Categoria: Moto

  • Kawasaki Versys 650: l’endurona versatile che non teme confronti

    Kawasaki Versys 650: l’endurona versatile che non teme confronti

    Kawasaki Versys 650: la regina delle stradali versatili

    Presentata per la prima volta nel 2006, la Kawasaki Versys 650 (dall’inglese “VERsatil SYStem”) rappresenta da quasi 20 anni il punto di riferimento nel segmento delle endurone stradali. Concepita per chi cerca un’alternativa agile alle maxi-enduro, unisce la maneggevolezza di una naked alla comfortevolezza di una tourer.

    L’evoluzione di un mito

    • 2006: Debutto con design firmato Shunji Tanaka (stilista della Mazda MX-5)
    • 2015: Restyling con migliorie al motore e all’estetica
    • 2022: Aggiornamento tecnologico con TFT da 4,3″full LED e controllo di trazione
    • 2024: Confermata l’offerta con prezzo a partire da €8.490

    Cuore bicilindrico: potenza e coppia ben dosate

    Il motore derivato dalla ER-6n è un bicilindrico parallelo da 649 cc che offre:

    • 64 CV a 8.000 giri (47 kW)
    • Coppia massima 61 Nm a 6.800 giri
    • Alimentazione ad iniezione elettronica
    • Cambio a 6 marce sempre in presa

    Prestazioni certificate:

    • 0-100 km/h: 4,4 secondi
    • Velocità max: 176,9 km/h
    • Ripresa 50-120 km/h: fulminea grazie alla coppia ai medi

    “Il motore spinge con decisione fino a 7.000 giri, oltre è meglio scalare per evitare vibrazioni” – Test rider Motociclismo


    Ciclistica: stabilità senza rinunciare all’agilità

    Telaio e sospensioni

    • Telaio a diamante in acciaio ad alta resistenza
    • Forcella a steli rovesciati da 41 mm (regolabile)
    • Monoammortizzatore posteriore con precarico regolabile

    Freni

    • Anteriore: Doppio disco da 300 mm con pinze a 2 pistoncini
    • Posteriore: Disco singolo da 220 mm
    • ABS di serie ben calibrato

    Frenata da 100 km/h: Solo 39,7 metri


    Comfort e tecnologia: pensata per i lunghi viaggi

    Abilità stradali

    • Altezza sella: 835 mm (accessibile)
    • Peso a secco: 207 kg
    • Serbatoio: 19 litri

    Dotazioni

    • Parabrezza regolabile su 4 posizioni manualmente
    • Fari full LED con luce diurna
    • Cruscotto TFT da 4,3″ con connessione Bluetooth
    • Kawasaki TRaction Control (2 livelli)

    Consumi e autonomia: economica nonostante la stazza

    PercorsoConsumo (km/l)Autonomia*
    Autostrada19,82376 km
    Extraurbano32,41615 km
    Misto (90 km/h)26,86510 km
    Massima velocità10,20193 km

    *Calcolata su serbatoio da 19 litri


    Versys 650 vs la concorrenza

    ModelloPotenzaPesoPrezzoVantaggi
    Versys 65064 CV207 kg€8.490Miglior bilanciamento
    Yamaha Tracer 773 CV196 kg€8.999Più sportiva
    Suzuki V-Strom 65071 CV213 kg€9.099Più robusta
    Honda Transalp83 CV208 kg€10.499Più tecnologica

    Perché sceglierla?

    ✅ Posizione di guida comoda ed ergonomica
    ✅ Motore affidabile e collaudato
    ✅ Manutenzione economica rispetto alla concorrenza
    ✅ Valore nel tempo garantito dal marchio Kawasaki

    Disponibile nei colori: Verde Kawasaki, Nero opaco e Grigio metallizzato.


    Conclusioni: un’icona sempre attuale

    La Versys 650 continua a dimostrare che non servono 1000 cc per viaggiare bene. Con il giusto mix di agilità, comfort e tecnologia, resta una delle scelte più intelligenti per chi cerca una moto per tutto l’anno.

    Voi che ne pensate? La preferite alle rivali giapponesi?

  • Voge Trofeo 500 AC: l’essenza della modern classic a un prezzo irresistibile

    Voge Trofeo 500 AC: l’essenza della modern classic a un prezzo irresistibile

    Voge Trofeo 500 AC: quando lo stile incontra la sostanza

    Il marchio cinese Voge (acronimo di VOlume GEneration) sta conquistando il mercato europeo con proposte che uniscono design accattivante, componentistica di qualità e prezzi aggressivi. La Trofeo 500 AC, versione potenziata della sorella minore 300, rappresenta oggi una delle migliori alternative nel segmento delle modern classic accessibili.

    Un bicilindrico che sorprende

    Cuore pulsante della Trofeo è un bicilindrico parallelo da 471 cc che eroga:

    • 47 CV a 8.500 giri (perfetti per patente A2)
    • Coppia massima di 43 Nm a 7.000 giri
    • Doppia mappatura (Standard/Sport)

    Il motore, raffreddato a liquido, si mostra docile ai bassi regimi ma capace di sfogare una sorprendente grinta ai medi, pur manifestando alcune vibrazioni sulle pedane oltre i 6.000 giri.


