Il premio Car of the Year (COTY), spesso descritto come l’Oscar del mondo automobilistico, è il riconoscimento più prestigioso in Europa, istituito nel 1964 per celebrare l’eccellenza nell’industria dei motori. Per l’edizione 2026, la giuria composta da 60 giornalisti specializzati provenienti da 23 paesi europei ha selezionato sette finaliste tra 35 modelli candidati.
Il vincitore sarà annunciato il 9 gennaio 2026 in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile di Bruxelles. Di seguito un’analisi dei modelli in gara e dei fattori che potrebbero decretarne il successo o la sconfitta.
La Storia e il Regolamento
Dalla sua fondazione, il premio ha premiato modelli che hanno segnato epoche, come la Rover 2000 (vincitrice della prima edizione nel 1964) o le più recenti Jeep Avenger (2023) e Renault Scenic E-Tech (2024). L’ultima vincitrice è stata la Renault 5 E-Tech / Alpine A290 nel 2025. Il sistema di voto è rigoroso: ogni giurato dispone di 25 punti da distribuire tra almeno cinque delle sette finaliste, con un massimo di 10 punti assegnabili alla prima scelta. I criteri principali includono il design, il comfort, la sicurezza, l’economia di esercizio, la guidabilità e il rapporto qualità-prezzo.
Analisi dei Finalisti 2026
1. Fiat Grande Panda
Rappresenta il ritorno di Fiat tra le finaliste dopo diversi anni di assenza.
Perché potrebbe vincere: Punta sull’effetto nostalgia con un design fresco e ispirato agli anni ’80, offrendo al contempo un prezzo d’attacco molto competitivo (da 16.900 € per l’ibrida). È una vettura concreta e razionale.
Perché potrebbe perdere: L’autonomia della versione elettrica (292 km rilevati) è limitata rispetto ad alcune concorrenti dirette, fattore che potrebbe penalizzarla nei test su lunghe distanze.
2. Renault 4 E-Tech Electric
Dopo il trionfo della R5, Renault cerca il raddoppio con la “quattrolitro” del futuro.
Perché potrebbe vincere: Ha un design iconico e “emozionale” che piace molto alla critica, unito a una grande versatilità interna e soluzioni pratiche come lo schienale del passeggero ripiegabile.
Perché potrebbe perdere: Il prezzo di partenza (29.900 €) è sensibilmente più alto rispetto alla Grande Panda, e i giudici potrebbero preferire premiare un marchio diverso rispetto all’anno scorso.
3. Dacia Bigster
Il SUV più grande mai prodotto da Dacia, lungo 4,57 metri.
Perché potrebbe vincere: Incarna perfettamente il concetto di “valore” offrendo uno spazio da segmento superiore al prezzo di una compatta (circa 24.800 €).
Perché potrebbe perdere: Le finiture rimangono spartane rispetto ad altri modelli in finale e la percezione del marchio “low-cost” potrebbe ancora frenare i giurati più orientati all’innovazione premium.
4. Skoda Elroq
Un SUV elettrico compatto che punta sulla sostanza tipica del marchio boemo.
Perché potrebbe vincere: Offre un abitacolo estremamente spazioso grazie al passo di 2,77 metri e un mix bilanciato di comandi fisici e digitali. È una scelta molto razionale e solida.
Perché potrebbe perdere: Il design è considerato da alcuni critici come “blando” o poco distintivo rispetto all’audacia stilistica di Kia o Renault.
5. Kia EV4
Una berlina elettrica dal design futuristico che sfida i canoni tradizionali.
Perché potrebbe vincere: È tecnologicamente all’avanguardia, con un’autonomia dichiarata fino a 625 km e un approccio stilistico molto personale.
Perché potrebbe perdere: La mancanza di un vano anteriore (frunk) e una linea che divide i pareri (mix tra berlina e crossover) potrebbero non convincere l’intera giuria.
6. Mercedes-Benz CLA
La terza generazione della coupé a quattro porte introduce una piattaforma elettrica a 800V.
Perché potrebbe vincere: È un vero manifesto tecnologico con un’efficienza record e un’autonomia fino a 792 km, fissando nuovi standard per il segmento.
Perché potrebbe perdere: L’elevato prezzo di listino (oltre 56.000 €) la allontana dal concetto di “auto popolare”, un parametro che spesso pesa nelle valutazioni del COTY.
7. Citroën C5 Aircross
Un SUV di grandi dimensioni orientato al comfort familiare.
Perché potrebbe vincere: Offre un abitacolo molto accogliente, un bagagliaio generoso (479 litri) e una gamma di motorizzazioni multi-energia completa.
Perché potrebbe perdere: Nonostante la praticità, manca di quell’elemento di rottura o di “effetto sorpresa” che spesso caratterizza le vincitrici del premio.
Il panorama automobilistico globale nel 2025 ha attraversato una fase di trasformazione senza precedenti, caratterizzata da una ricalibrazione delle strategie industriali che bilancia l’urgenza della transizione ecologica con le realtà operative del mercato. Se l’inizio del decennio è stato segnato da un entusiasmo quasi esclusivo per i veicoli elettrici a batteria (BEV), il 2025 si distingue per un approccio più pragmatico, definito “multi-energia”. Le case automobilistiche stanno rispondendo a una domanda di mercato che, pur mostrando una crescita costante dell’elettrico, vede una resilienza straordinaria dei sistemi ibridi e una rinnovata attenzione per le motorizzazioni termiche ad alta efficienza. Questa evoluzione non è solo una risposta alle preferenze dei consumatori, ma una necessità strategica per mitigare i rischi legati alle infrastrutture di ricarica ancora in via di sviluppo e alle fluttuazioni degli incentivi governativi.
Analisi del mercato europeo e italiano: dati e tendenze
Il 2025 si apre con segnali di stabilità per il mercato automobilistico dell’Unione Europea. Le immatricolazioni di nuove auto hanno registrato una crescita cumulativa dell’1,4% nei primi undici mesi dell’anno, raggiungendo quasi 10 milioni di unità. Tuttavia, i volumi rimangono significativamente inferiori ai livelli pre-pandemici, indicando che il settore sta operando in un contesto di “nuova normalità” caratterizzato da margini più elevati su volumi complessivi più contenuti. La transizione verso l’elettrico prosegue, ma a un ritmo che gli esperti definiscono più lento di quanto necessario per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione più ambiziosi, con una quota di mercato dei BEV che si attesta al 16,9% a livello europeo.
In Italia, la dinamica di mercato presenta peculiarità marcate rispetto alla media europea. Il consumatore italiano continua a prediligere le soluzioni ibride (HEV), che dominano il mercato con una quota del 44,5%, mentre l’elettrico puro fatica a superare la soglia del 6% nel dato cumulato annuo, nonostante picchi temporanei dovuti a cicli di incentivi statali. Il mercato italiano si conferma inoltre come un rifugio per le motorizzazioni tradizionali a benzina e per il GPL, quest’ultimo sostenuto quasi interamente dalla strategia aggressiva del marchio Dacia.
Quote di mercato per alimentazione in Europa e Italia (Gennaio-Novembre 2025)
La seguente tabella illustra la distribuzione delle preferenze degli automobilisti, evidenziando il divario tecnologico e di adozione tra il contesto nazionale italiano e quello comunitario.
Alimentazione
Quota EU (YTD 2025)
Quota Italia (YTD 2025)
Tendenza vs 2024
Ibride (HEV)
34,6%
44,5%
In forte crescita
Benzina
27,0%
24,7%
In calo costante
Elettriche (BEV)
16,9%
5,8%
Crescita moderata/stagnante
Plug-in Hybrid (PHEV)
9,3%
6,2%
Crescita guidata dalle flotte
Diesel
9,0%
9,4%
Declino strutturale
GPL / Metano
3,2%
9,3%
Stabile/Rilevante solo in IT
L’analisi dei dati suggerisce che il 2025 sia l’anno del consolidamento dell’ibrido come “nuovo standard” di mercato. Le vetture Full Hybrid e Mild Hybrid offrono il compromesso ideale tra riduzione delle emissioni, costi d’acquisto gestibili e assenza di ansia da ricarica, fattori che rimangono prioritari per la maggior parte degli acquirenti privati.
