare un dilemma strategico di non poco conto. Il leader del campionato, Kimi Antonelli, potrebbe essere costretto a partire dal fondo della griglia a causa di una penalità per la sostituzione di componenti della power unit .

    Un rischio calcolato?

    Il problema della Mercedes è duplice:

    • Affidabilità: Antonelli e il compagno di squadra George Russell hanno già esaurito il numero massimo di unità consentite per l’intera stagione . Le difficoltà di affidabilità (con batterie bruciate e guasti al motore) sono state un tallone d’Achille per la power unit tedesca, un problema paradossale per un elemento che avrebbe dovuto essere un punto di forza .
    • Scelta tattica: Sostituire il motore a Monza sarebbe una scelta tattica . Pur significando una penalità, Monza è un circuito che offre buone possibilità di sorpasso grazie all’effetto scia e alle lunghe frenate . La Mercedes potrebbe quindi decidere di “sacrificare” una gara per montare un motore fresco, magari con delle novità, per il resto della stagione.

    Se la Ferrari dovesse portare il suo atteso aggiornamento e la Mercedes dovesse partire svantaggiata, le carte in tavola per il mondiale potrebbero davvero essere rimescolate . Una penalità per Antonelli sarebbe l’occasione perfetta per Lewis Hamilton e Charles Leclerc per rosicchiare punti preziosi nella corsa al titolo .

    Monza: il banco di prova definitivo

    Monza è il circuito ideale per testare la bontà di questi sviluppi. Il tracciato brianzolo, con i suoi lunghi rettilinei, premia senza pietà la potenza del motore e l’efficienza aerodinamica . Un motore più potente non serve solo a raggiungere velocità di punta più elevate, ma anche a:

    • Difendersi in rettilineo: una power unit superiore permette di difendere la posizione in entrata della prima variante.
    • Attaccare in scia: la potenza extra consente di avere un’ottima ripresa per tentare il sorpasso in staccata .

    Per la Ferrari, che ha già dimostrato di avere un’ottima affidabilità e un telaio competitivo, il nuovo motore potrebbe essere il tassello mancante per lottare ad armi pari con la Mercedes, che invece sta pagando a caro prezzo la sua mancanza di affidabilità .

    Un fine settimana da non perdere

    Il programma del fine settimana del GP d’Italia è già definito :

    • Venerdì 4 settembre: Prove Libere 1 (10:30) e Prove Libere 2 (14:00).
    • Sabato 5 settembre: Prove Libere 3 (10:30) e Qualifiche (14:00).
    • Domenica 6 settembre: Gara (13:00) .

    Insomma, il conto alla rovescia per uno dei Gran Premi più attesi dell’anno è già iniziato. Tra sviluppi tecnici, strategie azzardate e la pressione di migliaia di tifosi, il Tempio della Velocità promette scintille.

  • Addio a Eddie Jordan: il visionario della Formula 1 che ha lasciato un’impronta indelebile

    Addio a Eddie Jordan: il visionario della Formula 1 che ha lasciato un’impronta indelebile

    La Formula 1 piange la scomparsa di Eddie Jordan, una delle figure più carismatiche e influenti del mondo delle corse. L’irlandese, ex proprietario dell’omonimo team Jordan Grand Prix, è morto all’età di 76 anni a Città del Capo, circondato dalla sua famiglia, dopo una lunga battaglia contro un cancro aggressivo alla prostata e alla vescica. La notizia della sua morte è stata annunciata dai familiari, che hanno ricordato il suo spirito vivace, il carisma e l’energia che portava ovunque andasse. “EJ”, come era affettuosamente chiamato, lascia un vuoto enorme nel cuore di chi lo ha conosciuto e amato.

    La storia di un sognatore

    Eddie Jordan non era solo un imprenditore o un manager di successo; era un sognatore che ha trasformato la sua passione per le corse in una realtà straordinaria. Nato a Dublino nel 1949, Jordan ha iniziato la sua carriera come pilota, ma è stato dietro le quinte che ha trovato la sua vera vocazione. Nel 1991, fondò il team Jordan Grand Prix, che in pochi anni è diventato uno dei nomi più riconoscibili nel paddock della Formula 1. Tra il 1991 e il 2005, la squadra ha partecipato a 250 Gran Premi, conquistando quattro vittorie e lasciando un segno indelebile nello sport.