    Dotazioni da premium a un prezzo popolare

    Telaio e sospensioni

    • Telaio in tubi d’acciaio ad alta resistenza
    • Forcella Kayaba rovesciata da 41 mm (regolabile)
    • Monoammortizzatore posteriore con precarico regolabile

    Impianto frenante

    • Doppio disco anteriore da 298 mm con pinze Nissin
    • Disco posteriore da 240 mm
    • ABS ben calibrato e non intrusivo

    Comfort ed elettronica

    • Sella ribassata a 81 cm con imbottitura generosa
    • Serbatoio “a goccia” da 19 litri con logo in rilievo
    • Cruscotto TFT da 5″ con connessione smartphone e regolazione automatica luminosità

    Su strada: agile e divertente

    Nonostante i 185 kg a secco, la Trofeo 500 AC si dimostra:

    • Manegevole in città grazie al passo contenuto (145 cm)
    • Stabile in curva con un’avantreno che ispira fiducia
    • Comoda per viaggi medio-lunghi grazie alla posizione di guida rilassata

    La velocità massima dichiarata di 160 km/h la rende adatta anche all’uso autostradale, mentre i consumi contenuti (circa 20 km/l) garantono un’autonomia di oltre 350 km.


    Promozione imperdibile: qualità a meno di 6.000€

    Mentre le concorrenti europee (come la Royal Enfield 650 Twin o la Honda CB500F) partono da prezzi ben più elevati, Voge offre la Trofeo 500 AC con una promozione a €5.690 (contro i €6.490 di listino). Un vero affare considerando:
    ✔ Finitura curata con dettagli premium
    ✔ Componentistica di marca (Kayaba, Nissin)
    ✔ Garanzia 3 anni inclusa


    Perché sceglierla?

    ✅ Design modern classic senza tempo
    ✅ Bicilindrico vivace ma gestibile con patente A2
    ✅ Rapporto qualità/prezzo imbattibile
    ✅ Garanzia estesa che dimostra la fiducia del costruttore

    Disponibile in concessionaria nei colori: Nero opaco, Verde british e Grigio metallizzato.


    Conclusioni: la modern classic per chi non segue il branco

    La Voge Trofeo 500 AC colpisce per l’equilibrio tra carattere, dotazioni e accessibilità. Pur non raggiungendo il livello di rifinitura delle giapponesi, rappresenta una soluzione intelligente per chi cerca una moto completa senza spendere una fortuna.

    Cosa ne pensate? Sareste disposti a puntare su un marchio cinese così ben equipaggiato?

  • Suzuki DR-Z4S e DR-Z4SM 2025: il ritorno delle leggendarie enduro

    Suzuki DR-Z4S e DR-Z4SM 2025: il ritorno delle leggendarie enduro

    Suzuki DR-Z4: il ritorno di un mito

    Dopo 25 anni di onorato servizio, le leggendarie DR-Z400S e DR-Z400SM lasciano il posto alle nuove DR-Z4S e DR-Z4SM 2025. Presentate all’EICMA 2024, queste moto rappresentano il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione nel mondo delle enduro e supermotard.

    La storia della DR-Z

    La serie DR-Z nasce nel 2000 come evoluzione delle celebri DR Big degli anni ’80. Con la DR-Z400, Suzuki ha creato:

    • Un’icona dell’enduro versatile
    • Una delle supermotard più amate
    • Una moto apprezzata sia su strada che fuoristrada

    Ora, la quarta generazione riprende questo DNA con importanti evoluzioni tecnologiche.

    DR-Z4S

    Due anime, una sola passione

    DR-Z4S 2025 – L’enduro Ready 4 Anything

    • Ruote: 21″ anteriore / 18″ posteriore
    • Pneumatici: IRC GP-410 semi-tassellati
    • Sospensioni KYB: 280mm escursione anteriore
    • Altezza sella: 920mm
    • Peso: 151kg

    DR-Z4SM 2025 – Il supermotard Your streets. Your playground

    • Ruote: 17″ full asfalto
    • Pneumatici: Dunlop Sportmax Q5A
    • Sospensioni KYB: 260mm escursione anteriore
    • Altezza sella: 890mm
    • Peso: 154kg
    DR-Z4SM

    Cuore tecnologico: il motore e l’elettronica

    Motore

    • Monocilindrico 4T 398cc
    • Raffreddamento a liquido
    • Distribuzione DOHC 4 valvole
    • Potenza: 38 CV @ 8000 rpm
    • Coppia: 37 Nm @ 6500 rpm

    Elettronica avanzata

    • Suzuki Intelligent Ride System:
      • 3 modalità di guida selezionabili
      • Controllo di trazione regolabile (STCS)
      • Modalità G (Gravel) specifica per terreno misto
      • Suzuki Easy Start System
    • ABS:
      • Disinseribile su entrambe le ruote (DR-Z4S)
      • Disinseribile solo al posteriore (DR-Z4SM)

    Ciclistica e freni

    DR-Z4S

    Telaio

    • Doppia trave in acciaio
    • Forcellone in alluminio
    • Ottimo compromesso rigidità/peso

    Freni

    • DR-Z4S:
      • Anteriore: disco 270mm
      • Posteriore: disco 240mm
    • DR-Z4SM:
      • Anteriore: disco 310mm
      • Posteriore: disco 240mm

    Design e comfort

    DR-Z4SM
    • Faro a LED integrato nel cupolino
    • Quadro strumenti LCD completo
    • Serbatoio da 8.7 litri
    • Colorazioni:
      • DR-Z4S: Giallo Phoenix/Grigio Londra
      • DR-Z4SM: Grigio Los Angeles/Bianco San Francisco

    Prezzi e disponibilità

    • Prezzo listino: €9.700 per entrambi i modelli
    • Allestimento speciale lancio:
      • Paramani
      • Skid plate (piastra paramotore)
    • Prime consegne: estate 2025

    Conclusioni: vale l’attesa?