Strategie dei grandi gruppi: Stellantis e il rilancio dei volumi
Stellantis ha affrontato il 2025 con una strategia mirata a riconquistare le fasce di mercato più popolari, utilizzando piattaforme modulari che consentono una flessibilità produttiva estrema. Il cuore di questa strategia è la piattaforma “Smart Car”, destinata a veicoli di segmento B e C che devono mantenere prezzi accessibili pur offrendo versioni elettrificate.
Fiat: la transizione della Panda e la nuova Grande Panda
Per Fiat, il 2025 rappresenta un anno di dualismo strategico. Da un lato, la produzione della classica Panda (ora Pandina) prosegue a Pomigliano d’Arco con motorizzazione Mild Hybrid per soddisfare la domanda di base, confermandosi l’auto più venduta in Italia con oltre 99.000 unità. Dall’altro, il debutto della Fiat Grande Panda segna l’ingresso del marchio in una nuova era globale. La Grande Panda, lunga 3,99 metri, rompe con il passato offrendo un design ispirato agli anni ’80 ma con contenuti tecnologici contemporanei.
La gamma della Grande Panda è strutturata per coprire ogni esigenza di mobilità urbana:
Versione Elettrica: Dotata di un motore da 113 CV (83 kW) e una batteria da 44 kWh, offre un’autonomia di circa 320 km nel ciclo WLTP. Una caratteristica distintiva è il cavo di ricarica a spirale integrato nel frontale, che evita l’uso di cavi esterni ingombranti.
Versione Ibrida: Utilizza il nuovo motore 1.2 Turbo a tre cilindri con tecnologia Mild Hybrid a 48V, capace di erogare 100 CV e accoppiato a un cambio automatico a doppia frizione. Questo propulsore è progettato per ridurre i consumi del 15% rispetto a un’unità termica equivalente.
Modello
Versione
Potenza
Prezzo Listino
Prezzo con Incentivi (est.)
Grande Panda
Ibrida Pop
100 CV
€ 18.900
€ 16.950
Grande Panda
Elettrica RED
113 CV
€ 24.900
€ 15.900 (con rottamazione)
Il posizionamento della Grande Panda è cruciale: essa deve competere non solo con le rivali europee, ma anche con la nuova ondata di citycar elettriche cinesi che mirano alla soglia dei 20.000 euro.
Alfa Romeo e Jeep: tra performance e off-road elettrificato
Alfa Romeo ha completato la gamma della Junior, il suo crossover compatto, introducendo la versione Q4 a trazione integrale, essenziale per mantenere il DNA sportivo del marchio anche nel segmento B. Tuttavia, l’attenzione degli appassionati è rivolta verso il 2026, quando verrà svelata la nuova generazione della Stelvio, basata sulla piattaforma STLA Large. Sarà la prima Alfa Romeo nativa elettrica di grandi dimensioni, promettendo autonomie vicine ai 700 km e potenze che supereranno gli 800 CV nelle versioni Quadrifoglio.
Jeep, nel frattempo, consolida il successo della Avenger, che si è posizionata stabilmente al terzo posto nelle vendite assolute in Italia. Parallelamente, è stata avviata a Melfi la produzione della nuova Jeep Compass, che sarà disponibile in versioni ibride ed elettriche, coprendo il cuore del mercato dei SUV medi, anche se contemporaneamente ha dato l’addio alla Renegade, in attesa di un futuro modello su base Peugeot.
Il Gruppo Volkswagen: ricalibrazione e innovazione digitale
Il Gruppo Volkswagen sta attraversando una fase di profondo rinnovamento, non solo nei prodotti ma anche nell’architettura software. Dopo le difficoltà iniziali con la famiglia ID, il 2025 vede il lancio di modelli di seconda generazione che correggono molti dei difetti segnalati dagli utenti, come la qualità degli interni e la fluidità del sistema infotainment.
Volkswagen e il ritorno alla praticità
Una delle tendenze più rilevanti nel design di Volkswagen per il 2025 è il ritorno ai pulsanti fisici. La casa ha ammesso che l’eccessiva digitalizzazione degli interni, con comandi a sfioramento spesso poco intuitivi, è stata un errore strategico. La nuova Volkswagen T-Roc, presentata alla fine del 2025 per un debutto commerciale nel 2026, incarna questa nuova filosofia: interni più curati, materiali di qualità superiore e un mix bilanciato di schermi e tasti fisici per le funzioni primarie.
La nuova T-Roc è anche la prima della sua stirpe a offrire una motorizzazione Full Hybrid, mutuata dalla Golf, che promette consumi ridotti e la possibilità di circolare in modalità elettrica per gran parte dei tragitti urbani.
Audi e la piattaforma PPE: Q6 e-tron e A6 e-tron
Audi ha inaugurato nel 2025 una nuova era tecnologica con il debutto della piattaforma PPE (Premium Platform Electric), sviluppata in collaborazione con Porsche. Il primo modello a beneficiarne è il SUV Audi Q6 e-tron, seguito dalla berlina A6 e-tron. Questi veicoli introducono un’architettura a 800 volt che permette potenze di ricarica fino a 270 kW, consentendo di recuperare 250 km di autonomia in soli dieci minuti.
Specifica
Audi A6 e-tron Sportback
BMW iX3 (Neue Klasse Preview)
Potenza di picco
551 CV (405 kW)
469 CV (345 kW) 25
Coppia massima
855 Nm
645 Nm 25
Batteria (netta)
100 kWh
108,7 kWh 25
Autonomia WLTP
754 km
805 km 25
Accelerazione 0-100 km/h
3,9 secondi
4,9 secondi 25
L’analisi comparativa evidenzia come Audi stia puntando sull’efficienza aerodinamica e sulla rapidità di ricarica, mentre i rivali, come BMW con la futura Neue Klasse, sembrano concentrarsi su batterie di dimensioni leggermente superiori per superare la barriera psicologica degli 800 km di autonomia.
Renault e Dacia: la forza del valore e della nostalgia
Il Gruppo Renault sta vivendo un momento di straordinario successo commerciale, guidato dalla strategia “Renaulution” lanciata da Luca de Meo e ora nelle mani di Francois Provost, nuovo ceo della casa dopo le dimissioni del dirigente italiano. Il marchio Dacia continua a dominare la fascia economica del mercato, mentre Renault si riposiziona come leader dell’innovazione accessibile e del design emozionale.
Dacia Bigster: il salto nel segmento C
Dacia ha presentato nel 2025 la Bigster, un SUV lungo 4,57 metri che porta i valori del marchio nel segmento superiore. Rispetto alla Duster, la Bigster offre uno spazio interno nettamente superiore e finiture più robuste, pur mantenendo un prezzo di partenza estremamente competitivo, fissato a circa 24.800 euro per le versioni Mild Hybrid.
La Bigster è cruciale per Dacia perché introduce motorizzazioni più evolute, come il sistema Full Hybrid da 158 CV, e conferma la scommessa sul GPL con il motore ECO-G 140, che abbina la trazione integrale alla doppia alimentazione, un’unicità nel mercato europeo.
Renault 4 E-Tech: l’icona rinasce elettrica
Dopo il successo della Renault 5, il 2025 è l’anno della Renault 4 E-Tech Electric. Questo SUV di segmento B richiama le forme della storica “quattrolitro” ma poggia sulla moderna piattaforma AmpR Small. La R4 si rivolge alle famiglie giovani che cercano praticità: il bagagliaio da 420 litri ha una soglia di carico bassa e forme regolari, ideale per l’uso quotidiano.