    Uno dei momenti più memorabili della storia del team è stata la doppietta al Gran Premio del Belgio del 1998, con Damon Hill e Ralf Schumacher ai comandi. Ma forse il contributo più significativo di Jordan alla Formula 1 è stato aver dato l’opportunità a un giovane Michael Schumacher di debuttare nel circus nel 1991, proprio al GP del Belgio. Schumacher, che avrebbe poi vinto sette titoli mondiali, deve parte della sua leggenda proprio a quella prima chance offertagli da Jordan.

    L’occhio per i talenti

    Eddie Jordan aveva un dono raro: sapeva riconoscere il talento. Oltre a Schumacher, ha scoperto e lanciato piloti come Rubens Barrichello, Eddie Irvine e Giancarlo Fisichella. La sua capacità di credere nei giovani e di dar loro un’opportunità ha contribuito a plasmare il futuro della Formula 1. Non era solo un uomo d’affari; era un visionario che amava lo sport e credeva nel potenziale delle persone.

    La vendita del team e la nuova vita da opinionista

    Nel 2005, Jordan ha venduto il suo team, ma non ha mai abbandonato il mondo delle corse. Dopo aver lasciato il ruolo di team principal, è diventato un volto familiare nel paddock come opinionista televisivo, lavorando per la BBC e successivamente per Channel 4. La sua personalità vivace e il suo humour irlandese lo hanno reso un favorito tra i tifosi e i colleghi. Jake Humphrey, che ha collaborato con lui alla BBC, lo ha ricordato come “una persona che illuminava ogni stanza in cui entrava”, aggiungendo che i loro anni insieme a presentare la Formula 1 sono stati i più belli della sua carriera.

    La battaglia contro il cancro e il suo messaggio

    A dicembre 2024, Jordan aveva rivelato pubblicamente la sua diagnosi di cancro durante il podcast Formula For Success, che conduceva insieme all’ex pilota David Coulthard. Con il suo solito spirito combattivo, aveva esortato gli ascoltatori a non trascurare la propria salute: “Non sprecate tempo, non rimandate. Andate a farvi visitare. Nella vita avete delle possibilità, coglietele. Non siate stupidi, non siate timidi. Prendetevi cura del vostro corpo”. Un messaggio che risuona ancora più forte oggi, alla luce della sua scomparsa.

    Un’eredità duratura

    Anche dopo aver lasciato la Formula 1, Eddie Jordan è rimasto attivo nel mondo dello sport e degli affari. All’inizio del 2025, ha guidato un consorzio per l’acquisto della squadra di rugby London Irish e ha contribuito a siglare un importante accordo tra il guru del design Adrian Newey e l’Aston Martin. La scuderia britannica ha espresso il suo cordoglio, definendo Jordan una figura il cui impatto “si farà sentire per generazioni”.

    Un uomo che ha illuminato il mondo

    Eddie Jordan non era solo un uomo di successo; era una persona che sapeva portare luce e gioia ovunque andasse. La sua storia è quella di un ragazzo con una passione che è riuscito a trasformare in un’eredità duratura. Ha toccato il cuore di milioni di persone, non solo per i suoi successi sportivi, ma per la sua umanità e il suo spirito indomabile.

    Come ha detto Jake Humphrey: “Il mondo sembra un po’ meno luminoso stamattina”. Ma l’eredità di Eddie Jordan, fatta di coraggio, passione e amore per la vita, continuerà a brillare nel cuore di chi lo ha conosciuto e di chi lo ricorderà come uno dei grandi protagonisti della Formula 1.

  • Parte la Formula 1, bene Norris, rivelazione Antonelli e delusione Ferrari.

    Parte la Formula 1, bene Norris, rivelazione Antonelli e delusione Ferrari.

    La formula 1 inizia la stagione 2025 dall’Australia, con la solita levataccia per gli appassionati europei che regala peró una gara ricca di colpi di scena, con pioggia, molte vetture a muro e diverse safety car.