    Le nuove DR-Z4 rappresentano:
    ✅ Un ritorno alle origini con tecnologia moderna
    ✅ Moto leggere e maneggevoli
    ✅ Elettronica avanzata ma non invadente

    Cosa ne pensi? Il prezzo è giustificato per queste eredi di un mito?

  • Come Migliorare la Piega in Pista: Tecniche e Segreti dei Piloti

    Come Migliorare la Piega in Pista: Tecniche e Segreti dei Piloti

    La piega perfetta è il Santo Graal di ogni pilota in pista. Che tu sia un principiante o un esperto, ottimizzare l’angolo di inclinazione significa guadagnare secondi preziosi e guidare con più sicurezza.

    In questa guida, sveliamo i metodi usati dai professionisti per migliorare la piega, evitando errori comuni e massimizzando l’aderenza.


    1. Preparazione: Impostare la Moto per la Piegatura Ottimale

    A. Regolazione delle Sospensioni

    ✔ Precarico: deve essere bilanciato per evitare sbandamenti
    ✔ Compressione/Estensione: più morbida per l’asfalto irregolare, più rigida per piste lisce

    B. Pressione Gomme

    • Asciutto: riduci di 0.2-0.3 bar rispetto alla strada (es. da 2.5 a 2.2 bar)
    • Bagnato: mantieni pressioni standard per evitare surriscaldamento

    C. Posizione di Guida

    ✔ Piedi sui poggiapiedi posteriori per più controllo
    ✔ Ginocchia strette al serbatoio per ridurre resistenza aerodinamica


    2. Tecniche di Piegatura: Come Inclinarsi Senza Perdere Grip

    A. Tecnica del “Kiss the Mirror” (Bacia lo Specchietto)

    1. Sposta il peso all’interno prima della curva
    2. Avvicina il busto al manubrio interno
    3. Il ginocchio tocca per ultimo (non forzarlo!)

    B. Contromanovra per Iniziare la Piegatura

    ✔ Spingi leggermente il manubrio nella direzione della curva (es. curva a destra → spingi il manubrio destro in avanti)
    ✔ Il corpo segue naturalmente senza sforzo eccessivo

    C. Piegatura Progressiva (Smooth Lean)

    • Non inclinare la moto di colpo
    • Aumenta gradualmente l’angolo man mano che la curva si stringe

    3. Errori da Evitare Assolutamente

    ❌ Piegare troppo presto: Aspetta il punto di corda prima di inclinare al massimo
    ❌ Guardare il terreno: Fissa sempre l’uscita della curva
    ❌ Frenare in piega: Usa il freno posteriore con delicatezza se necessario
    ❌ Serrare le braccia: Rilassati per permettere alla moto di autoregolarsi


    4. Esercizi per Migliorare la Tecnica

    A. Sessioni di “Lean Angle Training”

    ✔ Inizia con curve ampie a 30° di inclinazione
    ✔ Aumenta gradualmente fino a 45°+

    B. Uso del Cavalletto Laterale

    • Allenati a toccare con la pedana senza perdere controllo
    • Non cercare subito il ginocchio a terra

    C. Analisi Telemetria (Se Disponibile)

    ✔ Misura angolo di piega, velocità e accelerazione
    ✔ Confronta i dati con piloti più esperti


    5. L’Importanza delle Gomme e dell’Asfalto

    A. Scegliere Gomme da Pista

    • Soft/Medium compound per miglior grip in piega
    • Temperature corrette: mai sotto i 60°C

    B. Leggere l’Asfalto

    ✔ Evita le chiazze d’olio o le zone lisce
    ✔ Cerca la “linea di gomma” lasciata dalle altre moto


    La Piegatura Perfetta è una Scienza

    Migliorare la piega richiede tempo, pazienza e tanta pratica. Segui questi passaggi, evita gli errori comuni e vedrai progressi già dopo poche sessioni.

    Pro-tip finale: Registrati con una action cam sul retro per analizzare la tua posizione dopo ogni sessione.

  • Le 5 tipologie di moto migliori per chi inizia: guida alla scelta perfetta

    Le 5 tipologie di moto migliori per chi inizia: guida alla scelta perfetta

    Scegliere la prima moto è un passaggio emozionante ma critico. La moto giusta per un neofita deve unire maneggevolezza, potenza contenuta e sicurezza, evitando modelli troppo pesanti o potenti che possano intimidire. In questa guida analizzeremo le 5 tipologie ideali per i principianti, con le rispettive cilindrate consigliate.