Allestimento
Batteria
Autonomia
Potenza
Prezzo
Evolution Urban
40 kWh
308 km
120 CV
€ 29.900
Techno Comfort
52 kWh
408 km
150 CV
€ 34.900
Iconic Comfort
52 kWh
408 km
150 CV
€ 36.900
Renault ha intelligentemente utilizzato la leva della nostalgia per differenziare i suoi prodotti elettrici in un mercato affollato di modelli dal design anonimo, riuscendo a mantenere prezzi concorrenziali grazie alla condivisione di componenti tra R4 ed R5.
L’avanzata cinese: BYD e i nuovi player del lusso e del valore
Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui i produttori cinesi hanno smesso di essere una curiosità per diventare attori dominanti. BYD ha consolidato la sua posizione di leader globale delle vendite elettriche, superando Tesla grazie a una gamma che copre ogni segmento, dalla piccola Seagull (Dolphin Surf) all’imponente SUV Tang.
BYD Seal U e il successo del Plug-in “Long Range”
In Italia, il SUV BYD Seal U ha ottenuto risultati sorprendenti, diventando l’ibrida plug-in più venduta in determinati mesi del 2025. Il segreto di questo successo risiede nel sistema DM-i (Dual Mode Intelligent), che privilegia la trazione elettrica e utilizza il motore termico principalmente come generatore. Con una batteria di dimensioni generose per la categoria, la Seal U permette di percorrere oltre 80 km in modalità puramente elettrica e oltre 1.000 km in modalità combinata, offrendo una risposta concreta a chi non è ancora pronto per il passaggio al BEV puro.
I marchi emergenti: Omoda e Jaecoo
Il gruppo Chery ha lanciato con successo i marchi Omoda e Jaecoo in Europa nel 2025. La Omoda 5, disponibile sia in versione a benzina che elettrica, ha convinto per il rapporto dotazioni/prezzo e per un design d’impatto. Jaecoo, posizionato come marchio di SUV più orientati al lusso e al fuoristrada, ha debuttato con la Jaecoo 7, che ha scalato rapidamente le classifiche delle vendite ibride plug-in in Italia, posizionandosi tra i primi tre modelli del segmento a pochi mesi dal lancio.
La rivoluzione dei Software-Defined Vehicles (SDV)
La trasformazione più profonda del 2025 non riguarda la propulsione, ma l’architettura elettronica. L’auto è diventata un “computer su ruote”, dove il software definisce le funzioni, le prestazioni e persino il valore residuo del veicolo.
Centralizzazione dell’architettura e aggiornamenti OTA
Tradizionalmente, un’auto moderna gestiva le sue funzioni tramite 50-100 centraline elettroniche (ECU) separate. I modelli del 2025, come la Mercedes-Benz Classe S con il sistema MB.OS e l’Audi Q6 e-tron, stanno passando ad architetture a calcolo centralizzato.28 Questo cambiamento permette di:
Ridurre i cablaggi: Una struttura centralizzata riduce il peso dei cavi di decine di chilogrammi, migliorando l’efficienza energetica.
Aggiornamenti Over-The-Air (OTA): Le case automobilistiche possono ora correggere bug, migliorare l’efficienza dei motori o sbloccare nuove funzioni di assistenza alla guida da remoto, senza che il cliente debba recarsi in officina.
Nuovi modelli di business: I costruttori stanno introducendo servizi in abbonamento (Features-on-Demand), come il riscaldamento dei sedili o sistemi di guida autonoma avanzata attivabili solo quando necessario.
L’Intelligenza Artificiale a bordo: ChatGPT e oltre
L’integrazione dell’IA generativa è diventata uno standard nei lanci del 2025. Volkswagen, tramite la consociata software CARIAD, ha integrato ChatGPT nei suoi assistenti vocali. Questo permette al conducente di interagire in modo naturale, chiedendo non solo di regolare il clima, ma anche di ricevere informazioni complesse o suggerimenti proattivi basati sulle routine apprese dal veicolo.
Funzione IA
Applicazione pratica
Vantaggio per l’utente
Assistente Vocale Avanzato
ChatGPT integrato su modelli VW, Audi, Skoda
Interazione naturale e risoluzione problemi complessi
Manutenzione Predittiva
Monitoraggio costante dei componenti critici
Riduzione guasti improvvisi e fermi macchina
Personalizzazione Routine
Apprendimento percorsi e settaggi comfort
L’auto anticipa le esigenze del conducente
Guida Autonoma Livello 3
Sistemi LiDAR e AI su Mercedes e BMW
Possibilità di distogliere lo sguardo in autostrada
Sostenibilità e Scienza dei Materiali: oltre le emissioni allo scarico
La sostenibilità nel 2025 è un concetto olistico che riguarda l’intero ciclo di vita dell’auto. I produttori stanno investendo pesantemente in materiali che riducano l’impatto ambientale della fase produttiva e facilitino il riciclo a fine vita.
Rivestimenti bio-based e tessuti riciclati
L’uso della pelle animale è in rapido declino nei nuovi lanci del 2025, sostituito da alternative vegetali e materiali rigenerati di alta qualità.
Volvo ha introdotto il materiale Nordico, realizzato con polimeri derivati da scarti dell’industria cartaria e poliestere riciclato.
Skoda utilizza tessuti realizzati con fibre ottenute dal riciclo delle bottiglie in PET e, nella nuova Octavia, componenti prodotti a partire dalle fibre corte dei jeans triturati.
Continental ha avviato la produzione di serie di pneumatici che incorporano gomma naturale estratta dalle radici del dente di leone, una risorsa che richiede meno terreno e acqua rispetto alle piantagioni tradizionali.
La ricerca si sta spostando anche verso la riduzione del peso tramite l’uso di fibre composite naturali, come il lino intrecciato, che richiede molta meno energia per essere prodotto rispetto alla plastica o all’alluminio, offrendo al contempo eccellenti proprietà di smorzamento acustico.
Il segmento del lusso e delle supercar: l’elettrificazione emozionale
Il lusso automobilistico sta affrontando la sfida di mantenere l’esclusività e l’emozione in un mondo elettrificato. Il 2025 è l’anno in cui i marchi più prestigiosi definiscono la loro identità elettrica.
Ferrari: l’attesissima “Ferrari Elettrica”
Il 9 ottobre 2025 è stata la data fissata da Ferrari per svelare la piattaforma della sua prima vettura 100% elettrica, con un lancio commerciale previsto per il 2026. Ferrari ha scelto un approccio di “integrazione verticale”, sviluppando e producendo internamente batterie e motori a Maranello per garantire il controllo totale sulle prestazioni e sulla “voce” dell’auto.
Le specifiche indicano una vettura a quattro motori, con trazione integrale e una potenza di picco che supererà i 1.000 CV in modalità Boost. Nonostante l’assenza di un motore a combustione, Ferrari promette un’esperienza sonora autentica, non artificiale, derivata dall’amplificazione delle frequenze naturali del powertrain elettrico.
Lamborghini e Maserati
Lamborghini prosegue il suo percorso di ibridazione totale con la Urus SE e la Temerario, l’erede della Huracán, che adotta un sistema ibrido plug-in con motore V8 biturbo capace di regimi di rotazione elevatissimi. Maserati, d’altra parte, consolida la gamma “Folgore”, con versioni completamente elettriche della GranTurismo e della Grecale, puntando su un lusso tipicamente italiano unito a prestazioni di vertice.
Sicurezza e Affidabilità: i risultati dei test 2025
La sicurezza stradale ha fatto un balzo in avanti nel 2025, grazie alla diffusione di sistemi ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) più precisi ed economici.
Affidabilità dei sistemi di propulsione
I dati di J.D. Power del 2025 mostrano un quadro interessante sull’affidabilità delle diverse motorizzazioni. Mentre le auto ibride (HEV) si confermano le più affidabili, con il minor numero di problemi per 100 veicoli (199 PP100), le ibride plug-in (PHEV) hanno registrato un calo della qualità, risultando la categoria più problematica (242 PP100) a causa della complessità dei sistemi di gestione integrata. Le auto elettriche pure (BEV) hanno mostrato il miglioramento più rapido, riducendo i difetti legati ai software di gestione termica delle batterie.