    Il muro protagonista

    E il primo a finire a muro é Hadjar durante il giro di formazione che richiede che la partenza venga posticipata, ma al primo giro é il turno di un altro rookie di andare a muro, Doohan con conseguente safety car.

    Ma il muro non ha finito di mietere vittime visto che anche Sainz va a sbattere subito dopo in regime di safety car: la pioggia in pista si fá sentire.

    Ma dopo qualche giro nuova vettura a muro, quella di Alonso e nuova safety car, con la Ferrari di Leclerc che non approfitta della situazione per il pit stop.

    Dopo qualche giro l’ingresso ai pit stop da l’illusione a Hamilton di essere in testa, ma in realtá la gara davanti é tra le McLaren e Verstappen.

    Ma il muro non ha finito di mietere vittime perche dopo pochi giri é il turno di Lawson, che richiede l’intervento della safety car e di Bortoleto che riesce a stamparsi in regime di sicurezza.

    La safety

    La lotta alla fine é tra Norris che dopo la safety rischia di cedere la posizione di testa a Verstappen che si fa minaccioso, mentre Piastri a causa di un uscita di pista ha perso tempo e diverse posizioni.

    Antonelli

    Ma la posizione piú interessante é quella di Antonelli, quinto, l’unico rookie che é riuscito a portare a casa punti pesanti nonostante partisse dalle retrovie e una penalitá per unsafe release.

    Ferrari

    Inconsistente la Ferrari , che tra qualche esitazione a livello di strategia e prestazioni non ancora ai livello dei motorizzati Mercedes finiscono ottava e decima, con Hamilton che riesce a portare a casa solo un misero punticino.

    Alla fine salgono sul podio Norris, Verstappen e Russel. A punti anche Albon , Antonelli, Stroll, Hulkenberg, Leclerc, Piastri, Hamilton.

    Aggiornamento

    Alla fine la penalizzazione di Antonelli per unsafe release, dopo il ricorso di Mercedes a fine gara, è stata annullata restituendo all’italiano la quarta posizione.

  • Formula 1 2025: grandi sfide in attesa delle novità che cambieranno il volto del Circus

    Formula 1 2025: grandi sfide in attesa delle novità che cambieranno il volto del Circus

    Il mondo della Formula 1 è sempre in evoluzione, e il campionato del 2025 promette di essere uno spartiacque tra le regole a cui siamo abituati e la rivoluzione del 2026, dove nuove scuderie e nuove regole cambieranno le sorti del campionato del mondo.
    Infatti dalla stagione 2026 si abbandonerà DRS e l’effetto suolo, e il sistema dei propulsori sarà rivoluzionato sia nella tecnica che nei fornitori.


    Infatti assisteremo all’ ingresso di due nuove scuderie, Audi (che prende il posto di Sauber) e Cadillac con la prima che debutterà anche come motorista, ma cambierá anche la distribuzione dei motori con la scomparsa dei motori Renault, ma anche una diversa motorizzazione delle squadre, con RedBull e il suo team satellite Racing Bulls che utilizzeranno le power unit prodotte in casa in collaborazione con Ford, passando ad Aston Martin i propulsori Honda.
    Ferrari continuerá a fornire Haas e in piú fornirá la debuttante Cadillac ma perde Sauber che diventata Audi si produrrá in motori in casa, mentre Mercedes continuerá a fornire oltre la propria scuderia, McLaren e Williams anche la Alpine , che perde i motori Renault usciti dal circus.

    I Piloti: Tra giovani talenti e cambi di casacca

    Il mercato dei piloti per il 2025 è stato uno dei più movimentati degli ultimi anni.

    Tra le novità più interessanti, spicca l’esordio in F1 di Andrea Kimi Antonelli, il giovane fenomeno italiano che ha dominato nelle categorie minori. Il pilota, appena 18 anni, è stato ingaggiato dalla Mercedes, che ha deciso di scommettere sul suo talento per il futuro, affiancando Russell.

    Infatti tra i cambi di casacca c’é da segnalare il clamoroso passaggio di Lewis Hamilton alla corte Ferrari, dove prende il posto di Carlos Sainz Jr. finito in Williams al fianco di Albon.