    1. Scooter (125-300cc) – La scelta più pratica

    Perché sono ideali per iniziare:

    • Posizione di guida comoda ed ergonomica
    • Cambio automatico (nessuna frizione da gestire)
    • Basso baricentro per maggiore stabilità
    • Consumi ridotti e manutenzione economica

    Cilindrata consigliata:

    • 125cc: Per chi ha la patente B (con limite a 11 kW)
    • 250-300cc: Per patentati A1 o A2 che vogliono più potenza

    Per chi è perfetta: Per chi cerca praticità in città e brevi spostamenti.


    2. Naked (250-500cc) – Il giusto equilibrio

    Caratteristiche ideali per principianti:

    • Manubrio alto per controllo ottimale
    • Peso contenuto (solitamente 150-180 kg)
    • Elettronica semplificata (ABS base, nessuna modalità sportiva estrema)

    Cilindrata consigliata:

    • 250-400cc: Per patente A1/A2
    • 500cc: Massimo consigliato per i neofita (35 kW limitabili)

    Per chi è perfetta: Per chi vuole un’alternativa più sportiva allo scooter ma senza eccessi.


    3. Custom/Cruiser (300-650cc) – Stile e facilità di guida

    Punti di forza per i nuovi rider:

    • Sella bassa (accessibile anche per chi è insicuro)
    • Coppia motore generosa a bassi regimi (più facile nei sorpassi)
    • Posizione rilassata per viaggi senza affaticamento

    Cilindrata consigliata:

    • 300-500cc: Per un buon compromesso potenza/controllo
    • 650cc: Solo se con limitazione a 35 kW (patente A2)

    Per chi è perfetta: Per chi ama lo stile chopper e una guida tranquilla.


    4. Enduro/Adventure leggere (250-400cc) – Per gli amanti dello sterrato

    Vantaggi per chi inizia:

    • Sospensioni lunghe che assorbono gli errori
    • Pneumatici tassellati per maggiore aderenza in ogni condizione
    • Altezza sella regolabile per adattarsi a diverse stature

    Cilindrata consigliata:

    • 250-300cc: Ideali per apprendere tecniche off-road
    • 400cc: Massimo consigliato per principianti (sufficiente anche per strade aperte)

    Per chi è perfetta: Per chi sogna viaggi fuoristrada o cerca una moto versatile.


    5. Touring leggere (400-650cc) – Comfort per i primi viaggi

    Perché sono adatte ai neofiti:

    • Aerodinamica protettiva dal vento
    • Accessori integrati (parabrezza alto, borse laterali)
    • Elettronica di sicurezza (controllo di trazione, frenata assistita)

    Cilindrata consigliata:

    • 400-500cc: Per chi inizia con viaggi brevi
    • 650cc: Solo se limitata a 35 kW (A2), ottima per lunghi percorsi

    Per chi è perfetta: Per chi vuole abituarsi al turismo motociclistico senza una moto troppo impegnativa.


    Cilindrate e patenti: cosa sapere prima di scegliere

    PatenteCilindrata idealePotenza massima
    B (con 125cc)125cc11 kW (15 CV)
    A1125cc11 kW (15 CV)
    A2250-650cc35 kW (47 CV) limitabile
    A (senza limiti)Meglio iniziare sotto i 650cc

    Conclusione: come non sbagliare la prima moto

    1. Evitare cilindrate eccessive: Sopra i 650cc sono difficili da gestire
    2. Priorità alla leggerezza: Sotto i 200 kg per maggiore controllo
    3. Scegliere in base all’uso: Città, turismo o fuoristrada?
    4. Provare prima di comprare: Il feeling è soggettivo

    Il consiglio finale: I primi 10.000 km sono i più importanti per formarsi come rider. Meglio una moto “sotto tono” che permetta di imparare senza rischi che un modello troppo prestazionale che possa intimidire.

  • La leggenda della Honda CB750: la moto che rivoluzionò il mondo su due ruote

    La leggenda della Honda CB750: la moto che rivoluzionò il mondo su due ruote

    Era il 1969 quando la Honda sconvolse il Salone di Tokyo presentando la CB750 Four, una moto così avanzata da far sembrare obsolete tutte le concorrenti dell’epoca. Con il suo motore a 4 cilindri in lineafreno a disco anteriore (primo al mondo su una moto di serie) e potenza da 67 CV, non era semplicemente una nuova moto: era il futuro del motociclismo.

    Questa è la storia di come un progetto segreto (“Project 300“) diede vita alla moto più influente del XX secolo, soprannominata “La prima superbike della storia”.


    1. 1969: lo shock tecnologico che umiliò l’Europa

    Il contesto pre-CB750

    • Anni ’60: dominio delle bicilindriche inglesi (Triumph, Norton)
    • Motocicli rumorosi, inaffidabili e con freni a tamburo
    • Honda cercava un’arma per conquistare il mercato USA

    Le innovazioni che cambiarono tutto

    ✔ Motore 4 cilindri in linea (743cc, 67 CV a 8.000 giri)
    ✔ Albero a camme in testa (SOHC) con distribuzione a catena
    ✔ Primo freno a disco idraulico anteriore di serie
    ✔ Avviamento elettrico (le concorrenti usavano ancora il pedale)
    ✔ Cambio a 5 marce (standard erano 4)

    Dato shock: La CB750 raggiungeva 200 km/h, superando auto sportive dell’epoca come la Porsche 911T.