Euro NCAP e IIHS: i leader della sicurezza
Nel 2025, ben 18 nuovi modelli hanno ottenuto le ambite 5 stelle Euro NCAP, con risultati particolarmente brillanti per la Volkswagen T-Roc e la nuova Audi Q5. Negli Stati Uniti, l’istituto IIHS ha premiato come “Top Safety Pick+” modelli come la Tesla Model Y, la Honda Civic e la Mazda CX-90, evidenziando l’efficacia dei nuovi airbag centrali per prevenire l’urto tra i passeggeri in caso di impatto laterale.
Modello
Valutazione Sicurezza
Caratteristica Distintiva
Audi Q6 e-tron
Top Safety Pick+
Protezione pedoni avanzata con sensori acustici
Tesla Model Y
Top Safety Pick+
Sistemi di prevenzione urti frontali al vertice
Volvo XC90 (2025)
Top Safety Pick+
Struttura rinforzata per urti a velocità elevata
Honda HR-V
Top Safety Pick+
Sicurezza per i passeggeri posteriori migliorata
Analisi del design 2025: tra aerodinamica e ritorno al passato
Il design automobilistico nel 2025 sta vivendo un interessante paradosso. Per le auto elettriche ad alta autonomia, la forma è dettata esclusivamente dal vento, portando a silhouette “a goccia” molto simili tra loro. Allo stesso tempo, si assiste a una rinascita del design “neo-retrò”, dove i marchi riscoprono i propri canoni stilistici del passato per differenziarsi dalla concorrenza asiatica.
L’importanza del coefficiente aerodinamico (Cx)
Per un’auto elettrica, ridurre il Cx è il modo più economico per aumentare l’autonomia. L’Audi A6 e-tron ha raggiunto un valore di 0,21, uno dei più bassi al mondo, grazie a un frontale carenato, specchietti virtuali (telecamere) e una coda estremamente rastremata. Questo sforzo ingegneristico permette di guadagnare fino a 30 km di autonomia reale in autostrada rispetto a un SUV equivalente.
Il vetro intelligente ed elettrocromico
Una tendenza tecnologica emergente nel 2025 riguarda l’uso di tetti in vetro intelligenti. Sistemi come quelli visti sulla Renault 4 e sulla Tesla Model 3 permettono di oscurare il vetro tramite un comando elettrico, eliminando la necessità di tendine parasole fisiche ingombranti e pesanti, contribuendo così alla riduzione del peso complessivo e migliorando l’abitabilità.
Previsioni per il 2026: i finalisti del Car of the Year
Il 2025 si chiude con l’annuncio dei sette finalisti per il prestigioso premio “Auto dell’Anno 2026”, la cui proclamazione avverrà il 9 gennaio 2026 al Salone di Bruxelles. Questa lista riflette perfettamente le tendenze analizzate in questo rapporto: prevalenza di SUV e crossover, mix di alimentazioni e forte attenzione al valore economico.
I sette finalisti analizzati
Citroën C5 Aircross: Un SUV che punta tutto sul comfort e sulla spaziosità, offrendo un bagagliaio da 479 litri e motorizzazioni che spaziano dal Mild Hybrid all’elettrico puro.
Dacia Bigster: Rappresenta il culmine della strategia di valore di Dacia, offrendo un veicolo di grandi dimensioni a un prezzo accessibile, senza rinunciare a tecnologie ibride moderne.
Fiat Grande Panda: La scommessa di Fiat sul mercato globale, capace di unire design iconico e flessibilità energetica.
Kia EV4: Una berlina elettrica dal design audace che sfida le convenzioni del segmento, promettendo autonomie fino a 625 km.
Mercedes-Benz CLA: Il manifesto tecnologico di Mercedes per la mobilità elettrica compatta, con un sistema a 800V capace di un’autonomia dichiarata di quasi 800 km.
Renault 4: La sintesi perfetta tra nostalgia e praticità elettrica urbana.
Skoda Elroq: Un SUV compatto elettrico che punta sulla solidità costruttiva e sulle soluzioni “Simply Clever” tipiche del marchio boemo.
La vittoria di uno di questi modelli segnerà la direzione del mercato per il prossimo anno, ma la sola presenza di modelli come la Bigster e la Grande Panda tra i finalisti suggerisce che l’industria stia tornando a dare priorità alla concretezza e all’accessibilità economica.
Sfide e Opportunità: il futuro della catena del valore
Il settore automobilistico nel 2025 non è privo di sfide sistemiche. Le tensioni commerciali tra Europa e Cina hanno portato all’introduzione di dazi che stanno rimescolando le carte del mercato, spingendo produttori come BYD e Leapmotor a investire in fabbriche sul suolo europeo per mantenere la competitività.
La corsa alle batterie allo stato solido
Mentre le batterie agli ioni di litio attuali hanno raggiunto una maturità elevata, il 2025 ha visto l’intensificarsi della ricerca sulle batterie allo stato solido (Solid-State Batteries). Marchi come Toyota e Nissan hanno confermato che i primi prototipi di serie inizieranno i test nel 2026, promettendo di risolvere definitivamente l’ansia da autonomia con tempi di ricarica paragonabili a un pieno di benzina.
La resilienza del mercato dell’usato e del noleggio
In un contesto di prezzi delle auto nuove ancora elevati, il 2025 ha visto una crescita esponenziale del mercato del noleggio a lungo termine (NLT) e dell’usato certificato. Per molti automobilisti, il noleggio rappresenta il modo più sicuro per testare la mobilità elettrica senza assumersi il rischio legato alla svalutazione tecnologica e al calo del valore residuo delle batterie.
Sintesi Finale
Il mercato automobilistico del 2025 è un ecosistema in equilibrio dinamico. Da un lato, la spinta verso l’innovazione digitale e l’elettrificazione sta trasformando radicalmente il prodotto “automobile”, rendendolo sempre più simile a un device tecnologico complesso. Dall’altro, la necessità di mantenere volumi di vendita sostenibili sta portando a un ritorno alla concretezza, con un’attenzione rinnovata verso i costi d’acquisto e la praticità d’uso quotidiana.
Le case automobilistiche che usciranno vincitrici da questa fase sono quelle capaci di gestire la complessità di una gamma multi-energia, offrendo al cliente la libertà di scegliere la motorizzazione più adatta alle proprie esigenze senza compromettere la sicurezza, il design o il comfort digitale. In questo scenario, l’Italia si conferma un mercato chiave per testare la resilienza delle tecnologie ibride e la capacità dei marchi di democratizzare l’innovazione, in attesa che l’infrastruttura di ricarica e i costi delle batterie permettano una transizione elettrica di massa realmente inclusiva.
Incentivi e tasse nel Regno Unito: bastone e carota per l’elettrico
Il Regno Unito ha annunciato per il 2026 un piano da quasi 2 miliardi di sterline (650 milioni già stanziati più 1,3 miliardi aggiuntivi) per prorogare al 2030 gli incentivi Electric Car Grant, con un massimo di 3.750 sterline per EV fino a 37.000 sterline di listino, in modo da rendere per gli acquirenti le elettriche un pò più competitive rispetto alle termiche, oltre ad uno stanziamento di 200 milioni di sterline per le colonnine di ricarica.
Questo affianca il mandato ZEV, che impone quote EV crescenti (28% nel 2025, 80% nel 2030, 100% nel 2035 escludendo le termiche pure), ma nonostante tutto le vendite 2025 delle elettriche sono ferme al 22,4% nonostante gli sconti forzati dai costruttori.