    Un altro debutto interessante è quello di Liam Lawson, promosso a pilota titolare Red Bull dopo le ottime prestazioni come sostituto di Ricciardo nella scorsa stagione alla Racing Bulls, andando a prendere il posto di Perez al fianco di Max Verstappen.

    Line-up completamente stravolta in casa Sauber , all’ultimo anno con questa denominazione, con entrambi i piloti diventati terza guida rispettivamente di Mercedes (Bottas) e Ferrari (Zhou), lasciando il posto a Hulkenberg e all’esordiente Bortoleto.

    Altri esordienti anche in casa Racing Bulls con Hadjar che va ad affiancare Tsunoda e con Jack Doohan che guadagna il sedile della Alpine dopo aver preso parte all’ultima gara della passata stagione con la scuderia francese, andando ad affiancare l’esperto Gasly.

    Tra i piloti di riserva che guadagnano un sedile da segnalare Bearman alla Haas insieme ad Ocon per una line-up completamente rivoluzionata nel team americano.

    Conferme invece l’intera line-up della McLaren con Piastri e Norris che dovranno confermare il titolo costruttori, cosi come in casa Aston Martin con i soliti Alonso e Stroll.

    Tra i top player non cambiano Verstappen , che cercherá conferma del titolo piloti e Leclerc alla Ferrari ma spronato da un nuovo ingombrante compagno di scuderia.

    Sponsorizzazioni

    Qualche novitá anche per le sponsorizzazioni, visto l’accordo di LMVH con Liberty Media che porterá a sostiuire sponsor storici del circus come Rolex o Ferrari Trento con i marchi del gigante francese, con Tag Heurer che diventa cronometro ufficiale e Moet lo spumante sul podio o l’ingresso di Louis Vuitton tra gli sponsor delle gare.
    Inoltre da segnalare che Atlassian diventa title sponsor della Williams che cambia cosi la denominazione ufficiale.

    Il Calendario

    Il calendario del 2025 conferma le stesse gare della passata stagione, ma con qualche razionalizzazione nelle date: si parte in Australia il 16 Marzo, per proseguire in Cina la settimana successiva.

    Il 6 Aprile é poi il turno del Giappone, seguito a una settimana di distanza rispettivamente da Baharain e Arabia Saudita.

    Il 4 Maggio é il turno di Miami, il 18 il primo appuntamento italiano a Imola che inaugura la stagione europea seguito la settimana seguente da Montecarlo

    A Giugno il 1 é il turno di Barcellona, il 15 ci si sposta in Canada per tornare il 29 in Europa in Austria.

    Il 6 luglio é il turno di Silverstone e il 27 quello di Spa, mentre in Agosto il 3 si va in Ungheria e il 31 in Olanda.

    A settembre invece si ritorna in Italia il 7 a Monza, e il 21 ci si sposta a Baku, mentre ad Ottobre il 5 si va a Singapore e il 19 si torna negli States ma ad Austin, mentre la settimana seguente si va in Messico.

    A novembre, il 9 é il turno del Brasile, il 22 si torna negli USA per la terza volta, a Las Vegas, mentre il 30 si vola in Qatar e finire la stagione la settimana dopo ad Abu Dhabi

    Le Aspettative: Chi Sarà il Dominatore?

    Con tutte queste novità, è difficile prevedere chi avrà la meglio nel 2025. La Red Bull seppure in difficoltá resta la squadra da battere, grazie alla continuità tecnica e al talento di Max Verstappen, cosi come la McLaren vincitrice dello scorso titolo costruttori. Tuttavia, la Ferrari con dei campioni in squadra come Leclerc e Hamilton diranno sicuramente la loro, cosi come la Mercedes con un Russell libero di fare la prima guida o la Aston Martin sotto la guida di Adrian Newey.

    Insomma, il 2025 si preannuncia come una stagione ricca di incognite, sorprese e emozioni.
    Una cosa è certa: la Formula 1 non è mai stata così viva e pronta a stupire i suoi fan. Non resta che aspettare il via libera e godersi lo spettacolo!