    2. Design e tecnica: la perfezione giapponese

    Caratteristiche rivoluzionarie

    • Telaio a doppia culla con ammortizzatori posteriori regolabili
    • Sistema elettrico avanzato con spie luminose
    • Serbatoio a goccia e linea pulita (ispirò tutte le naked future)

    Perché era superiore alle rivali?

    FeatureHonda CB750Triumph Bonneville (650cc)
    Cilindri4 in linea2 paralleli
    Potenza67 CV46 CV
    FreniDisco anterioreTamburo anteriore
    Velocità max200 km/h180 km/h
    Affidabilità40.000 km senza problemiManutenzione costante

    3. L’impatto sul mercato: il declino delle case europee

    Numeri da record

    • 400.000 esemplari venduti tra il 1969 e il 2003
    • Prezzo lancio: $1.495 (20% in meno di una Triumph)
    • Vittoria alla 200 Miglia di Daytona nel 1970 (prima gara)

    Effetto domino sull’industria

    • Triumph e Norton costrette a rinnovarsi (troppo tardi)
    • Nascita delle superbike moderne (Kawasaki Z1, Suzuki GS)
    • Standardizzazione del freno a disco su tutte le moto

    Anecdoto: Soichiro Honda testava personalmente ogni prototipo senza casco a 200 km/h!


    4. Le versioni più iconiche

    CB750 K0 (1969-70)

    • La versione originale con scarico 4-in-4
    • Colori: Candy Gold, Blue e Red

    CB750F (1975-78)

    • Linea sportiva con scarico 4-in-1
    • Migliorie all’alimentazione

    CB750 Nighthawk (1982-83)

    • Versione “custom” con telaio nero opaco

    5. L’eredità: perché è ancora un cult oggi?

    Nella cultura pop

    • Appare in film cult come Terminator 2 e Ghost Rider
    • Museo MoMA di NY l’ha esposta come opera d’arte

    Nel mercato collezionistico

    • Valore attuale: €15.000-30.000 per un esemplare originale
    • Replica moderna: Honda CB750 “Neo Sports Café” (2018)

    La lezione per l’industria

    La CB750 dimostrò che affidabilità e innovazione battono il tradizionalismo. Oggi tutte le naked devono qualcosa a questo progetto.


    La versione attuale

    La CB750 è tornata , dopo oltre 20 anni di assenza, sul mercato dal 2023 con la CB750 Hornet, versione moderna che incarna lo spirito della sua antenata, capace di erogare 92 CV a 9.500 giri/min e 75 Nm di coppia a 7.250 giri/min su 190kg di peso, e che si porta a casa con circa 8.000 euro.


    Conclusione: la regina delle moto

    La Honda CB750 non fu solo una moto: fu un terremoto tecnologico che spazzò via un’epoca. A oltre 50 anni dal debutto, rimane il simbolo di quando il Giappone insegnò al mondo come si costruisce una motocicletta perfetta.

    Hai mai guidato una CB750? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

  • CFMoto: l’ascesa del produttore cinese nel mondo delle due ruote

    CFMoto: l’ascesa del produttore cinese nel mondo delle due ruote

    CFMoto (Chunfeng Power) è uno dei produttori motociclistici cinesi più dinamici e innovativi, con una presenza sempre più significativa a livello globale. Fondata nel 1989 a Hangzhou, in Cina, l’azienda ha iniziato producendo motori per veicoli leggeri, per poi espandersi nella produzione di motocicli, quad e side-by-side. Oggi, CFMoto è riconosciuta per la sua gamma di modelli moderni, accessibili e tecnologicamente avanzati, oltre che per il suo impegno nel motorsport, con partecipazioni in Moto2 e Moto3.

    Cenni storici: dalle origini alla crescita globale

    CFMoto è nata come azienda specializzata nella produzione di motori per veicoli leggeri, ma già nei primi anni 2000 ha iniziato a diversificare la sua offerta, entrando nel mercato delle motociclette e dei veicoli off-road. Grazie a una combinazione di design accattivante, tecnologia avanzata e prezzi competitivi, CFMoto ha rapidamente conquistato quote di mercato in Asia, Europa e Nord America.

    Uno dei punti di forza dell’azienda è stata la capacità di collaborare con partner internazionali. Nel 2013, CFMoto ha stretto un accordo con KTM, diventando il produttore ufficiale dei modelli KTM per il mercato cinese. Questa partnership ha permesso a CFMoto di accedere a tecnologie avanzate e di migliorare la qualità dei suoi prodotti.

    La gamma attuale: moto, quad e side-by-side

    CFMoto offre una gamma di prodotti che spazia dalle motociclette stradali ai veicoli off-road, con un’attenzione particolare al design e alla tecnologia. Ecco alcuni dei modelli più significativi attualmente in produzione:

    Motociclette stradali

    • CFMoto SR-S: una sportiva compatta e accessibile, ideale per i giovani rider. Disponibile in cilindata di 450 e 675cc.
    • CFMoto NK: una naked bike perfetta per chi cerca un’esperienza di guida dinamica e confortevole. disponibile in configurazione da 125, 300, 450 e 800 cc
    • CFMoto 700CL-X: una moderna neo-retro con motore bicilindrico da 693 cc, che unisce stile vintage e tecnologia avanzata. Disponibile anche in versione da 300cc.
    • CFMoto 800MT: un’avventuriera di fascia alta, con motore bicilindrico da 799 cc, ideale per viaggi lunghi e fuoristrada leggero. La multi terrain ha anche delle sorelle minori con cilindrata di 700 e 450cc.