Il governo introduce però l’Electric Vehicle Excise Duty (eVED): una tassa di 3 pence per miglio sulle EV (circa 276 sterline/anno extra) e 1,5 pence sulle PHEV, per compensare le mancate accise su benzina/diesel, con incassi previsti a 1,9 miliardi entro 2030/31; oltre all’aumento ,da settembre 2026, delle accise carburanti a 57,95 pence/litro.
Quindi una tassa sulla percorrenza che penalizza chi , vuoi per gli incentivi, vuoi per sentirsi green, ha ceduto alle auto a pile ma si ritrova con costi non preventivati, anche se c’era da aspettarselo: se lo stato incassa meno dalle accise sul termico, dovrà recuperare altrove quei fondi, e quindi giocoforza saranno gli automobilisti , soprattutto quelli che guidano un’elettrica, a pagare il conto, come probabilmente succederà anche in Europa, magari sotto altre forme.
Bassa adozione EV: preferenze per termiche e versatilità
Nonostante incentivi e obblighi, l’elettrico fatica: nel 2024 le EV UK hanno raggiunto solo il 19,6% contro il 22% target, con PHEV all’11% per un totale 33%.
I consumatori preferiscono le termiche rispetto alle elettriche per via dei costi iniziali alti, autonomia limitata, ricarica lenta e versatilità minore sui lunghi tragitti.
Sono inoltre ostacolati dai prezzi dell’energia schizzati alle stelle per la guerra in Ucraina, e dalle infrastrutture di ricarica ritenute insufficienti.
Il governo ha dovuto correggere il tiro sulle elettriche, concedendo delle deroghe per le PHEV fino al 2035, ma i target previsti per 2026 (33%), 2027 (38%) e 2028 (52%) sembrano irraggiungibili senza proroghe.
Ovviamente sono lontani dalle quote della Norvegia, dove la quasi totalità delle auto vendute sono elettriche che alla fine ha cancellato le esenzioni per EV per riequilibrare il proprio bilancio.
Prospettive europee: proroghe obbligate e nuove tasse
In Europa, il Regno Unito prefigura scenari simili: l’UE punta a zero emissioni per il 2035 (ma già si parla di deroghe per le ibride), ma l’adozione delle EV è lenta, soprattutto nelle nazioni meno ricche, influenzata da incentivi nazionali variabili e regolamenti CO2.
La preferenze degli europei per le termiche nasce da motivi economici e pratici, cosa che rende i desiderata della politica, di un abbandono a breve delle termiche, irrealizzabili.
I costruttori europei sanno che facendo all-in sulle auto a batterie finiranno per perdere quote di mercato nei confronti dei produttori cinesi, molto più competitivi sulle elettriche.
Stati come Germania e Francia potrebbero prorogare il ban delle termiche al 2035/2040 per evitare collassi industriali, ma comunque prevedono di compensare le perdite sulle accise dei carburanti con tasse sulle percorrenze EV o power road pricing, come già discusso in Olanda e appena stabilito in UK.
Gli incentivi temporanei (es. quelli in Germania fino a 3000 euro per l’acquisto di una nuova vettura a pile) spingono certamente la transizione, ma gli obblighi rigidi rischiano la resistenza dei cittadini, che non gradiscono l’elettrico, ma soprattutto non si possono permettere di cambiare auto a causa della crisi, men che meno per l’acquisto di una elettrica che costa sensibilmente più di una termica nonostante gli incentivi.
A questo si sommano i ritardi infrastrutturali su colonnine e reti elettriche che rendono il progetto del “tutto elettrico” entro il 2035 improbabile, soprattutto se implementato senza flessibilità.
Verosimilmente , sul fronte europeo, ci saranno delle proroghe che consentiranno una coesistenza di termico ed elettrico, con un adozione dell’elettrico più graduale, dando tempo alle elettriche di far maturare le tecnologie e consentire un abbassamento dei prezzi e un aumento delle autonomie, senza necessariamente dover forzare la mano con incentivi o imposizioni di legge.
Kia Seltos: debutto europeo della seconda generazione
Dopo il successo globale dal 2019, la Kia Seltos si prepara a sbarcare per la prima volta in Europa con la sua seconda generazione, annunciata per il 2026. Il SUV compatto, lungo circa 4,40 metri, si inserisce idealmente tra la Stonic, la XCeed e la Sportage per colmare un segmento di mercato molto dinamico.
La presentazione ufficiale è fissata per il 10 dicembre 2025, con un lancio commerciale europeo previsto per il 2026.
Design moderno e linea spigolosa
La nuova Kia Seltos adotta il linguaggio stilistico “Opposites United” tipico dei modelli elettrici e recenti progetti Kia, con proporzioni compatte, superfici funzionali e linee più squadrate che accentuano l’aggressività e la robustezza.
Il frontale si distingue per una firma luminosa a stella “Star Map”, mentre il posteriore presenta luci orizzontali e verticali integrate che enfatizzano la larghezza, accompagnate da maniglie incassate per un profilo aerodinamico più armonico.
Le versioni X-Line e GT-Line offriranno design esterno e interni personalizzati per soddisfare diverse preferenze estetiche.
Motorizzazioni ibride e tecnologia all’avanguardia
Pur non ancora ufficiali, è atteso che la Kia Seltos europea monti motori benzina 1.6 T-GDi da 150 o 180 CV, probabilmente in versione mild o full hybrid, in linea con la strategia di elettrificazione del marchio.
Tra le novità più interessanti la possibile introduzione della trazione integrale “e-AWD” elettrica, che attiva le ruote posteriori tramite motore elettrico quando necessario, mantenendo bassi consumi senza rinunciare a prestazioni e sicurezza.
Queste tecnologie posizioneranno la Seltos come un concorrente moderno e versatile nel segmento B-SUV.
Posizionamento e prospettive di mercato
Con un prezzo atteso intorno ai 25-30.000 euro e dimensioni simili alla XCeed, la Kia Seltos punta a diventare una delle proposte più interessanti e competitive nei SUV compatti europei, offrendo spazio interno ampliato, buona dotazione tecnologica e un design distintivo.
La produzione inizierà in Corea del Sud ad agosto 2026, con il debutto europeo probabilmente entro il 2027, allineando il modello ai mercati globali.
Questa prima versione europea della Kia Seltos rappresenta un passo importante per Kia nel rafforzare la sua offerta nei SUV, con un mix di stile, tecnologia e motorizzazioni pulite che risponde alle esigenze dei guidatori moderni in Europa.
I motori ibridi dominano il mercato automobilistico italiano del 2025, con un boom di vendite (+30% su mild e full hybrid) grazie a consumi ridotti sotto i 5 l/100 km, affidabilità elevata e incentivi statali per transizione green. Modelli come Fiat Panda e Toyota Yaris guidano le classifiche per efficienza urbana e lunghi tragitti, superando le pure elettriche in flessibilità.
Fiat Panda 1.0 Mild Hybrid: Il Re della Città
Il motore 1.0 tre cilindri mild hybrid da 70 CV della Fiat Panda unisce benzina e piccolo elettrico per 5,2 l/100 km medi, ideale per traffico quotidiano senza ricarica. Leader assoluto nelle immatricolazioni 2025 con oltre 50.000 unità, offre costi manutenzione bassi e una buona affidabilità, nonostante non sia il più vivace sulla piazza , e che perderà pure 5 cavalli per rientrare nelle nuove norme sulle emissioni, già sulla nuova 500 ibrida e sulla versione 2026 della Panda. Rimane comunque perfetto per neopatentati o famiglie urbane, ma può soffrire il peso dell’auto, portando a poco lusinghieri valori sullo 0-100.
Consumi reali: 4,8 l/100 km extraurbano.
Accelerazione 0-100 km/h: 13 secondi.
Prezzo base: 15.000 euro con incentivi.
Toyota Yaris Cross 1.5 Full Hybrid: Affidabilità Giapponese
Il 1.5 full hybrid da 130 CV della Yaris Cross garantisce 4,5 l/100 km e 80% guida elettrica in città, con batteria autorigenerante e zero emissioni brevi tratti. Top per affidabilità (1° in classifiche J.D. Power 2025), resiste oltre 300.000 km senza problemi. Ideale per pendolari autostradali.