    Motociclette da turismo

    • CFMoto 650GT: una tourer sportiva basata sulla 650NK, con un design più elegante e una posizione di guida comoda per i viaggi.

    Quad e side-by-side

    • CFMoto ZForce: una gamma di side-by-side progettati per l’off-road, con motori potenti e sospensioni di alta qualità.
    • CFMoto CForce: quad versatili, adatti sia per il lavoro che per il divertimento off-road.

    L’impegno nel motorsport: Moto2 e Moto3

    CFMoto ha dimostrato di credere nello sviluppo tecnologico attraverso la competizione. Nel 2022, l’azienda ha fatto il suo ingresso nel campionato mondiale di motociclismo, entrando in Moto3 . Nel 2023, CFMoto ha ampliato il suo impegno, entrando anche nella classe Moto2 dove attualmente collabora con il team Aspar.

    Queste partecipazioni non solo aumentano la visibilità del marchio a livello globale, ma permettono a CFMoto di testare e sviluppare tecnologie che verranno poi integrate nei modelli di serie.

    Innovazione e sostenibilità

    CFMoto sta investendo anche nella mobilità elettrica, con l’obiettivo di lanciare modelli a zero emissioni nei prossimi anni. L’azienda ha già presentato alcuni prototipi di moto elettriche, dimostrando di voler essere al passo con le tendenze del mercato e le esigenze ambientali.

    Conclusioni: un futuro promettente

    CFMoto rappresenta una delle realtà più interessanti nel panorama motociclistico globale. Con una gamma di prodotti sempre più ampia e tecnologicamente avanzata, un impegno crescente nel motorsport e una visione orientata al futuro, l’azienda cinese è pronta a conquistare nuovi mercati e a competere con i grandi nomi del settore.

    Che si tratti di una sportiva compatta, di un’avventuriera di fascia alta o di un side-by-side per l’off-road, CFMoto offre soluzioni per ogni tipo di rider, mantenendo un rapporto qualità-prezzo molto competitivo. Con il suo spirito innovativo e la sua ambizione, CFMoto è destinata a diventare un protagonista sempre più importante nel mondo delle due ruote.

  • I Migliori caschi per viaggi lunghi: Tecnologie e caratteristiche per il massimo comfort

    I Migliori caschi per viaggi lunghi: Tecnologie e caratteristiche per il massimo comfort

    Affrontare un viaggio in moto di centinaia di chilometri richiede un casco progettato per il comfort a lungo termine. Mentre i caschi da corsa puntano su aerodinamica e leggerezza, quelli da turismo devono ridurre la fatica, isolare i rumori e garantire massima protezione senza sacrificare la comodità.

    In questo articolo esploreremo:
    ✔ Le tecnologie più avanzate per viaggi lunghi
    ✔ Le tipologie di caschi più adatte
    ✔ Caratteristiche fondamentali da valutare


    1. Le Tecnologie Chiave per il Comfort Prolungato

    A. Sistemi di Ventilazione Avanzati

    • Flussi d’aria dinamici: canali di ingresso/uscita regolabili per evitare surriscaldamento
    • Doppia presa d’aria frontale: riduce l’appannamento della visiera
    • Materiali termoregolanti (es. CoolMax®) per mantenere la testa fresca

    B. Isolamento Acustico

    • Guarnizioni rinforzate in gomma morbida attorno a collo e orecchie
    • Materiali fonoassorbenti come schiume EVA multistrato
    • Design aerodinamico che riduce il rumore del vento oltre i 100 km/h

    C. Peso e Distribuzione

    • Strutture in fibra di carbonio (leggere ma resistenti)
    • Centraggio ottimizzato per evitare stress muscolare
    • Sistemi di bilanciamento che evitano pressioni sulla colonna vertebrale

    2. Tipologie di Caschi Ideali per Lunghe Distanze

    A. Caschi Modulari (Jet Integrali)

    ✅ Vantaggi:

    • Mentiera ribaltabile per pause senza rimuovere il casco
    • Versatilità tra configurazione chiusa e aperta
    • Spazio generoso per occhiali da vista o intercom

    ❌ Svantaggi:

    • Leggermente più pesanti dei full-face
    • Minor aerodinamicità a velocità elevate

    B. Caschi Full-Face Touring

    ✅ Vantaggi:

    • Protezione massima con ampia visiera panoramica
    • Sistema Pinlock integrato contro l’appannamento
    • Cintura a doppio anello per maggiore stabilità

    ❌ Svantaggi:

    • Meno pratici per brevi soste rispetto ai modulari

    C. Caschi Avio (con parasole integrato)

    ✅ Vantaggi:

    • Visiera interna oscurata per luce abbagliante
    • Profilo aerodinamico che riduce la fatica al collo

    ❌ Svantaggi:

    • Peso superiore rispetto ai full-face tradizionali

    3. Caratteristiche Fondamentali da Cercare

    A. Comfort Interno

    • Fodera rimovibile e lavabile in tessuto antibatterico
    • Sistema di regolazione personalizzata (es. ruote micrometriche)
    • Spazio per cuffie Bluetooth senza compressione scomoda

    B. Visiera e Protezione Ottica

    • Categoria ottica 1 (nessuna distorsione della vista)
    • Trattamento antigraffio e idrorepellente
    • Apertura a scatto rapido con una mano

    C. Certificazioni di Sicurezza

    • Omologazione ECE 22.06 (obbligatoria in Europa)
    • Rating SHARP 4/5 stelle per resistenza agli impatti
    • MIPS® (Multi-directional Impact Protection) per ridurre i traumi rotazionali

    4. Conclusione: Cosa Scegliere per un Viaggio Senza Stanchezza?

    Il casco perfetto per lunghe distanze non esiste, ma le tecnologie oggi disponibili permettono di ridurre al minimo la fatica. La scelta dipende da:
    ✔ Preferenze personali (modulare vs full-face)
    ✔ Condizioni climatiche (ventilazione vs isolamento termico)
    ✔ Necessità di comunicazione (spazio per intercom)

    Consiglio finale: Prima dell’acquisto, provalo almeno 30 minuti per testarne il comfort reale.

  • 10 Cose da controllare prima di un lungo viaggio in moto

    10 Cose da controllare prima di un lungo viaggio in moto

    Partire per un viaggio in moto è un’esperienza emozionante, ma un guasto meccanico o un imprevisto possono rovinare tutto. Prima di mettersi in strada, è fondamentale fare un check-up completo della moto per garantire sicurezza e affidabilità.

    Ecco 10 controlli essenziali da fare prima di affrontare un lungo viaggio.


    1. Pressione e Stato delle Gomme

    ✔ Pressione corretta (controlla il libretto o lo sticker sul forcellone)
    ✔ Tassello minimo di 2mm per garantire grip su bagnato
    ✔ Assenza di tagli, bolle o usura irregolare
    ✔ Valvole e cerchi in buono stato per evitare perdite d’aria

    Consiglio: Porta con te un kit di riparazione per forature e una pompa portatile.


    2. Livelli dei Liquidi

    ✔ Olio motore (controlla a motore freddo con la moto in piano)
    ✔ Liquido dei freni (livello e colore: se scuro, va sostituito)
    ✔ Liquido di raffreddamento (se la moto è a liquido)
    ✔ Liquido della frizione (se presente)

    Attenzione: Se il livello dell’olio è basso, rabbocca con lo stesso tipo già usato.


    3. Freni: Pastiglie e Dischi

    ✔ Spessore pastiglie (sostituisci se sotto i 2mm)
    ✔ Stato dei dischi (no solchi profondi o deformazioni)
    ✔ Funzionamento ABS (se presente, testalo su strada bagnata in sicurezza)

    Segnale d’allarme: Se la leva del freno è troppo morbida, potrebbe esserci aria nel sistema.


    4. Catena e Trasmissione

    ✔ Tensione corretta (consultare il manuale, di solito 2-3 cm di gioco)
    ✔ Lubrificata e pulita (usa uno spray specifico)
    ✔ Denti della corona e pignone non consumati a punta

    Consiglio: Porta con te lubrificante e grasso per eventuali ripristini durante il viaggio.


    5. Luci e Elettronica

    ✔ Anabbaglianti, stop e frecce funzionanti
    ✔ Fari regolati correttamente per non abbagliare
    ✔ Batteria carica (controlla i terminali per corrosione)
    ✔ Cavalletto laterale con interruttore di sicurezza attivo

    Extra: Assicurati che il sistema di ricarica funzioni (se la batteria si scarica spesso, controlla lo statore).


    6. Sospensioni e Sterzo

    ✔ Nessuna perdita d’olio dalle forcelle
    ✔ Cuscinetti dello sterzo senza gioco anomalo
    ✔ Ammortizzatori posteriori regolati in base al carico

    Test rapido: Premi sulla moto e rilascia: dovrebbe stabilizzarsi senza oscillare.


    7. Manubrio e Comandi

    ✔ Leve dei freni e della frizione fluide e regolate
    ✔ Cavo della frizione non sfilacciato
    ✔ Acceleratore che ritorna correttamente

    Prova: Frenare e accelerare in un parcheggio per verificare la risposta.


    8. Serbatoio e Alimentazione

    ✔ Carburante sufficiente per raggiungere il primo distributore
    ✔ Filtro carburante pulito (se sostituibile)
    ✔ Nessuna perdita da tubazioni o raccordi

    Attenzione: Se la moto ha più di 5 anni, controlla la pompa carburante.


    9. Portapacchi e Bagagli

    ✔ Fissaggi sicuri per borse laterali o bauletti
    ✔ Peso bilanciato per non influenzare la stabilità
    ✔ Nessun attrito con ruote o cavi

    Consiglio: Fai un test di stabilità a bassa velocità prima di partire.


    10. Documenti e Kit di Emergenza

    ✔ Carta di circolazione, assicurazione e patente
    ✔ Kit primo soccorso e numeri di emergenza
    ✔ Toolkit base (chiavi, pinze, cavi jumper)
    ✔ Copertura antivento/pioggia

    Extra: Scarica una mappa offline in caso di assenza di rete.