Autonomia totale: 800 km serbatoio pieno.
Bagagliaio: 397 litri.
Optional sicurezza: Toyota Safety Sense 3.0.
Renault Clio E-Tech Full Hybrid: Francese Efficiente
Il 1.6 full hybrid da 145 CV della Clio raggiunge 4,3 l/100 km, con cambio automatico fluido e modalità EV fino 80 km/h. Seconda nelle vendite ibride 2025, eccelle in comfort e connettività Android Auto. Scelta smart per giovani under 35, specie nella versione appena aggiornata.
Alfa Romeo Tonale 1.3 PHEV: Potenza Plug-in
Il plug-in hybrid 1.3 turbo da 280 CV della Tonale offre 80 km elettrico puro e 1,5 l/100 km ibrido, unendo sportività italiana a emissioni basse. Prestazioni da 6 secondi 0-100 km/h, per chi cerca emozioni senza sacrifici.
Nel complesso mondo della compravendita di auto usate, l’arma migliore a disposizione dell’acquirente è l’informazione. Sempre più persone, per rendere più sicuro un acquisto tra privati, si affidano ai report sul veicolo. Questi servizi funzionano in modo semplice: basta inserire il numero di targa o il numero di telaio per ottenere in pochi clic un documento dettagliato sulla storia dell’auto. La domanda che tutti si pongono è: l’auto che sto per comprare è davvero quella che sembra, o potrei incappare in una truffa?
Purtroppo, anche questi strumenti nati per garantire trasparenza sono diventati un bersaglio per i truffatori, che hanno affilato le loro tecniche per sfruttarli a proprio vantaggio. Ma cosa sono esattamente questi report, come funzionano le truffe e, soprattutto, come ci si può proteggere?
Cosa Sono i Report Auto e Quali Sono i Più Affidabili
I report auto sono servizi innovativi che forniscono un’istantanea della storia del veicolo. L’obiettivo è dare all’acquirente chiarezza sul bene che sta acquistando e al venditore un’indicazione sul giusto prezzo di mercato.
Si distinguono principalmente in due categorie:
Report sullo storico del veicolo: Forniscono informazioni cruciali come:
Sinistri e incidenti pregressi
Storico del chilometraggio (per scovare lo schilometraggio)
Numero di precedenti proprietari
Eventuali vincoli o gravami (p.ign., fermi amministrativi)
Storia delle immatricolazioni e importazione
Tra i più famosi a livello internazionale ci sono Carfax e CarVertical.
Report sul valore del veicolo: Servizi che, basandosi su dati di mercato, chilometraggio e ubicazione, forniscono una stima del prezzo di vendita o acquisto. Esempi sono i servizi di quotazione di Quattroruote o Eurotax.
Attenzione: In Italia, alcune di queste informazioni sono disponibili a costo ridotto o gratuitamente:
Storico chilometraggio: Portale dell’Automobilista o app dedicate.
Vincoli o gravami: Visura sul sito ACI o tramite un’agenzia di pratiche auto.
Sinistri: Richiesta di controllo al proprio assicuratore di fiducia.
Optare per un report a pagamento da un’azienda specializzata rimane però la scelta migliore per ottenere rapidamente tutte le informazioni in un unico documento chiaro e completo.
Bisogna comunque tenere presente che questi report non sempre riescono a tracciare interventi fuori dalle reti ufficiali, ad esempio un sinistro riparato da un carrozziere in nero, quindi se sono molto validi nell’acquisto di auto ex aziendali, non sempre possono scovare le magagne di auto possedute da privati.
Le Truffe Più Comuni: Così i Malintenzionati Sfruttano i Report
Il paradosso è che uno strumento nato per prevenire le truffe è ora usato per orchestrarne di nuove. Ecco gli schemi più collaudati.
Il copione tipico prevede un finto acquirente che, trovato l’annuncio online, contatta il venditore mostrando grande interesse. Prima di concludere, però, insiste ossessivamente per ottenere un report auto, minando di fatto la trattativa se la richiesta non viene soddisfatta.
Il truffatore, però, non suggerirà mai un portale affidabile. Indicherà invece un sito da lui controllato, fornendo un link diretto. Per convincere il venditore, userà scuse plausibili:
“Ho già speso troppo in report recentemente.”
“Mi fido solo di questo portale, l’ho usato altre volte.”
Mostrerà recensioni false su piattaforme terze.
Una volta agganciata la vittima, si aprono tre pericolosi scenari:
La Sottrazione del Costo del Report: Il sito incassa il pagamento per il report (che potrebbe non arrivare mai o essere fasullo) e il finto acquirente sparisce. L’obiettivo era semplicemente intascare il costo del servizio, magari costringendoti a pagare più volte per un “errore di sistema”.
Il Furto dei Dati della Carta di Credito: Questo è il rischio più grave. La piattaforma di pagamento è un clone falso di un istituto bancario. Inserendo i propri dati per pagare il report, si consegnano involontariamente al truffatore tutti gli estremi della carta, che verrà poi usata per acquisti fraudolenti o per svuotare il conto corrente.
La Svalutazione Artificiale del Veicolo: In questo caso, il truffatore vuole l’auto a un prezzo stracciato. Il report, falsificato, mostrerà incidenti mai avvenuti o altri problemi gravi. Il venditore, colto alla sprovvista, accetterà uno sconto consistente pur di non perdere l’affare.
Come Proteggersi: 5 Regole d’Oro
Diffida delle Richieste Insistenti: Di norma, è l’acquirente che dovrebbe farsi carico del costo del report per la sua protezione. Se un compratore spinge perché sia il venditore a pagare, è un campanello d’allarme.
Usa Solo Piattaforme Affidabili: Insisti nell’utilizzare solo servizi noti e certificati come CarVertical, Carfax o AutoDNA. Rifiuta categoricamente link a siti sconosciuti.
Controlla l’URL con Cura: I siti clone hanno indirizzi web molto simili a quelli originali, ma con piccole differenze (es. “.net” invece di “.it” o errori di battitura). Verifica sempre di essere sul sito ufficiale.
Valuta la Reale Necessità: Se non servono dettagli storici ultra-dettagliati, una semplice visura ACI può essere sufficiente per verificare i dati essenziali.
Mai Dati di Pagamento Sensibili: Non fornire mai a terzi i codici di sicurezza della carta o, peggio, le credenziali del tuo home banking. Un sito legittimo non le chiederà mai.
Non Solo Report: Attenzione alla Fase di Pagamento
Anche con un report perfetto, la fase di pagamento rimane un momento critico. Metodi tradizionali come l’assegno o il bonifico ordinario possono nascondere insidie. La soluzione più moderna e sicura è il bonifico istantaneo, che garantisce l’accredito immediato e irrevocabile del denaro. Prima della transazione, però, verifica con la tua banca l’assenza di blocchi automatici per importi elevati, nati per tutelarsi dalle estorsioni, per evitare spiacevoli intoppi durante il passaggio di proprietà.
In conclusione, i report auto sono uno strumento potentissimo per un acquisto consapevole, ma la loro efficacia dipende dalla tua capacità di usarli in modo intelligente e sicuro. La diffidenza, in questo caso, non è un difetto, ma una virtù.
L’ARRIVO DEL NUOVO SUV Il marchio cinese Omoda, parte del colosso Chery, sta per arricchire la sua offerta europea con un modello chiave: la Omoda 4. Abbiamo avuto l’opportunità di osservare in anteprima questo compatto B-SUV, che promette di combinare un design aggressivo, tecnologie all’avanguardia e un prezzo competitivo. La commercializzazione in Italia è prevista per la seconda metà del 2026, tra ottobre e novembre, con prezzi che dovrebbero partire da circa 20.000 euro. Curiosamente, quest’auto doveva inizialmente chiamarsi Omoda 3, ma all’ultimo momento il nome è stato cambiato in “4”, allineandosi alla nomenclatura dei modelli maggiori come Omoda 5 e Omoda 7.