    Conclusione: Viaggiare Sicuri e Senza Pensieri

    Questi controlli richiedono meno di un’ora, ma possono evitare guasti e situazioni pericolose. Prima di partire, fai un giro di prova per verificare che tutto funzioni correttamente.

    Hai altri controlli da suggerire? Condividili nei commenti!

  • Chiude il Centro Ricerche MV Agusta a San Marino, la crisi KTM colpisce anche l’eccellenza italiana

    Chiude il Centro Ricerche MV Agusta a San Marino, la crisi KTM colpisce anche l’eccellenza italiana

    La notizia della chiusura del Centro Ricerche Castiglioni (CRC) di San Marino ha scosso il mondo delle due ruote, segnando la fine di un’epoca per uno dei centri di ricerca più iconici nel panorama motociclistico internazionale. Fondato nel 1993, il CRC è stato il cuore pulsante dell’innovazione tecnologica e del design per marchi come Cagiva, Ducati e, soprattutto, MV Agusta. Tuttavia, la decisione di chiudere la sede sammarinese e trasferire le attività a Varese è stata dettata dalla necessità di razionalizzare i costi e ottimizzare le risorse, un segnale tangibile delle difficoltà che stanno attraversando alcuni colossi del settore, tra cui KTM, ex controllante di MV Agusta che ha da poco ceduto le quote del costruttore italiano come una delle mosse per evitare il fallimento.

    Un’eredità gloriosa

    Il CRC nasceva dall’intuizione di Claudio Castiglioni e Massimo Tamburini, due pilastri del motociclismo italiano. Dopo l’esperienza nel Centro Operativo Rimini (COR), dove furono sviluppati modelli leggendari come la Cagiva Freccia e le Ducati da competizione, il CRC di San Marino divenne il laboratorio di idee che ha dato vita a icone come la MV Agusta F4 e la Brutale. Qui, tra l’altro, fu ultimata la mitica Ducati 916, una moto che ha rivoluzionato il concetto di sportività su due ruote.

    Per oltre tre decenni, il CRC ha rappresentato l’eccellenza del design e dell’ingegneria motociclistica, superando crisi finanziarie, cambi di proprietà e sfide industriali. Oggi, però, la decisione di trasferire le attività a Varese, integrandole con il Centro Stile di Schiranna, segna un nuovo capitolo. Metà dei 20 dipendenti del CRC verranno ricollocati nella sede varesina, mantenendo viva l’eredità del centro, ma tagliando i fili con la propria storia.

    La crisi di KTM e il suo impatto

    La chiusura del CRC non può essere letta senza considerare il contesto più ampio della crisi finanziaria che ha colpito KTM, l’azienda austriaca che deteneva il controllo di MV Agusta fino a poco tempo fa. KTM, nota per le sue moto tecnologiche e adrenaliniche, si è trovata costretta a fare i conti con un debito di quasi 2 miliardi di euro, un buco finanziario che ha portato a drastiche misure di razionalizzazione.

    Per evitare il fallimento, KTM ha presentato un piano di ristrutturazione del debito, approvato dai creditori, che prevede il pagamento del 30% del debito (circa 548 milioni di euro) entro il 2025 e la ricerca di nuovi investitori per coprire ulteriori 800 milioni di euro. In questo scenario, la decisione di tagliare i ponti con MV Agusta appare come una mossa necessaria, ma dolorosa, per fare quadrare i conti.

    MV Agusta guarda al futuro

    Nonostante le difficoltà, MV Agusta sembra pronta a voltare pagina. Con il riacquisto del pieno controllo da parte di Art of Mobility S.A., società della famiglia Sardarov, che in precedenza la avevano venduta al colosso austriaco, la casa di Schiranna ha riaffermato la sua indipendenza e la volontà di continuare a crescere. Negli ultimi due anni, MV Agusta ha registrato una crescita significativa, con vendite in aumento del 116% nel 2024 rispetto all’anno precedente.

    Il trasferimento delle attività del CRC a Varese rappresenta secondo la proprietá un’opportunità per integrare design e produzione, mantenendo viva la tradizione innovativa del marchio. Timur Sardarov, CEO di Art of Mobility S.A., ha sottolineato l’importanza di questa nuova fase, definendola un momento di orgoglio e rinnovato impegno per l’eccellenza italiana, anche se é chiaro che sia una mossa per permettere di far quadrare i conti visto il mancato appoggio del gigante austriaco.

    La chiusura del CRC di San Marino è un evento che segna la fine di un’epoca, ma non la fine di un’eredità. L’eccellenza del design e dell’ingegneria motociclistica italiana continuerà a vivere a Varese, dove MV Agusta sta già scrivendo il prossimo capitolo della sua storia. Nel frattempo, la crisi di KTM ci ricorda quanto sia fragile l’equilibrio tra innovazione e sostenibilità finanziaria nel settore delle due ruote.

    Il futuro di MV Agusta, però, sembra promettente. Con una gestione rinnovata e una visione chiara, il marchio italiano ha tutte le carte in regola per continuare a stupire gli appassionati di moto in tutto il mondo. E mentre il CRC di San Marino chiude i battenti, il cuore della moto sportiva made in Italy continua a battere, forte e determinato.