IL MARCHIO OMODA: LA STRATEGIA EUROPEA DI CHERY Omoda rappresenta il braccio più moderno e globalizzato del gruppo cinese Chery, nato con l’obiettivo preciso di competere sui mercati internazionali, in particolare in Europa. La strategia è chiara: proporre veicoli con un design audace e una tecnologia ricca a prezzi accessibili, puntando dritto al cuore di segmenti competitivi come quello dei SUV compatti. L’arrivo della Omoda 4 è un tassello fondamentale per espandere la gamma e offrire un’alternativa sempre più convincente ai modelli europei e coreani.
MOTORI: UNA GAMMA A TUTTA TECNOLOGIA La Omoda 4 si presenterà sul mercato con un’ampia scelta di powertrain, soddisfacendo le diverse esigenze della clientela.
Full Hybrid: La versione principale è un ibrida full hybrid 1.5 a benzina da 204 CV. In questo sistema, il motore a benzina agisce spesso come un generatore per la batteria, lasciando che la trazione sia affidata prevalentemente al motore elettrico a basse e medie velocità, garantendo grande efficienza negli spostamenti urbani.
Elettrica (BEV): Non mancherà una versione completamente elettrica, con un motore da 204 CV e una batteria LFP da 61 kWh che promette un’autonomia di circa 450 km (ciclo CLTC). Supporta la ricarica rapida in continua fino a 119 kW, permettendo di ricaricare la batteria in poco più di 20 minuti in condizioni ideali.
Plug-in Hybrid (PHEV): È attesa anche una variante ibrida plug-in, che dovrebbe abbinare un 1.5 turbo a un motore elettrico per una potenza combinata di circa 245 CV e un’autonomia in modalità elettrica pura di circa 90 km (WLTP).
Benzina: Per una scelta più tradizionale, resterà disponibile un motore benzina 1.5 da circa 140 CV.
DESIGN “CYBER MECHA” E INTERNI AVVENIRISTICI La Omoda 4 si distingue per un’estetica spigolosa e futuristica, ispirata al linguaggio “Cyber Mecha” che richiama i robot e i mech dei manga. Il frontale, particolarmente grintoso, è caratterizzato dalla firma visiva “O-Universe Lightning”. Nonostante le dimensioni compatte (circa 4.40 metri di lunghezza), l’abitacolo è risultato abbastanza spazioso. L’abitacolo, definito “Starship Cockpit”, crea un’atmosfera avveniristica con forme che richiamano l’astronautica. Al centro campeggia un grande display verticale per l’infotainment. Una nota di colore: il pulsante di accensione è nascosto sotto uno sportellino rosso sulla console, in un gesto che ricarda l’emozione di avviare una supersportiva.
E LA VERSIONE “ULTRA”? Omoda ha già svelato di avere in serbo una versione più sportiva: la Omoda 4 Ultra. Questa variante si distinguerà per un body kit aggressivo che include uno splitter anteriore, uno spoiler posteriore, inserti specifici e cerchi in lega dal design esclusivo che lasciano intravedere pinze freno gialle. La meccanica dovrebbe basarsi sullo stesso sistema ibrido full hybrid da 204 CV della versione standard, con un’accelerazione 0-100 km/h stimata in circa 8 secondi. Il suo arrivo è previsto nella seconda metà del 2026.
IN SINTESI Con la Omoda 4, il marchio cinese dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista nel segmento dei B-SUV europei. Un design che non passa inosservato, una gamma motori completa e tecnologicamente avanzata, e un prezzo di ingresso aggressivo sono le carte migliori che questo nuovo arrivato ha da giocarsi per convincere un pubblico sempre più esigente.
PIÙ CAVALLI PER L’IBRIDA FULL-HYBRID La Hyundai Tucson, uno dei SUV più apprezzati e venduti del mercato, si rinnova per il model year 2026 con un aggiornamento di grande importanza sotto il cofano. La novità principale riguarda la versione full-hybrid, che vede una significativa impennata di potenza: i cavalli passano da 215 a 239 CV. Questo incremento di performance non modifica l’architettura consolidata, che continua ad abbinare il classico 4 cilindri turbo benzina 1.6 T-GDI a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a sei rapporti. La versione ibrida è disponibile sia a trazione anteriore che integrale.
CENNI STORICI: DA COMPATTA A ICONA GLOBALE La storia della Tucson inizia nel 2004, quando Hyundai lanciò il suo primo SUV compatto per competere in un mercato in forte crescita. Nel corso di quattro generazioni, la Tucson ha saputo evolversi radicalmente, passando da un’utilitaria con ambizioni fuoristrada a un veicolo sofisticato, design avveniristico e tecnologie all’avanguardia. L’attuale generazione, con il suo design “Parametric Dynamics” e le superfici sfaccettate, ha segnato un punto di rottura, affermandosi come un riferimento nel segmento.
UNA GAMMA MOTORI AMPIA E COLLAUDATA Accanto al potenziato sistema full-hybrid, la gamma Tucson 2026 rimane completa e articolata. Restano confermate le altre due motorizzazioni:
Il benzina 1.6 T-GDI da 150 CV, abbinabile a un cambio manuale o al doppia frizione DCT.
Il diesel mild-hybrid 48V 1.6 CRDi da 136 CV, disponibile esclusivamente con il cambio DCT.
L’interno dell’abitacolo non subisce modifiche sostanziali, mantenendo il suo layout orizzontale e il caratteristico selettore del cambio posizionato sul piantone dello sterzo, che libera spazio sulla console centrale per la comoda ricarica wireless per smartphone.
TECNOLOGIA E CONNESSITÀ AL PASSO CON I TEMPI La Tucson 2026 conferma il suo impegno nella digitalizzazione. La connettività è garantita dagli aggiornamenti Over-the-Air (OTA), dai servizi Hyundai LIVE, dal sistema Bluelink e dalla Digital Key 2.0, che trasforma il proprio smartphone o smartwatch in una chiave digitale. La sicurezza è affidata al ricco pacchetto Hyundai SmartSense, già di serie dall’allestimento base XTech. Include sistemi di assistenza alla guida come il Forward Collision Assist con riconoscimento di veicoli, pedoni e ciclisti, il cruise control adattivo intelligente e il monitoraggio dell’attenzione del guidatore.
GLI ALLESTIMENTI: DAL BASE ALLO SPORTIVO La struttura della gamma per il 2026 rimane invariata, con quattro allestimenti principali e tre pacchetti opzionali (Lounge, Premium, Deluxe).
XTech (Base): Include cerchi in lega da 17”, sistema di navigazione da 12,3” con Apple CarPlay e Android Auto wireless, strumentazione LCD, cruise control, paddle al volante e sensori di parcheggio anteriori e posteriori.
Business: Aggiunge sedili regolabili elettricamente, cerchi da 18”, vetri oscurati, Smart Cruise Control e Blind Spot Assist.
Excellence: Il top di gamma per il lusso, con cerchi da 19”, fari Matrix LED full, portellone elettrico, Head-Up Display e impianto audio Krell.
N Line: La versione dall’estetica sportiva, con paraurti specifici, cerchi da 19” esclusivi, interni in pelle/scamosciato con cuciture rosse e pedaliera in metallo.
LISTINO PREZZI HYUNDAI TUCSON 2026
Allestimento
Motorizzazione
Trazione
Cambio
Potenza (CV)
Prezzo
XTech
1.6 T-GDI Benzina
2WD
Manuale (MT)
150
€ 33.400
XTech
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD
Automatico (AT)
239
€ 37.500
Business
1.6 T-GDI Benzina
2WD
MT o DCT
150
€ 35.900
Business
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 35.900
Business
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 39.900
Excellence
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 42.200
Excellence
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 42.200
N Line
1.6 CRDi Diesel MHEV
2WD
DCT
136
€ 42.200
N Line
1.6 HEV Full-Hybrid
2WD / 4WD
Automatico (AT)
239
€ 42.200
Con questo aggiornamento, la Hyundai Tucson 2026 consolida la sua posizione di SUV completo e tecnologico, puntando su un’ibrida più prestante per soddisfare una clientela sempre più attenta alle performance e all’efficienza.
ADDIO DOPO UN DECENNIO DI SUCCESSI Un capitolo importante della storia automobilistica italiana ed europea si è appena chiuso. Dopo undici anni e milioni di esemplari prodotti, l’ultima Jeep Renegade ha lasciato la linea di produzione dello stabilimento Stellantis di Melfi. A comunicarlo è stata la UGL Basilicata, che ha voluto sottolineare il peso simbolico di questo momento, non solo per il sito produttivo lucano ma per l’intero settore automotive nazionale. Con la Renegade se ne va un’icona, un modello che ha portato il DNA Jeep nel segmento dei SUV compatti. La sua vettura gemella, la Fiat 500X, l’aveva già preceduta, uscendo di scena nel 2023.
LA STORIA DI UN MODELLO ICONICO Il suo lancio nel 2014 segnò una vera e propria rivoluzione per il marchio a sette feritoie. La Renegade fu, infatti, la prima Jeep nella storia a essere prodotta al di fuori degli Stati Uniti, diventando rapidamente uno dei simboli dell’allora Fiat Chrysler Automobiles. Il suo successo in Europa fu immediato e travolgente, grazie a una formula vincente: un design inconfondibile che riprendeva i tratti dei fuoristrada più grandi in un formato compatto (è lunga 4,24 metri), unito a un’ampia gamma di motorizzazioni. Tuttavia, la piattaforma su cui è nata – progettata originariamente da Fiat – è oggi considerata obsoleta e non rientra più nei piani di sviluppo futuri del gruppo Stellantis. A pesare sulla decisione, anche il nuovo corso strategico di Jeep, sempre più focalizzato sull’elettrificazione e su modelli di segmento superiore.
UN’EREDA ATTESA PER IL 2027 Cosa succede ora? Al momento, non esiste una sostituta diretta della Renegade. Il suo spazio nell’offerta Jeep verrà temporaneamente coperto dagli altri modelli in gamma: la piccola Jeep Avenger (lunga 4,08 metri), disponibile in versione elettrica o mild hybrid, e la nuova Compass, che nella generazione attuale è cresciuta (4,55 metri) e poggia sulla moderna piattaforma STLA Medium. Tuttavia, secondo alcune voci di corridoio, Jeep non avrebbe abbandonato del tutto il segmento. Si sta lavorando a una nuova generazione della Renegade, che potrebbe vedere la luce intorno al 2027. Questa futura erede, si dice, sarebbe basata sulla piattaforma “Smart Car” e verrebbe costruita in Polonia.
MELFI SI TRASFORMA: DA RENEGADE A POLO ELETTRIFICO Lo stabilimento di Melfi, dove oggi si volta pagina, non si ferma. Anzi, è già nel pieno di una profonda trasformazione. All’interno degli stessi capannoni che hanno dato vita alla Renegade, è già partita la produzione in serie della nuova Jeep Compass. A questa si affiancheranno presto la DS N° 8 e, a partire dal 2026, la Lancia Gamma. Con l’addio alla Renegade e alla 500X, lo stabilimento lucano si sta riconvertendo a polo di eccellenza per l’elettrificazione del gruppo Stellantis. Tutti i nuovi modelli, infatti, utilizzeranno la piattaforma STLA Medium, progettata per veicoli elettrici nativi e dotata di sistemi di guida assistita all’avanguardia.
MA LA RENEGADE VIVE ANCORA… IN BRASILE Per gli appassionati europei è un addio, ma la carriera globale della Jeep Renegade non è finita del tutto. Il modello continuerà a essere prodotto e commercializzato per un altro periodo nello stabilimento di Goiânia, in Brasile, dove gode ancora di ottima popolarità. Con oltre due milioni di unità prodotte in tutto il mondo, la Jeep Renegade ha rappresentato una pietra miliare per il marchio, dimostrando come un’idea coraggiosa – una Jeep piccola e “europea” – potesse conquistare il mercato, scrivendo una pagina indelebile di storia industriale.
Nel mondo dei fuoristrada, il nome Land Cruiser è sinonimo di indistruttibilità e capacità leggendarie. Una storia che inizia negli anni ’50, quando il precursore BJ dimostrò la sua tempra sulle aspre montagne giapponesi, per poi evolversi in icone come l’indimenticabile FJ40 e nei modelli di lusso come l’odierna J300. Oggi, Toyota annuncia un ritorno alle origini con un colpo di scena: la nuova Land Cruiser FJ.
Purtroppo, per gli appassionati del Vecchio Continente, c’è subito un’amara nota: questa piccola fuoristrada, il cui lancio è previsto per la metà del 2026 partendo dal Giappone, non è al momento prevista per il mercato europeo.
Stessa filosofia, dimensioni più aggressive
Se ne parlava da tempo e ora è ufficiale: la Land Cruiser FJ è una realtà. Prendendo ispirazione dalla sorella maggiore, questa “baby” Land Cruiser incarna la stessa filosofia robusta e avventurosa, ma racchiusa in una carrozzeria molto più compatta.
Con una lunghezza di 4.575 mm, la FJ è ben 40 centimetri più corta dell’attuale Land Cruiser. Questo, unito a un passo accorciato di 270 mm, si traduce in un’ottima manovrabilità e un raggio di sterzata di soli 5,5 metri, un vantaggio enorme sui sentieri più impervi.
Alla base del progetto c’è una versione riadattata della collaudata piattaforma IMV, la stessa che equipaggia il robusto pick-up Hilux. Questo garantisce una struttura incredibilmente rigida, rinforzata da protezioni sotto scocca per difendere gli organi meccanici durante le escursioni più estreme.
Design squadrato e “fai da te”
Il design della FJ è un chiaro omaggio al suo passato. Linee spigolose, parafanghi removibili per una riparazione facile e low-cost in caso di danni, e un frontale che offre due anime: luci diurne a “C” di serie o, optional ancor più affascinante, fari rotondi che richiamano direttamente le generazioni storiche della Land Cruiser. Completano il look posteriore il portellone apribile lateralmente e l’immancabile ruota di scena montata sul portellone.
Toyota promette che la FJ sarà una tela bianca per gli amanti del personalismo, con un’ampissima gamma di accessori dedicati all’off-road per modellarla secondo le proprie esigenze.
Abitacolo funzionale, guidare senza distrazioni
L’interno è un trionfo di praticità. La plancia è orizzontale e semplice, pensata per permettere al guidatore di percepire immediatamente l’assetto del veicolo, sia su strada che su terreni sconnessi. La linea di cintura bassa migliora la visibilità del terreno, mentre schermi e comandi sono raggruppati per minimizzare le distrazioni. Anche la leva del cambio è stata posizionata studiando l’ergonomia per un azionamento il più naturale possibile. Non mancherà, ovviamente, la suite Toyota Safety Sense.
Motore: poca potenza, molta affidabilità
Cuore pulsante della Land Cruiser FJ è un collaudato 4 cilindri a benzina da 2.7 litri, in grado di erogare 163 CV e 246 Nm di coppia. L’accoppiata con il cambio automatico a 6 marce SuperECT e un sistema di trazione integrale part-time è una garanzia di semplicità e affidabilità meccanica, piuttosto che di performance esasperate.
In conclusione, la Toyota Land Cruiser FJ si presenta come l’erede spirituale dei modelli più puri e essenziali della gamma. È un fuoristrada pensato per l’avventura senza froncoli, agile, robusto e facilmente personalizzabile. Peccato che, almeno per ora, questo gioiellino made in Thailandia rimarrà un sogno proibito per gli appassionati europei.